Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Camminate piacentine

Camminate Piacentine: Monti Capra e Sant’Agostino foto

Ritorna la seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. E’ disponibile nelle librerie il volume, che raccoglie le escursioni proposte lo scorso anno

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Ritornano le Camminate Piacentine con una nuovo proposta della seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il volume, pubblicato da Edizioni Codex10, che raccoglie tutte e 18 le escursioni proposte lo scorso anno da PiacenzaSera.it.



Monti Capra e Sant’Agostino
Su precipiti creste rocciose eccezionalmente panoramiche

L’ampia area collinare-submontana situata tra la val Trebbia e il contrafforte sinistro della val Nure, compresa tra Coli, Perino e Pradovera e posta a soli 35 km in linea d’aria dal centro della città di Piacenza, è caratterizzata da affioramenti rocciosi, di dimensioni e forme variabili, particolarmente visibili anche da lontano perché emergono prepotentemente dalle circostanti formazioni argillose, dolcemente ondulate.

Questo complesso montuoso, disposto con orientamento nord-sud a dividere i bacini del fiume Trebbia e del torrente Perino, principia con il monte Belvedere (1052 mt), prosegue con i monti Filippazzi, Gonio e Poggio Alto, culmina nella Costa Monte Capra a oltre 1300 mt e si conclude con il monte Sant’Agostino (mt 1256), strapiombante sulle valli incise dai torrenti Curiasca di San Michele e di Coli.

Tutte queste cime offrono amplissimi panorami sulle vallate che si stendono ai loro piedi: nelle giornate più terse sono ben riconoscibili, da un lato, le più elevate montagne dell’Alto Appennino e dall’altro la Pianura Padana, oltre la quale si ammira un vasto tratto della cerchia alpina.

L’intera dorsale, dirupata e selvaggia, è caratterizzata da un elevato grado di naturalità e da una morfologia assai varia: argille, rocce calcaree, arenarie e, soprattutto, rocce ofiolitiche; queste ultime, cosiddette perché il loro colore nero-verdastro ricorda quello della pelle di un serpente (in greco ofis), sono costituite soprattutto da serpentino, il materiale originario del mantello, cioè della porzione viscosa del nostro pianeta che si trova immediatamente al di sotto della crosta terrestre.

Queste antichissime rocce magmatiche, prodotte da fenomeni di fusione ad alte temperature, dopo la loro solidificazione nelle profondità dell’antico oceano Ligure Piemontese, ora scomparso, sono risalite in superficie insieme alle rocce sedimentarie che si erano depositate sul fondo del mare, e oggi le troviamo disseminate in modo del tutto irregolare, dominanti sul paesaggio circostante.

Nei ripiani pianeggianti di quest’area sono inoltre presenti zone umide di notevole interesse naturalistico, ormai quasi del tutto interrate e spesso collegate a sorgenti, in un territorio che mostra le tracce di un importante modellamento operato dall’ultima glaciazione wurmiana.

Notevole è anche la diversità ambientale, percepibile nell’articolato mosaico di faggete, boschi misti, rimboschimenti di pino nero, vegetazione rupestre, cespuglieti, praterie arbustate, pascoli di altitudine; e il tutto è reso più suggestivo dalla assenza quasi totale di attività umane.

La camminata parte da Gavi, frazione di Coli (Pc) a 941 mt slm e a circa 40 km da Piacenza. L’itinerario ha uno sviluppo lineare di circa 11 km, di cui 2.5 su asfalto; è contrassegnato quasi per intero dai segnavia del CAI ed ha un dislivello complessivo di circa 550 mt, raggiungendo la quota massima sulla Costa di Monte Capra a mt 1310 slm; può essere percorso in circa 3 ore e 15 minuti, al netto delle soste.

Il sentiero sull’intera dorsale rocciosa del monte Capra è esposto e completamente privo di protezioni, inadatto quindi ai più piccoli; indispensabili in ogni caso scarponi o scarpe con suole scolpite, utili i bastoncini da trekking. Queste caratteristiche sconsigliano l’escursione in caso di maltempo, neve e ghiaccio.


DESCRIZIONE

Nei pressi di Gavi si imbocca una sterrata, contrassegnata da due strisce argentate, che si snoda in decisa salita tra i monti Parrocchiale e Poggio Vaccari, e porta in una quarantina di min a un pianoro di crinale, posto all’incrocio con la dorsale spartiacque tra Trebbia e Perino, a breve distanza da un laghetto quasi completamente interrato, frequentato nella bella stagione da mandrie di cavalli.

Da qui si affronta la ascesa alla Costa di Monte Capra, lunga cresta rocciosa che precipita a ovest verso la val Trebbia e degrada sull’altro lato, verso la val Perino: il sentiero è stretto ed esposto (classificazione CAI: EE per escursionisti esperti); in realtà non presenta salite di rilievo, né richiede particolari doti alpinistiche, ma va affrontato con molta concentrazione e prudenza, perché è completamente privo di protezioni.

Facendo quindi attenzione a non scivolare sulle pietre smosse o sul ghiaietto si prosegue superando alcuni speroni di roccia ofiolitica e, seguendo i segnavia che suggeriscono i passaggi più agevoli, si raggiunge la cima contrassegnata da una recente croce in acciaio. Dalla vetta si gode di una vista a 360° sulle valli del Perino (ben visibili i Piani d’Aglio, Calenzano, Pradovera e i monti Osero e Aserei) e del Trebbia (dalla Pietra Parcellara al Penice passando per i monti Lazzaro, Mosso, Pradegna e Pietra di Corvo); in lontananza si riconoscono i monti Menegosa e di Lama.

Superate alcune balze rocciose si continua prima in saliscendi, poi in decisa discesa sul versante opposto, fino alla sella che divide la Costa dal monte Sant’Agostino; in breve il tracciato raggiunge anche quest’ultima cima, “ornata” da un calvario di tre croci ed estremamente panoramica verso le valli dei torrenti Curiasca (di Coli, di San Michele e di Rosso), la val d’Aveto e l’alta val Trebbia, dominata dai monti Alfeo e Lesima.

Si scende quindi prima su di una dorsale rocciosa, eccezionalmente panoramica ora anche sui monti Tre Abati e Gavi, poi lungo una pista sterrata che si abbandona poche centinaia di mt prima di raggiungere l’asfalto, per tagliare su bel sentiero in falsopiano il versante occidentale del monte, tra felci e muretti a secco realizzati per garantire la stabilità del pendio.

Raggiunta la località Costa Camparlino, il sentiero conduce attraverso la pineta di Coli fino alla Maiarda, antico lago oggi completamente interrato e utilizzato per i pic-nic e da un parco avventura, di cui si notano sugli alberi le piattaforme e i ponti tibetani. Da qui si imbocca la strada asfaltata che collega Coli a Perino, che in 2.5 km riporta al punto di partenza.

Achille Menzani

NOTIZIE UTILI
Seicento mt prima della partenza in località Gavi si trova l’agriturismo La Torre (tel. 0523-931091 –  348.6728181).
Una fontana si trova in località Maiarda, a 2.5 km dall’arrivo.

La mappa

La scheda

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