Chiusura postale di Piacenza, Siap: “Margini per trattare” VIDEO

Lombardo nei giorni scorsi ha incontrato il ministro Alfano: “Non siamo contrari alla razionalizzazione ma chiediamo che tutto venga concordato con le altre forze di polizia e le forze sindacali e che non vengano mortificati gli agenti con rischi per la sicurezza”

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Esistono “margini di trattativa” sulla spending review del comparto sicurezza proposta dal Governo che porterebbe alla soppressione di 267 presidi di polizia in tutta Italia fra cui gli uffici della polizia postale di Piacenza. Lo afferma Luigi Lombardo, segretario nazionale Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), oggi a Piacenza per incontrare gli allievi agenti della scuola di polizia di viale Malta, altra struttura dal destino incerto. Polizia Postale e scuola agenti, De Micheli (Pd): “Presidi da mantenere”

Lombardo nei giorni scorsi ha parlato con il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Non siamo contrari alla razionalizzazione – ha spiegato insieme al segretario provinciale Siap Sandro Chiaravalloti, che questa mattina ha incontrato il Prefetto sul tema sicurezza – ma chiediamo che tutto venga concordato con le altre forze di polizia e le forze sindacali e che non vengano mortificati gli agenti con rischi per la sicurezza”.

“Vi sono lavoratori – sottolinea – che hanno acquisito specializzazioni non spendibili in altri settori”. Fra questi anche il personale della polizia postale di Piacenza (sette posti in organico), che potrebbe essere accorpato alla sede di Parma, definito dai sindacalisti “un’eccellenza”: “Svolgono un lavoro specializzato in un ambito importante e delicato come quello del web”. Per Lombardo inoltre la chiusura degli uffici piacentini non porterebbe un risparmio effettivo dal momento che locali e mezzi appartengono alle Poste con cui esiste una convenzione.

L’INTERVISTA A LUIGI LOMBARDO

Nel discorso “tagli” potrebbe rientrare anche la scuola allievi agenti di viale Malta, sulla base di una riorganizzazione che porterebbe alla creazione di tre o quattro “macropoli” in tutta Italia. Dell’eventuale chiusura della struttura piacentina, spiega Lombardo, si parlerà però non prima del 2020: “Da parte nostra ci batteremo perché venga offerta una formazione adeguata al personale, se vogliamo agenti preparati dobbiamo investire”.

Proprio gli investimenti, invece, sono quelli che mancano: è una situazione di grande affanno e difficoltà quella descritta dal segretario Siap: “Già oggi in molti presidi si fatica a garantire la presenza costante ai cittadini, gli stipendi sono bloccati da sei anni, mancano 18mila ufficiali di polizia giudiziaria per l’assenza di concorsi interni”.

“La riforma prevede un organico complessivo di 95mila unità, ma con questi numeri sarà ben difficile offrire quella sicurezza reale chiesta dalla popolazione. Pensate che alle nuove divise arrivate dopo anni mancano i pantaloni: non è possibile che a pagare per tutti gli sprechi di 30 anni sia il personale in servizio oggi”.

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