Il piacentino Segalini nuovo presidente Anga Emilia Romagna

L’associazione dei giovani di Confagricoltura ha un nuovo presidente regionale. Al timone di Anga Emilia-Romagna c’è il piacentino Luca Segalini. 

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NUOVO VERTICE PER ANGA EMILIA-ROMAGNA
L’imprenditore piacentino Luca Segalini è stato eletto presidente regionale

L’associazione dei giovani di Confagricoltura ha un nuovo presidente regionale. Al timone di Anga Emilia-Romagna c’è il piacentino Luca Segalini. I vertici di Anga si sono ritrovati per eleggerlo presso il palazzo dell’agricoltura di Piacenza dove la nomina è avvenuta il 7 aprile all’unanimità. A lui si affiancano tre vicepresidenti: Chiara Montroni di Bologna, Sara Zanni di Reggio Emilia ed Enrico Paradisi di Modena.

Gabriele Dieci, anch’egli piacentino, è stato nominato segretario. Segalini, presidente per due mandati di Anga-Piacenza, con questo nuovo incarico vede riconosciuto sul campo il proprio impegno nell’associazione e succede a Bianca Maria Giovannini, ferrarese, giunta, anche lei, alla fine del secondo mandato. All’elezione era presente Raffaele Maiorano, presidente nazionale di Anga che ha detto: “Siamo molto contenti di questo passaggio di consegne da una persona di valore, come Bianca Maria Giovannini, ad un’altra di altrettanto livello come Luca Segalini che ha già dimostrato di essere all’altezza del ruolo attraverso il buon lavoro svolto come presidente provinciale.

Bisogna essere sempre attivi ed in crescita perché i giovani imprenditori agricoli hanno specifiche istanze che vanno rappresentate e tutelate essendo loro stessi il futuro dell’agricoltura. Certo è che Anga Emilia-Romagna è un’eccellenza che può contare su basi associative solide, tanta collaborazione e partecipazione e rappresenta realtà agricole importanti, chiediamo quindi al neo presidente ed ai suoi vice di continuare così. L’agenda è già ricca – ha proseguito Maiorano – il prossimo 22 maggio ci sarà l’assemblea di Anga, all’orizzonte si profila l’Expo e anche la nostra associazione sarà presente con diverse iniziative, abbiamo poi fissato degli incontri con il Ministero delle Politiche agricole per condividere le priorità assegnate ai giovani imprenditori all’interno della nuova Pac”.

“Sono certo che Luca metterà a frutto la sua esperienza e saprà far bene, come del resto ha fatto sino ad ora – ha commentato il Presidente di Confagricoltura Piacenza, Enrico Chiesa, che ha un’esperienza ai vertici dell’associazione giovanile prima di guidare la sede territoriale di Confagricoltura – il mio augurio è di continuare con la pacatezza, la tenacia e la perspicacia che lo hanno portato sin qui”. “Anga non è solo un’associazione, ma un incubatore di progetti, siamo propositivi e lavoriamo sulla ricerca e sull’innovazione per diffondere sempre più all’interno le buone pratiche per sviluppare le nostre imprese e l’agricoltura moderna – ha commentato Bianca Maria Giovannini –. Sono molto contenta dell’esperienza maturata. Anga è anche il vivaio di Confagricoltura e costituisce un passaggio importante per la partecipazione alla vita sindacale. Non è un caso che molti presidenti di Confagricoltura abbiano maturato esperienza in Anga, per questo è importante che i giovani imprenditori agricoli aderiscano.

A Luca Segalini ed alla sua squadra, che in tal senso sono di esempio, gli auguri di buon lavoro”. “Ringrazio tutti della fiducia – ha detto Luca Segalini – mi impegnerò al massimo per essere all’altezza del compito. Certo, il momento non è semplice: sono tante le variabili in gioco, prima su tutte le nuova Pac alle porte. Ci attiveremo, inoltre, sin da subito per interagire con Regione per la stesura dei nuovi Psr. L’attenzione sui giovani nel settore è alta, ma io opererò affinché questa non si possa confondere con l’assistenzialismo. I giovani vogliono attenzione perché devono essere messi in condizione di poter liberare e mettere a frutto, nelle imprese come nell’associazione, le loro energie e la loro capacità di innovare e ammodernare, possono così essere una chiave di volta per un vero rilancio dell’agricoltura, che nel nostro Paese, più che in altri, necessita di rinnovare il patto tra generazioni in cui l’esperienza dei nostri padri si congiunga allo slancio positivo verso il futuro tipico dei giovani”.

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