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Le Rubriche di PiacenzaSera - Tal dig in piasintein

L’angolo di Nereo: Mercoledì da leoni, contro i soliti “gufi” piacentini

Dopo una pausa di un paio d’anni, durante i quali ha collaborato spudoramente con la concorrenza (tipo La Batusa), il nostro amico Nereo Trabacchi, scrittore, fotografo, critico gastronomico e ora anche blogger, riprende la collaborazione con i suoi vecchi amici. Ecco per voi la recensione di un locale impossibile da recensire...

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Dopo una pausa di un paio d’anni, durante i quali ha collaborato spudoramente con la concorrenza, il nostro amico Nereo Trabacchi, scrittore, fotografo, critico gastronomico e ora anche blogger, riprende la collaborazione con i suoi vecchi amici.

L’idea non è male. A quanto pare, il mercoledì a Piacenza diventerà “da Leoni”, grazie all’iniziativa del Comune che sta organizzando una serata cittadina per studenti. Basterà infatti mostrare il libretto universitario nei locali convenzionati, per ottenere sconti e promozioni su cibo e vivande. Finalmente per “i gufi del centro storico”, quelli che si lamentano della sua poca vivacità, ma nel frattempo subdolamente e piacentinamente, ne godono, avranno di che banchettare. Infatti il Gufo/Menagramo piacentino, è una razza non più protetta, ma apertamente cacciata; ma nonostante questo, numerosi esemplari, quasi tutti molto anziani, si aggirano tra i nostri vicoli medievali. Portano abiti beige demodé, molti simili tra loro, e sono sereni perché dopo accurati conti, sanno di avere abbastanza soldi per quello che gli rimane da vivere: quindi chissenfrega del resto. Ma conosciamoli meglio. Il gufo menagramo piacentino, è un rapace notturno esclusivamente carnivoro. Scruta il territorio da una postazione ottimale (portici o Barino) e appena avvista una preda plana su di essa in totale mutismo, grazie alle speciali penne che gli consentono di avere un volo silenzioso, tanto che le sue vittime non si accorgono di essere attaccate se non quando oramai è troppo tardi. Le prede sono catturate in terra, al volo, oppure sedute su uno sgabello mentre degustano un fresco Chardonnay. Piazza de’ Cavalli infatti, si presta assolutamente come territorio di caccia, grazie alla sua ampia area aperta e sorvolabile, e ora anche grazie a tutta questa carne fresca che il comune metterà a disposizione del gufo menagramo piacentino ogni mercoledì sera. Grazie alla perfetta visione notturna, all’udito finissimo (per quello che vuole) e al volo silenzioso, sono i padroni assoluti del loro territorio in centro storico. Così, i padroni dei locali notturni non si accorgeranno del loro arrivo, e rimarranno fregati, perché guidati all’udito e protetti dalla loro silenziosità, che viaggia sui mocassini scamosciati da anziani, i gufi planeranno sui dehors attratti da volgari e martellanti musiche a loro incomprensibili, e chiameranno a rinforzo Vigili e Polizia, così per il gusto di rovinare la festa e facilitare il lavoro degli indebitati baristi. Il gufo menagramo piacentino, si nutre di piccoli roditori che rappresentano la parte principale della sua dieta ma anche di animali di più grandi dimensioni quali anatre, oche, conigli, lepri e ora giovani universitari la cui grave colpa sarà quella di volersi divertire. Meno comunemente il gufo si nutre anche di altri uccelli come ad esempio gufi della sua specie, ma di dimensioni più piccole. Il gufo menagramo piacentino infatti è spesso un codardo, agendo nell’ombra, indignandosi tragicamente se qualcuno sospetta di lui, e aggirandosi costantemente nell’area preferita di caccia al fine di digerire la preda, gustandosi i danni provocati dai suoi interventi, come la chiusura anticipata dei locali e il loro improvviso svuotamento. Altro territorio graditissimo da questa specie, sono i venerdì piacentini, caldi, afosi e con un forte richiamo di soggetti in bermuda a ciabatte. I gufi sono animali difficili da studiare in quanto fuggono lontano dall’uomo e per questo gli ornitologi del comune si aiutano studiando delle palline (borre) che sono rigurgitate dal gufo e che contengono piume, ossa e peli e bicchieri di spritz delle prede ingerite. Spesso si trovano dei veri e propri mucchi nei luoghi dove un gufo si è appollaiato o vicino al nido o dove ha mangiato e sono fondamentali per capire le abitudini menagramesche di questi uccelli. Insomma, è tutta una questione di “quando l’unione fa la forza”, quindi alleiamoci, Comune, gestori di locali, clienti, stampa cartacea e online, al fine di estinguere questa specie che sta rovinando il nostro territorio.
 
 Nereo Trabacchi

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