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Le Rubriche di PiacenzaSera - Camminate piacentine

Camminate Piacentine: sul Crociglia e Carevolo in scia della “lunga marcia”  foto

Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il secondo volume, pubblicato da Edizioni Codex10

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Ritornano le Camminate Piacentine con una nuovo proposta della seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il secondo volume, pubblicato da Edizioni Codex10, che raccoglie le nuove escursioni proposte da PiacenzaSera.it.

Monti Crociglia e Carevolo (IN ALLEGATO A FONDO PAGINA MAPPA E SCHEDA)

Fino al 1877 la strada carrozzabile che da Piacenza risaliva la val Nure si arrestava a Bettola: in quell’anno la Camera di Commercio del capoluogo approvò il progetto del prolungamento della strada che, raggiungendo Selva, avrebbe dovuto svalicare in val d’Aveto al passo del Crociglia, quindi per Torrio e Santo Stefano d’Aveto congiungere la pianura con Chiavari e il mare.

Anche se, in effetti, il tracciato stradale (completato solo nel 1970) fu deviato verso i passi dello Zovallo e del Tomarlo, il passo del Crociglia resta un importante snodo di collegamento tra l’alta val Nure e la val d’Aveto, di fondamentale importanza soprattutto nei secoli passati: già utilizzato dai romani, che probabilmente si limitarono a migliorare tracciati ancora più antichi, divenne strategico nel periodo longobardo, quando fu utilizzato per collegare il centro monastico di Bobbio alla val Nure attraverso la vallata dell’Aveto (a Torrio si trovava uno dei mansi del monastero di San Colombano).

Nel medioevo il passo segnò il confine tra il feudo dell’Alta val Nure, possedimento dei Malaspina, e il principato di Santo Stefano d’Aveto, appartenente ai Doria; ancora al momento dell’annessione di Parma e Piacenza al Piemonte e quindi al Regno d’Italia qui funzionava un’importante ricevitoria daziaria.

Il fabbricato, persa la propria funzione, andò poi in rovina: negli anni Cinquanta venne acquistato dai volontari del GAEP che lo trasformarono in rifugio, oggi punto di arrivo della Lunga Marcia, magnifica ma impegnativa escursione organizzata ogni anno dal GAEP (Gruppo Alpinisti Escursionisti di Piacenza), che porta gli appassionati lungo il crinale tra la val Nure e la val Trebbia, dal passo del Cerro fino a sormontare, una trentina di km dopo, due rilievi tra i più panoramici dell’intero Appennino Piacentino: i monti Crociglia e Carevolo.

Le loro cime hanno caratteristiche comuni: innanzitutto la forma, ampie cupole rivestite di prato; quindi l’assenza di rilievi importanti negli immediati dintorni, che le rende esposte al vento ma anche belvedere di eccezionale interesse.


L’escursione prende inizio nei pressi della Vecchia Dogana (oggi rifugio “Vincenzo Scoto”), in comune di Ferriere a 1367 mt slm e a 66 km da Piacenza
. Il tracciato ha una lunghezza di circa 11 km, di cui 1 su asfalto; è contrassegnato per intero dai segnavia bianco-rossi del CAI (015, 001 e 013) ed ha un dislivello complessivo di circa 520 mt; raggiunge la quota massima sul monte Crociglia a mt 1578 slm e può essere percorso in circa 2 ore e tre quarti, al netto delle soste.

L’itinerario si svolge tra pascoli e faggete, è privo di pericoli e quindi adatto ai bambini; può essere percorso teoricamente in qualsiasi stagione, tenendo conto però che le alte quote ne possono comportare l’innevamento fino a primavera inoltrata.

DESCRIZIONE
Dal rifugio si percorre il sentiero 015 che, tagliate alcune curve della strada asfaltata, vi si immette per raggiungere il passo Crociglia. Qui si imbocca un’ampia carrareccia (CAI 001) che, dopo pochi min in faggeta, esce allo scoperto ad aggirare il fianco ovest del monte Crociglia, completamente ammantato dal prato.

Raggiunta una selletta si svolta verso destra percorrendo il sentiero che conduce alla cima del monte (mt 1578), resa evidente dalla grande statua dell’arcangelo Raffaele, eretta a memoria dei caduti sulle montagne. Da qui si gode di una visione a 360° sulla val Nure, dal monte Osero alle più alte vette del nostro Appennino, i monti Bue e Maggiorasca, con la precipite parete della Ciapa Liscia a poca distanza; verso sud si svolge ai piedi del monte il corso dell’Aveto; a ovest è visibile un notevole tratto dell’alta val Trebbia, oltre la quale si riconosce il profondo intaglio della val Boreca, sorvegliata dai colossi Alfeo e Lesima.

Ridiscesi alla sella, si prosegue sul sentiero 001 che si snoda lungo il crinale semi-pianeggiante tra Nure e Aveto, dapprima sul versante di quest’ultimo, quindi su quello della val Nure, e che regala una grandiosa vista dei villaggi che punteggiano l’alta valle e delle montagne che la cingono, dal monte Megna alla parete sud del Carevolo.
Si continua alternando tratti allo scoperto ad altri nel fitto della faggeta, che qui è sottoposta a ceduazione a ceppaia: le piante vengono tagliate in prossimità del terreno in modo da emettere nuovi germogli dal ceppo, e a dar luogo a più fusti (polloni) che crescono paralleli.

Dopo aver attraversato una serie di rivi che scendono dal fianco est della Rocca Borri si raggiunge l’area attrezzata “Piano del Lupo”, alla base della parete meridionale del monte Carevolo, ormai vicinissimo; una decina di min di ripida salita conducono, finalmente, alla sua croce sommitale (mt 1552). Il colpo d’occhio non è meno spettacolare: verso sud include anche il Crociglia, verso nord consente di apprezzare l’intero versante meridionale del monte Aserei, e oltre a questo le cime che dividono la val Trebbia dalla val Tidone, dal monte Penice al monte Lazzaro.

Verso est, in lontananza si riconoscono le vette che coronano la val d’Arda, dal monte Menegosa al monte Carameto, passando per il Lama e il Groppo di Gora; a sud-est l’orizzonte è chiuso dal profilo seghettato delle Alpi Apuane. Nelle giornate più terse, inoltre, è possibile spingere lo sguardo oltre la pianura, fino ad ammirare la cerchia delle Alpi, con il massiccio del monte Rosa che appare a nord-ovest, oltre l’avvallamento del passo del Brallo.

Ripercorrendo a ritroso il sentiero 001 si ritorna al bivio con il sentiero 013, che si segue rasentando, in saliscendi, la recinzione che racchiude i pascoli del Crociglia, di cui si intravede la cima. Rientrati nel bosco si cala fino alla strada asfaltata, che in poche centinaia di mt riporta all’autovettura.

Achille Menzani

NOTIZIE UTILI
Alla partenza è situato il rifugio “Vincenzo Scoto” senza custode fisso (e-mail gaep@gaep.it tel. 0523-929300); a meno di mezz’ora dalla cima del Carevolo si trova la fontana Benedetta; al Cantone e al Pian del Lupo si trovano tavoli per pic-nic e griglie per barbecue.

La mappa

La scheda

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