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Ikea, la protesta si sposta a Bologna. L’azienda: “Con noi 300 lavoratori”

Dall’alba manifestanti presidiano e bloccano l’accesso merci al deposito di Casalecchio, dove è stata spostata parte dell’attività di quello di Piacenza. Ikea: "Dalla coop condizioni di miglior favore rispetto al contratto nazionale di lavoro"

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E’ arrivata al deposito di Casalecchio la protesta dei facchini del magazzino Ikea di Piacenza. Lo riporta l’agenzia Ansa. Dopo la manifestazione di sabato a Piacenza, dall’alba manifestanti (oltre ai lavoratori, il sindacato Si Cobas e i collettivi Cua e Crash) presidiano e bloccano l’accesso merci al deposito (non al negozio) Ikea, dove è stata spostata parte dell’attività di quello di Piacenza.

Si estende così la protesta partita da Piacenza dopo la sospensione di 33 lavoratori da parte della Coop San Martino che li accusa di aver sospeso in maniera ingiustificata il processo produttivo. Proprio nella mattinata di lunedì sono partiti i provvedimenti nei loro confronti decisi dal consiglio di amministrazione della coop riunitosi domenica sera proprio per discutere della situazione dei lavoratori. Coop S. Martino, l’assemblea unanime: “Si rispetti la legalità”

“Si è provveduto, anche sulla base delle indicazioni pervenute dalla base associativa nell’incontro con i Soci, – specifica con una nota la San Martino – a verificare gli accadimenti in relazione ai comportamenti dei singoli soci lavoratori ed a valutare le giustificazioni fornite”. “I conseguenti atti sono stati erogati in forma individuale ad ogni singolo socio lavoratore con provvedimenti sanzionatori di diverso livello e portata a seconda dell’effettivo e comprovato comportamento tenuto. Si provvederà nella mattinata odierna (lunedì ndr) a inviare i singoli provvedimenti adottati nella forma di legge prevista”.


IKEA: “300 LAVORATORI SONO CON NOI”
– Sulla vicenda interviene direttamente anche Ikea sottolineando in una nota che l’azienda “da anni si impegna a contribuire a diffondere e concretizzare, attraverso idee e prodotti, uno stile di vita positivo verso le persone e l’ambiente”.

“La conferma – si legge – viene dagli oltre 300 lavoratori del polo logistico di Piacenza, tra soci lavoratori della cooperativa San Martino e dipendenti Ikea che sabato pomeriggio hanno manifestato a Piacenza per dare voce alla loro volontà di continuare a lavorare oltre alla loro contrarietà alle proteste e manifestazioni messe in atto dai rappresentanti SICobas”.

“Il 14 aprile – riscostruisce l’azienda – l’attività di un intero reparto del deposito 2 fu bloccata da 33 lavoratori della coop, impedendo lo svolgimento dell’attività del reparto e generando problemi di sicurezza. Di conseguenza San Martino ha formalizzato per iscritto a quei soci i fatti contestati”. Alla base della situazione – afferma Ikea – “l’indisponibilità di un lavoratore, che opera su carrello elevatore, a svolgere altre mansioni in seguito alla decisione del medico del lavoro di non adibirlo all’utilizzo del carrello per motivi di sicurezza. Tale decisione è stata presa dal medico e non certamente per scelta della San Martino, che per non far perdere ore di lavoro a quel socio lo avrebbe comunque impiegato in altra attività”.

“La prescrizione del medico di adibire temporaneamente un lavoratore ad altre attività – prosegue la nota – è un obbligo di legge in adempimento della tutela della sicurezza, non solo del singolo lavoratore, ma di tutti. A seguito delle 33 contestazioni disciplinari, il deposito è stato oggetto di blocchi ai cancelli che hanno impedito l’accesso sia dei lavoratori che dei mezzi, blocchi che hanno spinto Ikea a sospendere le proprie attività sul Deposito 2 per motivi di sicurezza per circa una settimana”.

Per Ikea la Cooperativa San Martino presenta “i requisiti tecnici ed organizzativi richiesti e rispetta anche quelli dello standard Iway, il codice di condotta che Ikea applica a tutti i propri fornitori”. “In questi mesi – conclude il comunicato – la coop non solo ha garantito il pieno rispetto dei diritti sindacali e la libertà sindacale di tutti i propri soci lavoratori, ma ha anche deciso di applicare condizioni di miglior favore rispetto al contratto nazionale di lavoro”.

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