Ikea, tregua di 48 ore. “Riprende il lavoro al deposito” VIDEO foto

Accordo dopo 6 ore di vertice in Prefettura tra Si Cobas e Coop San Martino. Si tratta in realtà di una tregua della durata di 48 ore in attesa della decisione della coop sui provvedimenti per i 33 lavoratori sospesi

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“I SI Cobas si impegnano a consentire il normale svolgimento presso lo stabilimento Ikea delle attività lavorative, senza azioni di intralcio e di sblocco dell’ingresso delle merci”. E’ nelle ultime righe del verbale di intesa sottoscritto in Prefettura, la notizia che da martedì il deposito 2 di Le Mose a Piacenza potrà riaprire dopo alcuni giorni di chiusura.

L’ANNUNCIO DEL PREFETTO

Si è chiuso con un accordo il lungo vertice (oltre 6 ore) in Prefettura a Piacenza sulla situazione Ikea che ha visto seduti al tavolo Si Cobas e rappresentanti della Cooperativa San Martino. Si tratta in realtà di una tregua della durata di 48 ore. Il prefetto Anna Palombi ha annunciato la rimozione dei blocchi a partire da domani davanti allo stabilimento di Piacenza; resta comunque lo stato di agitazione dei Cobas, mentre la cooperativa San Martino procederà a partire da stasera all’ascolto delle osservazioni e delle controdeduzioni dei 33 lavoratori sospesi.

L’acquisizione delle versioni dei lavoratori procederà sino a mercoledì, quando la coop assumerà le decisioni conclusive. “Nel frattempo – ha detto il Prefetto – ho invitato la coop San Martino a non sostituire i lavoratori sospesi”. Si tratta quindi, come detto, di una tregua momentanea: dopo la conclusione dei procedimenti i Si Cobas “valuteranno successivamente le azioni da intraprendere”.

INTERVISTA AD EDOARDO PIETRANTONI (COBAS)


IL VERTICE
– La riunione fiume si era aperta intorno alle 11 per trovare una soluzione alla vertenza che da alcuni giorni sta bloccando l’attività al deposito Ikea di Le Mose. Un incontro, voluto dal Prefetto Anna Palombi, per tentare un riavvicinamento tra le parti e, se possibile, giungere ad un accordo: presenti per i Si Cobas Edoardo Pietrantoni, l’avvocato Luca Grassini, Matteo Cera, Bruno Scagnelli, Massamba Mbengue e Fajr Elislam Mhaded, mentre a rappresentare la cooperativa San Martino, la cui presenza al vertice era in dubbio, sono arrivati in via San Giovanni due “tecnici”, il direttore Alessandro Maffi e l’avvocato Fiorella Gregori.

Le proteste e i blocchi al deposito sono scattati dopo i provvedimenti di sospensione emessi nei confronti di 33 lavoratori, accusati dalla cooperativa di interruzione ingiustificata della produzione. Proteste che hanno portato la multinazionale svedese alla decisione di sospendere l’attività almeno fino a martedì. L’incontro in Prefettura vuole tentare un riavvicinamento fra le parti, anche se la coop S. Martino e le istituzioni locali hanno posto la condizione della rimozione del blocco all’Ikea da parte dei lavoratori del Si Cobas per riprendere il dialogo. LA VICENDA

LA TESTIMONIANZA DI UN LAVORATORE, “I COBAS HANNO SUPERATO IL LIMITE, HO DISDETTO LA TESSERA” – Era iscritto al Si Cobas Oreste Consalvi, carrellista della cooperativa San Martino all’Ikea di Piacenza, ma sabato scorso ha deciso di manifestare in piazza insieme ai 250 lavoratori che hanno chiesto di riprendere il lavoro. Nonostante il clima di scontro, non ha timore ad esporre le ragioni della scelta di abbandonare il sindacato autonomo. “Mi ero iscritto ai Cobas un anno fa, non ho mai fatto affidamento nei sindacati confederali, e pensavo che gli autonomi difendessero veramente i diritti dei lavoratori, ho partecipato anche ad alcuni scioperi. Ma ora mi sono ricreduto”. 

“Perchè? Penso che con la vicenda degli ultimi giorni si sia oltrepassato il limite. Non si può scioperare e andare allo scontro frontale soltanto perchè un lavoratore non ha superato un esame tossicologoco di routine. Un lavoratore che non era stato escluso dalla produzione, ma al quale è stata proposta un’altra mansione. Non condivido i loro metodi e anche certe forme di lotta all’interno del magazzino che mirano a condizionare la produzione. Io penso che si debba tutelare il lavoro in un momento come questo, non possiamo rischiare di perdere una realtà come Ikea a Piacenza, per questo in tanti, anche altri iscritti ai Cobas, sono andati in piazza sabato scorso”.


La Coop San Martino: “Nessun problema contrattuale, disponibili alle verifiche”

Intervento della Cooperativa San Martino dopo il vertice in Prefettura

Cooperativa San Martino in segno di rispetto dell’Istituzione che il Signor Prefetto rappresenta ha ritenuto doveroso presentarsi all’incontro convocato alle ore 11,00 presso la Prefettura di Piacenza attraverso il proprio Avvocato e il Direttore del personale della cooperativa. La mancata presenza dei legali rappresentanti di San Martino è motivata dalla ferma volontà di non aderire a tavoli che non abbiano carattere di natura tecnica oltre che presso gli Enti deputati volendo la Cooperativa stare solo ed esclusivamente all’interno di modalità e procedure previste da norme e leggi.

Riteniamo di aver esaurientemente illustrato al Signor Prefetto in maniera dettagliata ed esaustiva l’infondatezza totale di presunti problemi di natura contrattuale e la conseguente pretestuosità dei Si Cobas.

Altresì San Martino ribadisce quanto già comunicato, ovvero la disponibilità a tutte le verifiche del caso nelle opportune sedi da parte degli organi di controllo allo scopo preposti quali la Direzione Provinciale del Lavoro di Piacenza.

Abbiamo pertanto dato la nostra disponibilità solo a percorsi che siano all’interno delle normative vigenti ovvero la formale risposta alle contestazioni che la San Martino a notificato ai 33 soci e la conseguente valutazione da parte degli organi sociali della Cooperativa delle giustificazioni eventualmente fornite in tempi il più celeri possibili considerando la complessità della vicenda.

Tutto ciò in una situazione di legalità che permetta l’accesso ai lavoratori che non intendono aderire allo sciopero indetto da Si Cobas. Ribadiamo che modalità di confronto sindacale con impedimento violento dei diritti degli altri lavoratori non permette di avere alcun tipo di relazione e confronto civile.

Ringraziamo il Sig. Prefetto per la sua opera e ci auspichiamo il pieno ripristino delle condizioni di legalità e percorsi di confronto sindacale attraverso solo ed esclusivamente gli organi preposti.

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