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L’angolo di Nereo: La verità sui tramezzini confezionati

Ecco le riflessioni di Nereo Trabacchi, scrittore, viveur e anche blogger 

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La verità sui tramezzini confezionati: ecco le riflessioni di Nereo Trabacchi, scrittore, viveur e anche blogger 

Incuriosito da un mio esperimento culinario a pranzo, mi sono spinto in una profonda ricerca (4 minuti) in quell’intricatissima matassa che è il mondo del tramezzino confezionato. 
Ho scoperto cose che noi umani non potevamo neanche immaginare… 
Non si tratta semplicemente di cibo, di gusto e sapori, ma di vere e proprie creazioni genetiche da laboratorio, al fine di ottenere un prodotto sintetico, ma di qualità, che ottemperi al suo scopo: sfamare. Evento moderno ampiamente predetto da Einstein con le sue parole “La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; esso è la sorgente di tutta la vera arte e la vera scienza”, ho compreso come il tramezzino confezionato sia un abitante della Terra. Alcuni di essi, dopo essere venuti al mondo, conquistano la libertà morale come i gatti di appartamento e conducono una vera e propria vita indipendente, all’interno del loro micro mondo sotto vuoto (ma non troppo) a imitazione del suo dio creatore. Infatti ho ben compreso, come il tramezzino confezionato, imiti l’uomo anche nella suddivisione dei ceti sociali, con relative classi e razze, e lo scimmiotti ampiamente quando deve affrontare i problemi.
Prendiamo il più eclatante e meno invitante degli esempi: Tramezzino con salsa cocktail e gamberetti. Ora, siamo onesti, in quanti l’hanno mangiato? A tenerti razionalmente lontano da lui, non è solo il colorito pallido della salsa, ma l’ulteriore vita a schema piramidale che si annida al suo interno: i graram-negativi, asporigeni, anaerobi facoltativi, meglio conosciuti come salmonella.
Poi ci sono loro, i cefalopodi retro marcianti, più noti come gamberetti di merda, corposamente gelatinosi e perennemente ghiacciati anche in luglio. Passiamo al tramezzino con tonno e pomodori, il classicissimo. Solo al primo morso ti sovviene che: dentro c’è pure la maionese, che non volevi, il pomodoro cade sulla camicia, non hai mai abbastanza tovagliolini per pulirti la bocca lordata e il tonno è quello dozzinale nella latta da 50 kg, che sa di pollo perché viene nutrito con lo stesso mangime che danno ai pennuti di allevamento. Tramezzino al pollo idem come il precedente ma quando lo mangi sa di tonno. Attenti a quello con il prosciutto crudo, ti fa fare figure di merda; infatti essendo sempre un crudo di infima, è tragicamente gommoso e non riuscendo gli incisivi a tagliarlo, ci si ritrova con una cordicella elastica tra bocca e tramezzo che prevede due possibilità: tiri tutto e ingoi non soffocando e rimanendo con due fette di pane vuote tra le mani, oppure molli la presa e un pezzo sputacchiato dondolerà a pendolo dal tuo tramezzo e un altro dalla bocca. Se una bella figa ti sta guardando, non è una bella cosa. 
Insomma, a questo mondo anche per i tramezzini confezionati ci vogliono i coglioni. Che li mangino.
Nereo Trabacchi

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