Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Camminate piacentine

Camminate Piacentine, tra il Castello di Spettine e monte S. Anna foto

Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il secondo volume, pubblicato da Edizioni Codex10

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Ritornano le Camminate Piacentine con una nuovo proposta della seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il secondo volume, pubblicato da Edizioni Codex10, che raccoglie le nuove escursioni proposte da PiacenzaSera.it.

Castello di Spettine e monte S. Anna (IN ALLEGATO A FONDO PAGINA MAPPA E SCHEDA)

Nel punto in cui il torrente Nure lascia le colline per iniziare il suo corso di pianura, che lo porterà dopo una trentina di km a sfociare nel Po nei pressi di Roncarolo, il paesaggio risulta caratterizzato da una successione di groppe arrotondate fortemente modellate dalle attività agricole, che rappresentano l’estremo lembo della catena appenninica.

Lo scenario armoniosamente ondulato viene interrotto localmente da forme di erosione diffusa sui versanti: i calanchi. Questi si impostano in corrispondenza di sedimenti di argille grigio-azzurre plioceniche o di argille scagliose, incoerenti e quindi facilmente erodibili; quando l’acqua piovana inizia a formare solchi sul terreno morbido, l’erosione si accentua velocemente e le incisioni si approfondiscono e si allungano a ritroso, ramificandosi e moltiplicandosi.

Tale fenomeno si può estendere a interi versanti, che si presentano profondamente suddivisi da vallecole separate da creste strette e spoglie; queste mostrano spesso una disposizione ordinata, a spina di pesce, a raggiera o a pettine.

Sul paesaggio collinare caratterizzato da queste strutture di significativo interesse e ambientale svetta il castello di Spettine, antico fortilizio edificato in epoca imprecisata lungo una via di collegamento tra le valli del Trebbia e del Nure, oggi in condizioni di totale abbandono, diroccato e largamente ricoperto dalla vegetazione.

Il fabbricato fu proprietà di nobili casati, come gli omonimi Da Spettine, gli Anguissola, i Visconti e gli Sforza, ma già dalla seconda metà del XVII secolo non se ne conserva traccia negli annali storici locali, segno che da quel momento perse importanza e fu lasciato cadere in rovina.

Nonostante lo stato di abbandono è oggi ancora possibile, avvicinandosi ai ruderi con cautela, ammirarne il corpo centrale, quasi certamente il più antico, affiancato da altri fabbricati eretti in epoche successive. A piano terra si trova un’ampia sala con un grande camino in arenaria e soffitto in legno, in cui secondo la tradizione veniva amministrata la giustizia: su di una delle pareti è ritratta una rudimentale testa umana, forse dipinta con il carbone del camino.

Poco distante è situata un’altra costruzione, forse l’oratorio privato del castello. Due vani con accessi bassi e in origine privi di finestre sono indicati come “la prigione degli uomini” e la “prigione delle donne”, che si distingue per la presenza di una “comoda” incassata nello spessore del muro.

L’escursione prende avvio a breve distanza dalla base Scout “Carlo Rasperini” di Spettine (Bettola), a 285 mt slm e a circa 27 km da Piacenza.

L’itinerario ha uno sviluppo lineare di circa 11.5 km, tutti su sterrato o sentiero; è privo di segnavia “ufficiali”, e un unico brevissimo tratto può creare problemi di orientamento ma è assistito da croci e bolli di vernice rossa dipinti sugli alberi; ha un dislivello complessivo di circa 635 mt, raggiungendo la quota massima sul monte S. Anna a mt 781 slm; può essere percorso in circa 2 ore e 30 min al netto delle soste.

In un paio di punti il sentiero corre lungo il crinale del calanco, ma i due tratti più pericolosi sono aggirati lungo una traccia poco evidente e agevolata da segnavia; può essere percorso in qualsiasi stagione, ma le basse quote sconsigliano di affrontare la prima parte dell’escursione nelle ore più calde delle giornate estive

DESCRIZIONE

Dal fondovalle si segue una strada carrabile che, guadato il rio Pagani, si arrampica sulla collina fino a raggiungere i ruderi del castello di Spettine. Avvicinandosi con cautela, perché le strutture sono fortemente compromesse e in parte crollate, è possibile ammirare i resti del fortilizio, oggetto di assedio nell’aprile del 1440 ad opera del conte Giovanni Anguissola, che con i propri seguaci provocò gravi devastazioni in tutta la val Nure.

Un panoramico sentiero porta ad affacciarsi in più punti sulla vallata del torrente Spettine, scoprendo panorami che vanno dal Monte Santo alla bassa val Nure, fino allo sperone su cui sorge l’oratorio del Castellaro, con il monte Dinavolo sullo sfondo.

Dopo brevi ma suggestivi affacci sui calanchi che scendono dai fianchi del monte San Nicola, il percorso raggiunge la frazione di Cassinari, quindi entra nel fitto del bosco seguendo un comodo stradello, utilizzato anche come ippovia.

Raggiunto lo spartiacque nei pressi della cappellina di Sant’Anna il panorama si apre questa volta sull’alta val Nure, chiusa a destra (sinistra orografica) dai monti Osero e Aserei e sull’altro lato dai monti Obolo e Santa Franca; sullo sfondo si riconoscono le sagome delle più alte montagne del nostro Appennino; in primo piano, adagiato sul fondovalle, l’abitato di Bettola.

Una breve digressione sulla carrareccia di crinale conduce a quello che un cartellino in legno segnala come il punto più elevato del monte Sant’Anna, a quota 781 mt; pochi passi oltre la cima portano ad un punto panoramico sul versante della val Trebbia, con il monte Viserano in primo piano, la Pietra Parcellara e il Lazzaro sullo sfondo.

Uno stradello sconnesso e in discesa, a tratti ripida, offre alla vista il borgo e la chiesa di Missano portando rapidamente alla località di C. Paganoni, e quindi allo spettacolare calanco che sovrasta il rio Prà di Sorba.

Il sentiero qui corre sul crinale e un passaggio di pochi mt richiede attenzione, perché si cammina proprio sul ciglio del calanco. Poco dopo il sentiero diventa impercorribile, perché eroso e troppo esposto: qui il tratto pericoloso è aggirato con due brevi deviazioni successive che scendono nel bosco, tagliano il pendio e risalgono al sentiero principale: in entrambi i casi non si procede su di un percorso netto e definito, ma si seguono piuttosto i segni di vernice rossa dipinti sui tronchi degli alberi.

Un ultimo quarto d’ora di discesa su carrareccia riporta al parcheggio di partenza.

Achille Menzani

NOTIZIE UTILI

A Biana si trovano la trattoria Bellaria http://www.bellariatrattoria.it/ (tel. 0523-878333) e il bar alimentari Ambri Fausto (tel. 0523-878335). A Spettine l’omonimo agriturismo http://www.agriturismodispettine.com/it/ (tel. 0523-878747)

La mappa

La scheda

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