Caos Tasi anche a Piacenza. I patronati: “Dopo il 16 non si paghi la mora” foto

E’ un momento di super lavoro per i patronati come il Caf Cisl di Piacenza. Non solo per la compilazione di modelli 730, Unico ed Imu: la novità del 2014 è la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili la cui scadenza è il 16 giugno

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E’ un momento di super lavoro per i patronati come il Caf Cisl di Piacenza. Non solo per la compilazione di modelli 730, Unico ed Imu: la novità del 2014 è la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili la cui scadenza, nei centri in cui è stata deliberata, è il 16 giugno. E’ una tassa che promette di far storcere il naso a molti, non solo perché i proprietari di più immobili subiranno (come preannunciato da Bankitalia) un’autentica stangata, ma perché capire quando e quanto pagare non sarà semplice per tutti.

Dove si pagherà l’imposta entro il 16 giugno – I comuni che hanno deliberato l’imposta, nella nostra provincia, sono 16. Ovvero Calendasco, Carpaneto, Castell’Arquato, Coli, Corte Brugnatella, Farini, Gossolengo, Gragnano Trebbiense, Pecorara, Piacenza, Piozzano, Podenzano, Ponte dell’Olio, San Giorgio, Vernasca, Vigolzone. Non in tutti questi, però, la Tasi si pagherà: Calendasco, Corte Brugnatella, Pecorara, Piozzano hanno optato per l’aliquota a zero. Le aliquote più alte, invece, sono applicate a Piacenza e a Castellarquato (3,3 per mille); ma è difficile stilare una classifica del comune che farà “piangere” maggiormente il portafoglio del contribuente, infatti, un ruolo determinante lo avranno le detrazioni.

Super lavoro per i Caf – Come ci ha spiegato il direttore Caf Cisl Barbara Romagnoli i Caf stanno affrontando un super lavoro. Si stima, infatti, che i punti Cisl dovranno compilare, solo per citare i comuni più grandi, per Piacenza 5637 moduli, per Podenzano 610, per Carpaneto 596. Proprio per questo rimarranno aperti tutti i giorni (sia alla mattina che al pomeriggio) ed anche al sabato mattina; le prestazioni verranno erogate sia su appuntamento che senza. “Per fare fronte a questa situazione – ha detto – la Consulta Nazionale dei Caf non solo ha rinnovato con urgenza la richiesta di prorogare la scadenza per la trasmissione del 730. Ha chiesto ai Comuni di non applicare sanzioni ai contribuenti che verseranno l’acconto Tasi oltre il 16 giugno”. Nei comuni che non hanno ancora deliberato, invece, l’imposta si pagherà entro il 30 settembre.

La Banca d’Italia avverte: “Rincaro del 60%” – Ma cerchiamo di capire cosa è la Tasi e quanto andrà ad incidere sulle tasche degli italiani. La Banca d’Italia parla di un rincaro del 60% rispetto all’Imu dello scorso anno; un dato facilmente comprensibile se si evidenzia che il goevrno aveva eliminato quasi del tutto l’Imu sulle abitazioni principali nel 2013. I prospetti Cisl, in realtà, ci fanno capire un’anomalia della Tasi: ad essere penalizzati, riguardo al discorso prima casa, sono soprattutto le case con rendite catastali più basse (VEDI TABELLA A FONDO PAGINA). Pensiamo, infatti, ad un’Imu al 4,8 per mille ed una Tasi al 3,3 per mille: per uno strano “gioco” di detrazioni il proprietario di un immobile dalla rendita catastale di 250 euro pagherà 7 euro in più. Mentre il proprietario di un immobile dalla rendita catastale di 1.800 euro pagherà 253,60 euro in meno.

Una stangata per i proprietari di più immobili – Tutto altro capitolo si apre sulle seconde case. In questo caso la Tasi si sommerà all’Imu. “Per chi ha più case la stangata è reale – ha spiegato Barbara Romagnoli. Soprattutto perché peserà su tasche già fortemente svuotate dal momento di crisi e difficoltà generale. La Tasi, in questo caso, andrà pagata in buona parte dal proprietario; mentre un’altra porzione, dal 10 e il 30% dall’inquilino. 

Tasi, lettera dei segretari Cgil, Cisl, Uil ai Comuni: “Imposte locali, sistema imperfetto in termini di equità e semplificazione”
Pubblichiamo la lettera, a firma dei segretari Cgil, Cisl e Uil Zilocchi, Molinari e Borotti, indirizzata ai Comuni in tema di Tasi

L’introduzione della TASI per quanto riguarda gli immobili ci permette di rimarcare ancora una volta, come abbiamo fatto con alcune Amministrazioni Comunali, tutte le Nostre perplessità sulla gestione del confronto con il Sindacato Confederale e sulle modalità applicative della nuova imposta locale.

L’introduzione del federalismo, fino ad oggi applicato solo per la parte della fiscalità locale, ha raggiunto sul peso complessivo delle tasse nel Paese circa il 30%. Una quota importante, che sicuramente ha permesso il mantenimento dei servizi erogati ai Cittadini nel territorio, compensando in molti casi la riduzione dei trasferimenti statali alle Istituzioni Locali, però ancora imperfetto sul versante dell’equità e della semplificazione. Pur approssimandosi i termini per il versamento dell’imposta il dibattito nazionale getta larghe ombre d’insicurezza per la possibilità che si approvino ulteriori modifiche.

APPENDICE PER IL COMUNE DI PIACENZA
(…) La decisione della Giunta Comunale, di adottare l’Aliquota Massima (2,5 + 0,8 per mille), ci lascia molti dubbi e perplessità, anche se l’aumento dello 0,8 per mille è finalizzato a garantire le Detrazioni per le Rendite Catastali più basse, in assenza delle quali si sarebbe verificata una situazione di ancora più grave iniquità. (…)

Il perdurare della crisi economica dovrebbe consigliare di adottare Aliquote differenziate per scaglioni di Rendita Catastale in modo da non determinare un sistema distorto e alla rovescia, nel senso che, rispetto all’ IMU prima casa, paga meno chi ha un’abitazione di maggior pregio. L’eventuale aumento in virtù dell’introduzione di alcune detrazioni determinerebbe una situazione, che sotto l’aspetto dell’equità sarebbe ancora insufficiente, in quanto:

Resta insoddisfatta l’esigenza di maggiore chiarezza nell’ambito del tema delle locazioni; in questi giorni i nostri CAAF segnalano la difficoltà, se non addirittura l’impossibilità, per gli inquilini di poter pagare l’eventuale quota loro spettante di Tasi, in quanto spesso sprovvisti della necessaria documentazione catastale dell’unità immobiliare interessata.

Per cui conviene all’Amministrazione Comunale chiedere un Tributo che crea disagi ai cittadini (file ai CAAF per calcoli complicati per poi scoprire che non devono pagare nulla, oppure pochi euro), determinando quasi certamente un numero molto elevato di morosità inconsapevole, ed incassare poi alla fine poche migliaia di euro? Chiediamo, pertanto, al Comune di Piacenza e a tutti i comuni della nostra Provincia di riflettere su questo punto approvando, al più presto, una Delibera, che integri quella precedente sulla Tasi, che riporti in sintesi questa dicitura : “la Tasi è dovuta nella misura del 10% dell’imposta complessivamente dovuta per abitazione principale e nella stessa misura spetta una detrazione pari alla quota di compartecipazione da parte dell’affittuario “.

Sempre nel campo delle locazioni andrebbero presi in esame gli immobili in comodato d’uso gratuito. Le OO.SS hanno assunto per il confronto con tutti i Comuni della nostra Provincia la seguente posizione: “può essere considerata prima abitazione quella posseduta da cittadini non residenti che hanno concesso , detta unità immobiliare , a parenti in linea retta entro il primo grado ( da genitore a figlio/a o viceversa ) in comodato d’uso gratuito che la utilizzano come residenza e come abituale dimora. Per tali abitazioni si applica , pertanto la TASI con le eventuali detrazioni, e non l’ IMU, a fronte della presentazione di un regolare Contratto di Comodato d’ Uso Gratuito registrato presso l’ Agenzia delle Entrate. In caso di più Unità Immobiliari concesse in Comodato Gratuito, detta agevolazione si applica ad una sola; sono escluse dalle agevolazioni le abitazioni di Categoria A/1 – A/8-A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli)”.

E’ auspicabile, inoltre, che le detrazioni vengano mantenute anche oltre il ventiseiesimo anno di età per i figli disabile con invalidità al 100%; dette detrazioni andrebbero anche estese a quelle persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi. Il Sindacato Confederale continua a sostenere che prima di mettere mano alla fiscalità locale occorrerebbe un’approfondita analisi dei vari capitoli di spesa, valutando gli eventuali margini di recupero di risorse dall’eliminazione di ridondanze, spese superflue, e dal maggior efficientamento della macchina amministrativa e contestualmente attivare tutte le possibili forme di contrasto all’evasione fiscale .

Predisporre un Bilancio sostenibile per garantire i servizi e non soffocare con inutili balzelli burocratici i Cittadini può essere a portata di mano; due le condizioni:
– la conoscenza diffusa dei dati necessari;
l’avvio di un vero confronto su tutti i Capitoli del Bilancio
– Per il Comune di Piacenza, l’avvio di un vero confronto come previsto dal Protocollo di Relazioni Sindacali che la Giunta Comunale ha stipulato con le OO.SS Confederali , ma che è stato poco valorizzato nella pratica.


CONFEDILIZIA: DALL’EMENDAMENTO DEL GOVERNO UN’INDICAZIONE SBAGLIATA AI COMUNI

“Su più di 2.000 Comuni che hanno tempestivamente deliberato per la Tasi, quasi il 40 per cento ha fissato la percentuale dell’imposta a carico dell’inquilino nella misura del 30 per cento. Ora il Governo interviene con un emendamento presentato al decreto-legge Irpef stabilendo la percentuale del 10 per cento sia in caso di non tempestivo invio della delibera sia in caso di delibera che non stabilisca la suddivisione fra proprietario e occupante. Il Governo, in questo modo e senza volerlo, dà un’indicazione sbagliata, per non parlare di un’imposizione politica sbagliata”.

Lo afferma il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani: “In particolare – prosegue – non può sfuggire ad alcuno che la previsione del Governo si presta a giochi funambolici ed è comunque un invito a fuggire dalle responsabilità per scaricare come sempre la scelta sul Governo stesso. Col paradosso che anche gli inquilini del centro storico di Roma o di Cortina e così via pagherebbero il minimo di legge quando la discrezionalità dei Comuni è prevista dalla vigente normativa proprio perché si possa tener presente la realtà sociale delle singole zone interessate”.

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