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Le Rubriche di PiacenzaSera - Tal dig in piasintein

L’angolo di Nereo: viva le scorciatoie, siamo italiani

Dopo alcune settimane di assenza, torna su queste pagine web il nostro amico Nereo Trabacchi. Ecco una sua riflessione sulla maturità, sulle scorciatoie e sull’essere italiani. Buona lettura!

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Dopo alcune settimane di assenza, torna su queste pagine web il nostro amico Nereo Trabacchi. Ecco una sua riflessione sulla maturità, sulle scorciatoie e sull’essere italiani. Buona lettura!

La vita è difficile, ma chissenefrega, siamo italiani.

 
Infatti, cerchiamo ogni semplificazione, scorciatoia ed escamotage, per raggiungere obiettivi economici, morali e sociali. Non tutti sia chiaro, ci sono anche gli uomini di chiesa in questo Paese, gli impossibilitati anche solo di tentare e chiaramente quelli a cui frega nulla, i nichilisti. 
 
Ieri leggevo le tracce dei temi proposti per l’esame di Stato, e subito dopo, la notizia che alle 9 della stessa mattina degli esami, veniva posto sotto sequestro un sito, dove grazie a un semplice registrazione online, gli studenti avrebbero ottenuto fondamentali e concreti suggerimenti vecchio stile, attraverso un’applicazione del telefonino. Il ricercato e sottile slogan del sito era: “Maturando disperato? Ti aiuta Scuolazoo con l’account di WeChat”. 
 
Chiaramente qualche leggerissimo sospetto si è insinuato negli investigatori della polizia postale e tutto è stato chiuso. Ma il punto non è questo. Il punto è il sistema solito, la ricerca della strada più semplice e furba a dispetto della profondità, propria del nostro popolo, come vediamo accadere sin da una giovane età. 
Questi ragazzi, non tutti ripeto, che a discapito di moralità, rispetto e correttezza, erano disposti a scendere a patti con il web o altro mezzo pur di dimostrare a sconosciuti e soprattutto allo Stato, di essere e sapere qualcosa che non sono e ignorano. Sia chiaro, con tutta probabilità al loro posto io stesso avrei fatto la stessa cosa, cercato con una torcia la stessa scorciatoia nel buio dell’ignoranza, ma per lo meno usciamo da quei finti e artificiosi perbenismi che vedono il loro culmine con domande rivolte all’aria, sul perché e il percome l’Italia naviga in uno stato di tragica immoralità socio economica. 
 
Siamo noi che ci alleviamo da soli in questo modo, e se a 18 anni assorbiamo che tanto le cose è così che funzionano, a 40, ormai politici, imprenditori e preti, perché il sistema dovrebbe essere diverso? Con tutta probabilità molti dei ragazzi che ieri, hanno affrontato l’esame di maturità, sono stati accompagnati a scuola in macchina da genitori che sono passati al semaforo con l’arancione, perché qui si può, è giusto così, non fa male a nessuno e soprattutto lo fanno tutti. 
 
Perché allora il figlio, su un banco, pochi minuti dopo, dovrebbe avere una moralità completamente differente? Tanto, imbrogliando all’esame di Stato non si fa male a nessuno, passando con l’arancione invece a qualcuno del male puoi anche farlo. Tanto vale la pena quindi affrontare subito la spinosa realtà, sperando di pungersi il meno possibile lungo la strada che portava verso il cuore del bocciolo, nella direzione di quella profondità delle cose, da sempre prerogativa assoluta e necessaria per poterci definire vivi: ovvero sentirci più furbi degli altri. Ma non vivi in senso fisico, quanto nella più pura e intellettuale delle interpretazioni snobistiche, rispetto chi la mattina si sveglia e inizia la sua giornata solo perché venuto al mondo. 
 
Praticamente coloro che non ricevono quasi mai notizia delle propria vita vera, accontentandosi di una leggera trasposizione, quindi più agevole, di un’esistenza a questo punto sprecata e che soprattutto punta a farsi largo in quella giungla di menzogne, ruberie, tangenti e tanti altri prelibati ingredienti di questo minestrone riscaldato, chiamato Italia. Tanto ci sarà sempre uno slogan che ci “venderà” la soluzione.

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