Aggressione omofoba a Ferriere. Arcigay: “Di chi sono le vere responsabilità?”

Pubblichiamo il comunicato inviatoci da Arcigay L.'A.T.OMO. Piacenza, AGEDO Piacenza e Famiglie Arcobaleno Piacenza sui fatti avvenuti a Ferriere che coinvolgono Gary Casella, cinquantunenne italo-americano

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Pubblichiamo il comunicato inviatoci da Arcigay L.’A.T.OMO. Piacenza, AGEDO Piacenza e Famiglie Arcobaleno Piacenza sui fatti avvenuti a Ferriere che coinvolgono Gary Casella, cinquantunenne italo-americano. “Ci auguriamo che le disavventure di Gary finiscano qui – scrivono – e che sia possibile rintracciare chi lo ha ferito, ma ci chiediamo di chi sono le vere responsabilità per quanto gli è accaduto”. Ancora: “Negli ultimi mesi Piacenza – denunciano – è stata teatro di una serie di interventi finalizzati a depotenziare la lotta all’omofobia”.

IL COMUNICATO

Ferriere è un comune pedemontano della provincia di Piacenza: 1300 abitanti circa. Ferriere è il posto in cui Gary Casella, cinquantunenne italo-americano che ha girato il mondo, ha scelto di ritirarsi dopo che a Los Angeles un’aggressione omofoba ha posto brutalmente fine alla vita del compagno con cui aveva scelto di dividere la vita. Ferriere è il luogo che lo ha accolto per due anni, nonostante fosse l’unico gay dichiarato della comunità.

Tuttavia a Ferriere c’è qualcuno che ha scelto di prenderlo di mira, sentendosi evidentemente legittimato a farlo anche per via della sua condizione. Prima scrivendogli “FROCIO” sulla porta, poi “AIDS” sul cancello e infine accoltellandolo la notte del 28 luglio, quando è sceso in giardino insospettito da alcuni rumori. La sua casa è isolata e difficilmente raggiungibile se non si conosce la sua posizione, quindi è legittimo pensare che si sia trattato di gesti premeditati.

Ora Gary Casella ha 13 punti sul braccio, ha sporto tre denunce in meno di due settimane e non si sente tranquillo, perchè dopo la prima denuncia la sua situazione è peggiorata. Negli ultimi mesi Piacenza è stata teatro di una serie di interventi finalizzati a depotenziare la lotta all’omofobia. Questionari sull’omofobia bloccati nelle scuole superiori, convegni e manifestazioni per delegittimare un’ipotetica legge contro l’omofobia, azioni coordinate per impedire l’approvazione di un registro per le coppie di fatto nel Comune di Piacenza.

Il caso di Gary, assieme a quelli di altre persone che però non hanno il coraggio di denunciare, sono la conseguenza più o meno diretta di questo atteggiamento che ormai sta diventando un tratto distintivo del nostro Paese, rispetto alle altre nazioni dell’Europa Occidentale. Noi ci auguriamo che le disavventure di Gary finiscano qui, e che sia possibile rintracciare chi lo ha ferito, ma ci chiediamo di chi sono le vere responsabilità per quanto gli è accaduto.

Arcigay L.’A.T.OMO. Piacenza
AGEDO Piacenza
Famiglie Arcobaleno Piacenza

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