Consorzio salumi in assemblea: bene coppa e pancetta, giù il salame foto

Ciò che preoccupa maggiormente i produttori, in base a quanto è emerso dall’assemblea, è la redditività aziendale, in costante erosione. La crisi infatti, è stato sottolineato, sembra aver eroso i margini in maniera non sostenibile

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Il consorzio dei salumi piacentini davanti alla sfida di promuovere la qualità e le produzioni locali, in un momento in cui, complice la crisi economica, stanno cambiando gli stili di vita e le abitudini alimentari, a tutto vantaggio dei prodotti a basso costo.

Questa la riflessione al centro dell’assemblea di bilancio del consorzio, tenutasi a Palazzo Galli, con ospite d’eccezione l’assessore regionale Tiberio Rabboni. Il settore della salumeria a livello nazionale soffre ma tutto sommato resiste, il fatturato e in lieve flessione, la produzione di salumi dopo un 2012  difficile ha registrato nel 2013 un’ulteriore flessione del 1,5 per cento e cala anche il fatturato del 0,5 per cento.

“Il comparto sta tenendo – sottolinea l’assessore Rabboni – e questo indiscutibilmente grazie alla qualità dei prodotti. Ora bisogna lavorare per una crescita, contiamo sulla ripresa dei consumi interni e dei mercati internazionali: Expo in questo senso rappresenta per noi un appuntamento importante”.

“Da parte nostra – aggiunge Rabboni – con il nuovo programma regionale di sviluppo rurale mettiamo a disposizione risorse importanti per l’ammodernamento degli impianti; si tratta di 130 milioni di euro a disposizione delle industrie di trasformazione della materia prima del nostro territorio tra cui i salumi piacentini con risorse sia per l’innovazione che per la promozione”.

LA SITUAZIONE A PIACENZA – A Piacenza per quanto riguarda i prodotti dop c’è una sostanziale tenuta, con la coppa piacentina a 1,9 per cento, pancetta piacentina a 5,7 per cento e salame piacentino, invece, in calo del 3 per cento (dati riferiti a pezzi prodotti).

Ciò che preoccupa maggiormente i produttori, in base a quanto è emerso dall’assemblea, è la redditività aziendale, in costante erosione. La crisi infatti, è stato sottolineato, sembra aver eroso i margini in maniera non sostenibile: “allo stato attuale, il costo dei tagli freschi di coppa e pancetta ha raggiunto quotazioni non più sopportabili, visto il costante ricorso a promozioni per incentivare gli acquisiti. Un dato positivo arriva però dal fatto che nessuna azienda piacentina ha chiuso causa crisi, e, anzi, si è visto un incremento degli investimenti nelle nuove tecnologie”. 

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