Guerra in Medio Oriente, mercoledì fiaccolata e incontro col prefetto

Contro il conflitto riesploso in Medio Oriente, un cartello di associazioni e organizzazioni hanno indetto una fiaccolata sit in per mercoledì 16 luglio a Piacenza in piazza Cavalli dalle 21. Ecco il testo del volantino

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Contro il conflitto riesploso in Medio Oriente, un cartello di associazioni e organizzazioni hanno indetto una fiaccolata sit in per mercoledì 16 luglio a Piacenza in piazza Cavalli dalle 21. Ecco il testo del volantino. 

Ogni morte ci diminuisce, ogni uomo , donna, bambino ucciso pesa sulle nostre coscienze. Vogliamo vedere i bambini vivere e crescere in pace non maciullati da schegge di piombo.

CHIEDIAMO
Che cessino immediatamente il fuoco, le rappresaglie e le vendette di ogni parte;
che la politica e la comunità internazionale assumano un ruolo attivo e di mediazione per la fine dell’occupazione militare israeliana e la colonizzazione del territorio palestinese, per il rispetto dei diritti umani, della sicurezza e del diritto internazionale in tutto il territorio che accoglie i popoli israeliano e palestinese;
che il governo italiano si attivi immediatamente affinchè il nostro Paese e i Paesi membri dell’Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di sistemi militari, come pure ogni accorso di cooperazione militare con Israele;
che il nostro governo, oggi alla Presidenza dell’Unione Europea, assuma questi impegni con determinazione e coraggio.


INCONTRO CON IL PREFETTO

Alla luce delle drammatiche giornate che la popolazione palestinese di Gaza, sta vivendo, il gruppo piacentino di affidatarie e affidatari di bambine e bambini palestinesi residenti del campo profughi di Jabalia (nord Striscia di Gaza) incontrerà domani, mercoledì 16 luglio 2014 alle 16, il Prefetto di Piacenza per consegnargli una lettera da inoltrare al Governo italiano.

Il progetto di affidamento a distanza nacque molti anni fa dalla ONLUS milanese Salaam, Ragazzi dell’Olivo che ha trovato nel REC (Remedial Edicational Centre) di Gaza un interlocutore privilegiato per individuare le situazioni di bisogno maggiormente urgenti tra le famiglie del campo profughi. Il REC gestisce asili e scuole, fornisce supporto alle/ai bambine/i e alle famiglie in maggiori difficoltà, seguendole/i nel percorso scolastico, ma ancor prima nel supporto psicologico. Lavorano per attenuare i traumi che la guerra e l’assedio producono inevitabilmente sulla popolazione, specie quella infantile.

“La nostra richiesta al Governo italiano – spiegano – oltre all’attivazione pronta ed efficace di un intervento diplomatico che porti ad un rapido cessate il fuoco e alla ripresa di negoziati bilaterali, è quella dell’immediata sospensione dell’invio di armi ad Israele, come previsto dalla legge 185 del 1990 che vieta l’esportazione di armi a Paesi in conflitto. Mentre l’Italia, ancora il 9 luglio, in piena attività di guerra, ha consegnato ad Israele due – dei trenta previsti – M-346, aerei da guerra dell’Alenia-Aermacchi che, forse, in questi giorni stanno bombardando la popolazione civile di Gaza”.

All’iniziativa proposta dal gruppo di affidatarie e affidatari piacentine/i hanno dato, sino ad ora, la loro adesioni Amnesty International – Piacenza, Emergency – Piacenza, Rete Radié Resch – Piacenza, nonché le organizzazioni sindacali piacentine, che saranno con noi domani all’incontro con il prefetto.

IL COMUNICATO di Arci Piacenza – Israele non può essere considerata al di sopra della legge
Intervengano l’Unione Europea, il governo italiano e le istituzioni internazionali affinché cessino i raid e l’occupazione israeliana dei territori palestinesi

Dieci anni fa la Corte Internazionale di Giustizia dichiarò il Muro dell’Apartheid in Cisgiordania illegale ai sensi del diritto internazionale. Il muro che Israele ha voluto e costruito su territorio palestinese è una delle tante violazioni causate da 66 anni di occupazione in Palestina. Una occupazione quotidiana che in questi giorni si sta facendo, se possibile, ancora più feroce.

Le rappresaglie messe in atto dal governo israeliano contro la popolazione civile palestinese sono terribili: arresti e rapimenti di massa, bombardamenti in zone densamente abitate, raid in scuole, abitazioni, università, ospedali. Sono migliaia i feriti e centinaia i palestinesi uccisi dalla punizione collettiva che Israele ha decretato. E questo avviene nel silenzio assordante della comunità internazionale, dell’Europa e degli Stati Uniti d’America.

Chiediamo all’Unione Europea, al nostro governo e a tutte le istituzioni internazionali di non considerare più Israele al di sopra della legge, di pretendere che cessi immediatamente il processo di colonizzazione a partire dalla demolizione del Muro con cui Israele ha realizzato una annessione di fatto di una parte rilevante di Territori palestinesi, di adoperarsi per la liberazione dei prigionieri politici.

Insieme alla Rete della pace, di cui siamo parte, rilanciamo l’appello di palestinesi e israeliani che ritengono che la pace sia possibile e necessaria ai due popoli, ma noi come loro siamo consapevoli che non potrà esserci nessuna pace se la comunità internazionale non interverrà e opererà coerentemente, concretamente e urgentemente per la fine dell’occupazione e della colonizzazione della terra di Palestina.

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