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In Regione l’addio di Vasco Errani: “Rivendico la mia correttezza” foto

E’ il giorno dell’addio del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani dopo le dimissioni a seguito della condanna in secondo grado nel processo Terremerse

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E’ il giorno dell’addio del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, dopo le dimissioni a seguito della condanna in secondo grado nel processo Terremerse. Errani ha spiegato che al termine della seduta depositerà le dimissioni formali. Nel corso dell’ultimo discorso ha rivendicato con orgoglio i risultati del suo mandato e la sua piena correttezza. 

“Non voglio fare l’uomo di ferro – ha detto Errani – e non voglio nascondere il mio dolore e la mia amarezza: ma è fondamentale ciò che ho sentito intorno a me in questi giorni. Voglio ringraziare i tanti, veramente tantissimi che mi hanno espresso solidarietà, stima e affetto, grazie per il grande tratto di umanità che è emerso. Sono cose importanti, che io ho interpretato come il riconoscimento di quanto si è fatto, di cosa si è cercato di costruire”.

Nel suo discorso, Errani si e’ rivolto a tutta la societa’ emiliano-romagnola ed ha sottolineato anche alcuni dei punti che ha toccato piu’ spesso negli ultimi 15 anni: dall’insistenza sul riformismo a quello per il welfare di comunita’, fino all’antipatia, sempre ribadita, per espressioni come ’modello emiliano’ e ’governatore’. E ha terminato facendo un appello alla pace per il Medio Oriente e l’Ucraina.

“Non c’e’ il modello dell’Emilia-Romagna, ne’ tantomeno il modello Errani – ha aggiunto – Governare significa promuovere cambiamento”. “Dobbiamo essere orgogliosi di questi anni perche’ abbiamo salvato migliaia e migliaia di posti di lavoro”. Inoltre, rivendica, “siamo lontanissimi dalla logica dei distretti, lontanissimi dai finanziamenti a pioggia”. Per Errani “siamo cio’ che abbiamo fatto. Siamo le scelte concrete, i risultati, ovviamente anche i limiti, che sono a disposizione dei cittadini”.

Un lungo applauso e una standing ovation di quasi tutta l’aula dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna ha salutato la conclusione del discorso pronunciato da Vasco Errani. Ad applaudire Errani che aveva sul volto un’espressione commossa, l’intera maggioranza di centrosinistra, ma anche gli esponenti della Lega Nord e dell’Udc.

In assemblea generale il dibattito in diretta streamingVAI AL SITO DELL’ASSEMBLEA REGIONALE

L’assemblea regionale, che si è riunita per l’ultima volta, ha approvato martedì sera la nuova legge elettorale con alcune modifiche sostanziali, che hanno una ricaduta anche sul territorio di Piacenza.

Abolito il listino per l’elezione bloccata di 11 consiglieri: questi seggi verranno ripartiti su base territoriale nelle province e quindi a Piacenza potrebbe spettare un consigliere regionale in più rispetto ai tre attuali: la sua assegnazione dipenderà dai riparti provinciali dei voti. 

La seconda novità riguarda l’introduzione della parità uomo donna nelle liste (con quattro candidati, due dovranno essere uomini e due donne) e della preferenza di genere nelle liste con la possibilità di votare un uomo e una donna. 

Noivtà anche sulla raccolta delle firme per presentare le liste. Il limite viene dimezzato in caso di elezioni anticipate, ma il Pd ha fatto approvare un emendamento che prevede il dimezzamento delle firme solo se si vota entro 150 giorni prima della data naturale delle elezioni. Ovvero, cinque mesi prima del 28 marzo 2015. Tradotto, i partiti che hanno intenzione di presentarsi alle prossime elezioni regionali dovranno raccogliere circa 6mila firme in caso di voto a fine ottobre. Se si ritarda anche solo di una settimana (al momento la data ipotizzata è il 9 novembre), le liste hanno bisogno di 12mila firme.

L’intervento del presidente Vasco Errani in Assemblea legislativa. Il percorso e le tappe del lavoro svolto in questi anni

Bologna – “Siamo ciò che abbiamo fatto, le azioni concrete, i risultati e ovviamente anche i limiti. L’Emilia-Romagna è una grande regione, che ha saputo distinguersi nei sentimenti e nelle scelte”. È uno dei passaggi del saluto che il presidente Vasco Errani ha portato in occasione dell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa, annunciando che consegnerà oggi stesso alla presidente dell’Assemblea la lettera di dimissioni, che avranno effetto da domani.

Errani ha ricordato le ragioni che hanno motivato la sua scelta di dimettersi – da presidente della Regione e da ogni altro incarico – resa nota subito dopo la sentenza della Corte d’Appello. “Ho voluto distinguere con nettezza e senza incertezza tra me e le istituzioni. È stata una scelta ferma, convinta e meditata, che non ho mai messo in discussione, perché per me sopra ogni altra cosa viene l’istituzione. Se avessi fatto diversamente, non avrei corrisposto alla mia idea di politica e di governo”.

“In questa vicenda – ha affermato – sono in ballo l’onore, l’onestà e la trasparenza, che considero prerequisiti essenziali per chi fa politica”. Quindi ha rivendicato la correttezza del proprio operato, confidando che emergerà a conclusione del processo giudiziario in Cassazione. “Ho sempre espresso – ha aggiunto – pieno rispetto e fiducia nella magistratura e nella giustizia e così continuerò a fare, senza se e senza ma: questa era la mia intenzione quando inviai la relazione, e in questi difficili mesi non ho mai pensato né dichiarato qualcosa di diverso”.

Riformismo e innovazione
“Non esiste un modello Emilia-Romagna – ha proseguito – né tanto meno un modello Errani, esiste invece una regione, la nostra, che è una grande regione con una grande anima. La retorica del modello è statica, ferma, rigida, guarda indietro e non avanti, invece governare significa promuovere un cambiamento permanente, ed è ciò che abbiamo cercato di fare in questi anni. I risultati ottenuti non sono mai stati frutto del lavoro di un uomo solo, ma di tutte le persone e le capacità che costituiscono la vera ricchezza della nostra terra. Una terra che sono certo saprà essere all’altezza delle molteplici sfide che ha davanti”.
Le sfide (da quella digitale alla trasformazione ecologica, ai cambiamenti demografici e antropologici), dovranno essere portate avanti attraverso l’innovazione e il riformismo: “Un riformismo, lo ricordo con orgoglio, che è nato proprio in questa terra, con la cooperazione: quando due falegnami si sono messi a lavorare insieme non erano mossi soltanto da un bisogno materiale, ma da un’idea più alta del lavoro, capace di guardare in prospettiva futura”.

Il bilancio delle cose fatte
Ascolto, dialogo, confronto; non mediazione fine a se stessa ma decisioni assunte per costruire una sintesi, che non può mai rappresentare un interesse di parte: “Questo – ha detto Errani – è ciò che ho imparato nei lunghi anni da presidente e ciò che, assieme ai miei assessori, ho utilizzato come metodo di lavoro. E sintesi è qualcosa che spinge tutti noi ad essere migliori di ciò che siamo e di ciò che pensiamo”.
Lavoro, ambiente, messa in sicurezza del territorio, gestione del terremoto e ricostruzione, formazione, sanità: durante il suo intervento il presidente ha ripercorso ciò che è stato fatto durante il mandato. “In questi anni abbiamo salvato migliaia e migliaia di posti di lavoro ed evitato che la crisi economica si trasformasse in una crisi sociale devastante. Dobbiamo esserne orgogliosi. Abbiamo cambiato la formazione, scegliendo la traiettoria più ambiziosa, quella dell’alta formazione: la nostra è la regione dei politecnici, poli d’eccellenza a livello nazionale. Poi la sanità: se oggi abbiamo un sistema sanitario nazionale universalistico è un grande merito di questa regione, perché il patto della salute è nato qui, per cercare di cambiare il modo di governare la sanità in Italia. Chi dice che siamo la regione dei servizi sociali e pubblici sbaglia, siamo la regione dove il welfare è di comunità, un sistema integrato che ha come unico obiettivo quello di dare servizi di alta qualità alle persone”.

Errani ha ricordato anche i provvedimenti adottati per la competitività delle imprese e la trasformazione ecologica e tecnologica dell’economia. Poi la gestione del terremoto: “Abbiamo tracciato una strada nuova per l’Italia per la trasparenza, la lotta contro il crimine organizzato e il metodo di lavoro. Quando il percorso sarà ultimato, potrò unirmi come cittadino alla valutazione che si farà: cioè che abbiamo ricostruito il territorio meglio di come era prima del sisma del 2012. C’è ancora tanto da fare, ma la mia scelta di dimettermi non farà perdere nemmeno un giorno di lavoro”. Avere un nuovo commissario, che sarà nominato dal Governo, “non costituirà un problema, perché non c’è mai stato un uomo solo al comando e tutto è stato fatto assieme ai sindaci, alle amministrazioni, ai dirigenti, ai tecnici, ai professionisti, ai volontari, che voglio ringraziare ancora una volta”.

Ha poi ricordato come le classifiche condotte a livello nazionale e internazionale (ad esempio da Ue, Ocse, Oms) collochino sempre l’Emilia-Romagna tra i primi posti. “Dati che sono di conforto al nostro operato e confermano che l’Emilia-Romagna non è in crisi e saprà affrontare le sfide che l’attendono, a partire da quella delle riforme istituzionali. Dovrà essere una Regione capace di federare territori, comunità, dinamiche sociali. Partendo dalle Unioni comunali, dalle aree vaste, dalla città metropolitana per creare un sistema integrato in grado di superare la logica della divisione territoriale e di avere la forza di competere nel mondo globalizzato. Questa regione saprà farlo, e anticipare di qualche mese le elezioni non costituirà un problema”.

Ringraziamenti
“Ringrazio tutti gli uomini e le donne della politica, delle istituzioni e della società per il dialogo sincero e schietto che in questi anni abbiamo realizzato e per le testimonianze di stima, affetto e umanità ricevute in questi giorni di dolore e amarezza. Un’umanità che ho sentito viva intorno a me e intorno a noi, e che ho interpretato come il frutto dell’esperienza fatta. Ho visto riconosciuto e apprezzato il mio modo di intendere la politica e il servizio alle istituzioni. Per questo dico che non avrò mai nostalgia di una poltrona, perché il valore di una persona non sta in ciò che fa, ma in ciò che è”.
Errani ha ringraziato il Governo per il lavoro compiuto per il terremoto e l’alluvione e durante il percorso di riforme istituzionali; i prefetti, gli organi dello stato, i sindaci, le autorità religiose, i giornalisti; i colleghi della Giunta “ai quali – ha ricordato – non ho mai fatto tanti complimenti, perché penso che per un amministratore il problema più importante sia quello che ha davanti, non quello che ha già risolto”.

Poi ha ringraziato i consiglieri regionali “per la collaborazione e il senso di responsabilità che hanno dimostrato, al di là delle appartenenze politiche, scegliendo di approvare in questi giorni atti molto importanti per l’intera comunità”. Un pensiero è stato rivolto anche ai collaboratori regionali, “che ogni giorno si impegnano per la cosa pubblica e il bene comune”.
Il passaggio finale è stato dedicato alla pace: “Ciò che sta accadendo in Ucraina e in Medio Oriente è grave e pericoloso. Occorre l’iniziativa di tutti, dei Governi, dell’Europa, del mondo, degli organismi internazionali, di tutti gli uomini e le donne di buona volontà per fermare le armi”.

Poi le parole conclusive rivolte ai cittadini dell’Emilia-Romagna: “Grazie a tutti e a tutte voi, per avermi consentito di fare una straordinaria esperienza, ben al di là delle mie personali capacità. Un’esperienza di cui sarò sempre orgoglioso e riconoscente. Grazie di cuore e con il cuore. Lavorerò sempre, non importa da dove, per il bene comune”. /EC

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