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L’angolo di Nereo: Brindisi con la morte

Nuovo contributo di Nereo Trabacchi, scrittore e anche blogger. 

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Nuovo contributo di Nereo Trabacchi, scrittore e blogger.

Aprì gli occhi e la vide seduta, completamente immobile, sulla piccola poltrona ai piedi del letto su cui era solito adagiare i vestiti. Appena percettibile era la scintilla nell’umor vitreo delle palle nere. Una situazione che avrebbe fatto scoppiare il cuore nel petto ai più, ma una strana, quasi artificiosa calma, avvolse Roberto, insieme all’oscurità della sua camera.

“Allora è davvero così che vieni a prendere le persone?”

“Già”, rispose Lei…

“La letteratura difficilmente sbaglia…” insistette Roberto, desideroso di allungare quella che sarebbe probabilmente stata la sua ultima conversazione. Poi rivolse lo sguardo alla moglie che dolcemente dormiva accanto a lui.

“Mi troverà cadavere quando si sveglierà?” domandò sussurrando rispettosamente.

“Di solito è così che funziona…” rispose la Figura Nera accavallando le gambe e sistemandosi il  bavero della giacca.

“Non sembri avere fretta.”

“No, questa notte è un po’ di verso…”

“Diverso?”

“Sì. Sei un prescelto…”

“Un prescelto per morire; mi scuserai se non gioisco o non ti offro il migliore dei miei vini conservato giù in cantina. So bene quanto ne sei golosa…”

“Scacchi e vino, come hai detto, la letteratura difficilmente sbaglia. Mostrameli”, ordinò perentoriamente la Figura Nera, “ma fai piano ad alzarti, se lei ci sente dovremo portarla con noi, e non ho né la voglia, né il tempo, di imbastire una di quelle messe in scena di omicidio/suicidio.”

Roberto deglutì rumorosamente: “Certo, capisco bene, una seccatura… Andiamo in cantina, faccio strada.”

Una volta giunti nella cava, i due cominciarono ad ammirare la preziosa e rara collezione.

“Bella davvero. Quanto ti ci è voluto per metterla insieme?” si informò la Figura Nera accarezzando i colli delle bottiglie con le lunghe dita bianche simili a candele.

“Una vita…” rispose Roberto.

La Figura Nera emise un sibilo come risata.

“Ho conosciuto molti di questi produttori. Alcuni sono andata io stessa a prenderli… Saccenti, avari, quasi sempre ignoranti, ma geniali e abili nel far morire un frutto per dar vita a un vino.”

“Trovo curioso che le tue sembianze siano maschili ma ti riferisca a te stessa al femminile…”

“Bé, voi viventi avete coniato il termine morte al femminile, e oramai mi ci sono assuefatta, sai com’è, certe abitudini sono dure a morire… Per tutti gli epitaffi pietosi, ma questo è uno Cheval Blanc del 1984. Non se ne trovano più da anni. Ti spiace se lo assaggiamo?”

“Al contrario, mi pare l’occasione giusta per tirare il collo a questa bottiglia” disse Roberto con un sorriso di sincero piacere nonostante la tragica situazione.

Levò il tappo con molta cura, versò il vino in due calici e fecero un delicato brindisi.

“A cosa? Alla salute?” domandò Roberto.

“No, alla salute no, trovo così puerili e urticanti certe abitudini, anche se, un motivo per brindare ci sarebbe… Superbo!” disse la Figura Nera dopo aver assaggiato il vino.

“Fantastico. Dovremmo lasciare la bottiglia aperta per un po’ e assaporarne le diverse evoluzioni, ma temo non ce ne sia il tempo. Allora, “cara”, a cosa dovremmo brindare?”

“Te l’ho detto poco fa, sei un prescelto.”

“Con la fortuna che ho avuto, facendo soldi a palate, creandomi una famiglia meravigliosa, credevo di essere stato un prescelto nella vita, non nella morte”, azzardò Roberto finendo il suo bicchiere.

“A quanto pare, la tua fortuna continua. Sei stato scelto per una sorta di esperimento sulla vostra razza.

“Di cosa si tratta?”

Prima di rispondere la Figura Nera allungò il bicchiere e se lo fece riempire.

“Tu hai 45 anni, dico bene?”

“Appena compiuti…”

“Per farla breve, questa notte hai tre opzioni, e la prima è morire, come da programma originale.”

“Ascolto volentieri le altre due” squittì Roberto.

“Puoi decidere se tornare indietro nel tempo di 30 anni, e rivivere la tua vita facendo scelte completamente diverse da quelle che hai già fatto, in una sorta di ricerca forzata se non obbligata dell’infelicità. Oppure, andare avanti di 40 anni, arrivando così a 85 anni, sì, certo felice, ma ormai nella consapevolezza di quanto poco ti manchi.”

“Perdonami, ma non credo di capire…”

“Se accetterai, appena io me ne sarò andata da qui, ti ritroverai quindicenne nella cameretta in casa dei tuoi genitori, oppure ottantacinquenne nel letto accanto a tua moglie. Sempre che lei non sia già morta. Ma bada bene, se dovessi optare per ringiovanire, e poi le tue scelte non si dovessero rivelare completamente differenti dalle precedenti, non solo verrò a prenderti, ma ti porterei in un luogo dove il “nulla” e il “per sempre”, saranno una condanna talmente terribile, da farti rimpiangere la più atroce delle morti.”

“Quando tempo ho per decidere?”

“Fino alla fine di questo meraviglioso Cheval Blanc 1984”, rispose la Figura Nera versando una generosa dose in entrambi i bicchieri.

Pensieri vorticosi si accavallarono nella mente di Roberto, con la stessa velocità e voracità che gli avevano garantito fama e ricchezza azzeccando mosse finanziarie e borsistiche.

“Che tragico dilemma! In tutti i casi sono comunque condannato!”

“Ecco perché provo tanta pietà per i poveri, piccoli pietosi esseri umani. Togliervi quanto di materiale, è per voi un’automatica condanna all’infelicità. Ti offro giovinezza e salute, ma non potendola vivere nell’agio abituale, ti fa apparire allettante piombare in una tragica ma ricca vecchiaia.”

“Non credi che io possa optare per la morte istantanea?”

La Figura Nera per un istante parve spiazzata, poi un ghigno malefico mostrò la dentatura bianca come porcellana.

“E’ la mia preferita…”

“E poi, se tornando indietro facessi scelte diverse, non avrei più mia moglie, i miei figli…”

“Ah, di questo non devi preoccuparti. I figli, se era scritto che venissero al mondo, arriveranno ugualmente, certo, figli di qualcun altro, ma arriveranno. L’ultimo goccio?”

Finirono l’ultimo sorso di vino nel più cupo dei silenzi, poi Roberto si asciugò la bocca nella manica del pigiama.

“Allora, ho bisogno subito di sapere qual è la tua decisione, umano…”

“Nessuna…”

“Come dici?”

“Nessuna. Non ho nessuna intenzione di decidere. Credo sia l’unica soluzione per non perdere quello che ho, restare vivo, e continuare la mia vita senza tornare indietro.”

La figura nera si incupì.

“Sei il primo che mi risponde, senza rispondermi…”

“Quindi cosa succede?”

“Non lo so. Devo pensarci…”

“Mi fai sprofondare in una sorta di coma mentre decidi?”

“No, puoi tornare nel tuo letto. Ti farò sapere. Chiudi gli occhi.”

Roberto obbedì, ma subito dopo sentì un forte colpo allo sterno, e poi un altro.

Quando riaprì gli occhi vide un medico massaggiargli il petto e sua moglie che gli sorrideva.

“Ce la farà signora, ora si sposti che lo portiamo in Ospedale!”

“N-non ho rinunciato a nul-la… La scelta giusta, è non s-scegliere…” disse Roberto a fatica.

“Come dici Amore?”

“Lo lasci tranquillo signora, sta delirando…” la intimò il medico chiudendo il portellone dell’ambulanza.

 

Tre mesi dopo Roberto fece ritorno nella sua bella casa, dove la famiglia lo aspettava per festeggiarlo. Consumarono una cena leggera e chiacchierarono amabilmente del futuro e di quanto sia fragile l’attimo stesso in cui si pensa di essere forti.

“Ci vuole un brindisi…” disse uno dei figli salendo dalla cantina.

“Ma non potremo farlo con il tuo vino preferito papà. E’ molto strano, ma ho trovato questa a terra…”

Suo figlio reggeva la bottiglia di Cheval Blanc 1984 vuota sotto gli occhi di Roberto.

Sull’etichetta, proprio sotto la data in una minuta grafia, c’era scritto “a presto…”

 
Nereo Trabacchi
info@nereotrabacchi.it 

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