“Non abbiamo più notizie dei bambini di Gaza” Il sit in degli affidatari  foto

Sit in per chiedere il cessate il fuoco e una presa di posizione dell’amministrazione comunale di Piacenza sulla guerra in Medio Orirente

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“La striscia di Gaza è una prigione a cielo aperto, è diventata una situazione esplosiva a causa dell’embargo imposto da Israele negli ultimi 5 anni. Tanti di noi sono affidatari di bambini che risiedono a Gaza, la mia è bimba Dina di 11 anni e vive nel campo profughi di Jabalia.

Sono tutti bambini con difficoltà perchè è impossibile crescere a Gaza senza difficoltà. Da parecchio tempo non abbiamo notizie di questi bambini perchè l’energia elettrica mancava a Gaza anche prima dell’attacco. L’ultima volta che ho avuto notizie di Dina è stato alcuni mesi fa”.

“Chiediamo al Comune di Piacenza, che ha una tradizione di dialogo con palestinesi e israeliani, dopo varie sollecitazioni, di dare un senso all’essere un ente locale per la pace. Con una presa di posizione ferma per la pace e il cessate il fuoco immediato e perchè siano prese in considerazione le richieste legittime di Hamas, cioà Israele fuori dal territorio di Gaza”. 

Le parole di Chiara Casella racchiudono l’appello delle affidatarie e affidatari piacentini di bambine e bambini che vivono a Jabalia, nord di Gaza, che hanno promosso una manifestazione sotto a Palazzo Mercanti a Piacenza.

L’appello – Noi affidatarie e affidatari piacentini di bambine e bambini che vivono a Jabalia, nord di Gaza, siamo doppiamente coinvolti di fronte agli orrori che ogni giorno e ogni notte vanno ripetendosi in quella terra. Non riusciamo più ad avere contatti di nessun tipo con le famiglie. Non riusciamo a sapere come stanno.

Per questo siamo davanti al Comune di Piacenza, in concomitanza con la riunione della Giunta, per chiedere che la stessa adotti urgentemente come propria delibera il documento proposto dal Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti umani “Fermiamo la guerra a Gaza. Costruiamo la pace in Medio Oriente”.

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