Voto in Regione accorpato con la Calabria? Rischio slittamento

Con le dimissioni di Errani, ieri sono scattati i tre mesi di tempo per indire le elezioni, da tenersi al massimo nei due mesi successivi

Più informazioni su

Dopo la formalizzazione di ieri da parte di Vasco Errani delle dimissioni dalla Regione Emilia Romagna al via il conto alla rovescia verso il voto. Secondo il “Corriere di Bologna” si profla l’incognita dell’accorpamento della data del voto con un’altra Regione, la Calabria.

Potrebbe essere – spiega il “Corriere” – il braccio di ferro che si è aperto tra Roma e Reggio Calabria sulla nuova legge elettorale a trascinare avanti di qualche settimana la urne, anche per l’Emilia Romagna.

Con le dimissioni di Errani, ieri sono scattati i tre mesi di tempo per indire le elezioni, da tenersi al massimo nei due mesi successivi. In teoria, dunque, l’Emilia Romagna ha tempo per votare fino alla vigilia di Natale. Ma la volontà comune in Regione è quella di andare alle urne alla prima data utile, probabilmente il 9 o il 16 novembre.

Ma c’è una variabile indipendente: il braccio di ferro sul voto in Calabria e le necessità di risparmio del governo. Che potrebbe chiedere all’Emilia Romagna di andare al voto insieme all’altra Regione, rinviando di qualche settimana la data per ora ipotizzata.

Nel centrosinistra è ancora fluida la situazione sulla candidatura alla presidenza e sulle primarie. Se la corsa di Matteo Richetti – primo a dirsi pronto a scendere in lizza – pare aver subito un rallentamento, si attende ancora la decisione del segretario regionale Stefano Bonaccini, dopo la direzione nazionale del 31 luglio.

In questi giorni è inoltre tornato a circolare il nome di Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del consiglio, che non sarebbe più nel “cerchio magico” di Matteo Renzi e quindi potrebbe trovare un nuovo ruolo al vertice della Regione. Una manifestazione di disponibilità a candidarsi è venuta anche dall’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, mentre sullo sfondo resta sempre il nome dell’attuale sindaco di Imola Daniele Manca, che tuttavia dovrebbe dimettersi da primo cittadino.

Sul versante delle liste locali, a Piacenza si fanno i conti con le nuove norme introdotte con le modifiche alla legge elettorale regionale (a turno unico con preferenze per i consiglieri). Con l’abolizione del “listino” bloccato, tutti i consiglieri saranno eletti con le preferenze e ai tre seggi già spettanti alla nostra provincia, se aggiungerà con ogni probabilità un quarto. Introdotta anche l’alternanza uomo-donna e la doppia preferenza di genere. Quindi i partiti dovranno esprimere due coppie di candidati, due uomini e due donne.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.