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Bonifica, il presidente Zermani: “Sentenza non mette in discussione gestione”

Le considerazioni del Presidente del Consorzio di Bonifica Fausto Zermani e di Confedilizia, in merito alla sentenza sulla tassa di bonifica a Piacenza

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Le considerazioni del Presidente del Consorzio di Bonifica Fausto Zermani in merito alla notizia della sentenza di primo grado del Tribunale di Piacenza

PIACENZA (22 Agosto 2014) Fausto Zermani Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza si mostra sereno all’indomani della notizia della sentenza del Tribunale di Piacenza relativa al beneficio goduto dagli immobili di proprietà del Comune.

Riservandosi un migliore approfondimento sul testo della sentenza, il Presidente ritiene opportuno sottolineare il tono eccessivamente trionfalistico della notizia giornalistica a fronte di un primo esito parziale e non definitivo.

Ritiene il Presidente che l’argomento, per l’importanza che riveste, meriti un approccio pacato e responsabile. Quando c’è in gioco la sicurezza idraulica del territorio e della popolazione gli interessi particolari dei singoli attori devono passare in secondo piano.

La sentenza rappresenta un primo grado di giudizio, fotografa una situazione molto precisa e circoscritta che non mette in discussione il modello di gestione fin qui operante. Non a caso Piacenza, a differenza di altri territori e città, è rimasta sin qui sostanzialmente indenne dagli effetti negativi del cambiamento climatico.

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza continua il suo lavoro quotidiano volto al miglioramento dell’efficienza della propria azione a favore di tutti i consorziati.

Intanto proseguono le reazioni sulla sentenza del Tribunale Civile che in primo grado ha stabilito che gran parte del territorio comunale di Piacenza non è soggetto alla tassa di Bonifica. Di seguito gli interventi dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia e di Confedilizia. 

Bonifica – Foti e Opizzi ” I candidati Presidenti s’impegnino a cambiare la legge regionale”

Dopo la sentenza del Tribunale di Piacenza che, sostanzialmente, ritiene che il contributo di bonifica non possa che essere richiesto dal Consorzio che per gli immobili ubicati in una limitatissima porzione del territorio comunale, è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia- Allenaza Nazionale che, con Tommaso Foti ed Erika Opizzi, investe della questione il Consiglio Comunale con una mozione urgente.

Già nel settembre del 2012, a Palazzo Mercanti venne approvata una mozione dei consiglieri Foti e Opizzi che impegnava il sindaco a chiedere urgenti modifiche alle legge regionale 7/2012, ritenuta “particolarmente penalizzante per la città di Piacenza, atteso che autorizza il Consorzio di Bonifica all’imposizione di un balzello inutile, gravoso ed illegittimo.”
I consiglieri di Fd’I-AN evidenziano, nelle premesse della mozione, che “i contributi di bonifica iniziano ad essere addebitati come lo sono oggi – cioè in modo illegittimo – negli anni ’70, dopo che la riforma tributaria elimina tutti gli altri contributi di miglioria (la vecchia “fondiaria”). Da allora si genera un contenzioso, in precedenza inesistente, sulle modalità di applicazione dei detti contributi.”
“Tuttavia – sostengono Foti e Opizzi – sarebbe sufficiente dare puntuale attuazione alle pronunce della Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite (quella del 1984, che stabiliva come necessaria l’esistenza del beneficio per potere legittimamente pretendere il contributo di bonifica, e quelle del 1996, che ponevano l’onere della prova del beneficio, se contestato, a carico del Consorzio di Bonifica) per applicare il contributo secondo legge.”

“Ma a Piacenza così non è stato, nonostante quanto puntualmente deciso dal Tribunale di Piacenza, con la sentenza n. 786/2010, e dalla Commissione Tributaria Provinciale con la decisione n. 139/2010. Nè migliore fortuna ha avuto – prosegue la mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale – l’approvazione da parte del consiglio provinciale di Piacenza, nell’ottobre del 2010, di un progetto di legge, trasmesso per l’ulteriore iter legislativo alla Regione Emilia-Romagna, che prevedeva, oltre la modifica delle norme regolanti la bonifica, che, nel caso di opere idrauliche di bonifica costruite dallo Stato a proprio carico, se un Comune ne avesse chiesto la consegna, i Consorzi di bonifica avrebbero dovuto provvedervi”.

“Per contro – rilevano Foti e Opizzi – il 4 luglio 2012 l’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna approva, in pochi minuti e con irrilevante discussione – le modifiche alla vigente Legge Regionale in materia di bonifica. In particolare, l’Assemblea Legislativa non teneva in alcun conto il succitato progetto di legge approvato dal Consiglio Provinciale di Piacenza e respingeva due emendamenti e un ordine del giorno – neppure illustrati dal proponente, che rinunciava anche alla dichiarazione di voto sugli stessi – volti a recepire i su evocati principi giurisprudenziali in materia di imposizione del contributo di bonifica.”

“Il risultato è che – osservano polemicamente Foti e Opizzi – la legge appare volta a mettere in sicurezza la possibilità del Consorzio di bonifica di Piacenza di continuare a riscuotere la contribuzione dalla città stessa. A nulla, inoltre, è finora valsa l’approvazione di una mozione, nel settembre del 2012, da parte del Consiglio Comunale di Piacenza volta a richiedere la modifica della summenzionata legge: l’indifferenza, al riguardo, va equamente divisa tra Giunta Regionale e consiglieri regionali tutti”.

Alla luce dei fatti, la mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale chiede quindi al Sindaco Dosi di” richiedere ai futuri candidati alla Presidenza della Regione, l’impegno ad inserire, nel programma elettorale della coalizione politica che li sosterrà, la modifica della Legge Regionale che disciplina la bonifica, così da rendere impossibile la pretesa del contributo da parte del Consorzio per la quasi totalità degli immobili situati nel territorio urbano del Comune di Piacenza.”

CONFEDILIZIA PIACENZA: I CITTADINI DI PIACENZA DEVONO FAR CAUSA AL CONSORZIO UNO PER UNO? 
 
“‘Gli immobili della Fondazione di Piacenza e Vigevano non devono pagare il contributo delConsorzio di bonifica. Gli immobili dell’Amministrazione provinciale siti in città, altrettanto. Ora, anche gli immobili del Comune. Lo hanno Stabilito tre diverse sentenze del Tribunale di Piacenza tuttora vigenti”.

Lo sottolinea in una nota l’Associazione proprietari casa di Piacenza-Confedilizia, aggiungendo che diverse altre sentenze, di diverse giurisdizioni, hanno stabilito lo stesso principio, sempre per Piacenza città (oltre che per altre zone della provincia).

A questo punto – si chiede la Confedilizia di Piacenza – cosa pretende, il Consorzio, che ogni cittadino faccia causa per non pagare? La politica locale, ma soprattutto nazionale (“tanto sollecita a ritagliarsi qualche posticino sul mass media, e basta”) non sente il dovere di riprendere il proprio ruolo di carattere generale? E’ ammissibile che più e più sentenze non possano costituire un obbligo per la dirigenza del Consorzio? Per gli amministratori che insistono in questo comportamento, non si possono ravvisare responsabilità anche sul piano penale?

E sul piano contabile par le inutili spese che causano? sul piano contabile non sono responsabili tutti gli amministratori, di qualsiasi ente pubblico, che corrispondono il contributo a fronte di molteplici sentenze che lo dicono non dovuto?

La Confedilizia di Piacenza chiede che le organizzazioni che appoggiano l’attuale dirigenza consortile (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti ecc.) investano del problema della loro condivisione della politica consortile attuale gli organi sociali, e le assemblee in primo luogo.

Certe concessioni propagandistiche del Consorzio per una manifestazione o per l’altra, o altri benefici, non possono far chiudere gli occhi davanti ad una situazione nelle quale i residui cittadini di Piacenza che non hanno fatto e non fanno causa, sono costretti a pagare fra i 2 e mezzo/3 milioni di euro ad un Consorzio che non ha diritto di pretenderli (Come dice il Tribunale di Piacenza) che, comunque, spende per la manutenzione dei canali pretesemente protettivi che la Regione solo ad esso continua a consegnare una somrna di cima 50/60mila euro in tutto a fronte di quanto tassa, come a suo tempo calcolato dai tecnici del Comune.

La Confedilizia di Piacenza – che preannuncia una serie di incontri e pubblici dibattiti in argomento, ai quali si augura partecipino le organizzazioni che sostengono le presidenza del p.a. Zermani – rivolge da ultimo un plauso al Comune di Piacenza ed in particolare al Sindaco ed all’assessore Bisotti per le azioni intraprese, nonostante incrostazioni contrarie.

Le azioni in corso – dice la Confedillzia – sono due: una basata sul Federalismo municipale (e tempestivamente iniziata) ed un’altra ripetitiva di vecchie istanze, risalenti ai Sindaci Tansini e Guidotti, mai poi portate a termine. La Confedilizia si augura che il Comune non lasci ora cadere alcuna delle due puntuali azioni siccome fra di loro non incompatibili ed essendo la prima basata su una norma di legge che aveva un termine rispettato a suo tempo, ma ora scaduto. 

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