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Callori (Forza Italia): “Turismo, Regione immobile di fronte a Expo”

Lo afferma in una nota Fabio Callori, Vice Presidente Vicario Regionale di Forza Italia - Regione Emilia Romagna.

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Appare sempre più evidente la necessità per il territorio Emiliano Romagnolo di aumentare la fruibilità del patrimonio culturale e ambientale presente e incrementare il grado di attrattività attraverso lo sviluppo e la qualificazione dei servizi di accoglienza (commerciali e ricettivi), creando un valore aggiunto capace di favorire non solo il transito ma la permanenza dei visitatori. Lo afferma in una nota Fabio Callori, Vice Presidente Vicario Regionale di Forza Italia – Regione Emilia Romagna.

Stupisce l’immobilismo della Regione di fronte alle numerose opportunità di uno sviluppo turistico consolidato che la nostra terra offre. Oggi come mai, alle soglie dell’apertura di un evento di portata mondiale come Expo 2015, l’offerta turistica deve comportare una strategia coordinata e condivisa da tutte le parti economiche e sociali dell’area, attraverso un’integrazione che risponda in maniera concreta alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo delle piccole e medie imprese.

La nostra Regione deve essere in grado di offrire un pacchetto turistico completo di alto livello qualitativo avendone tutte le caratteristiche, trovando la giusta espressione in un itinerario che sappia assimilare la ricettività del turismo delle spiagge romagnole, dal fiume al mare, quello delle città d’arte e dell’Appennino. In Regione è colpevolmente mancata fino ad oggi una visione strategica che, invece di favorire l’indotto attraverso un’opportuna filiera fiscale e autorizzativa, si è limitata a lavorare per settori, lasciando sole le imprese del turismo a combattere con un calo fisiologico dei visitatori, aggravato dalla crisi economica. 

Diciamo no ad una Regione incapace di una visione strategica e si’ ad una politica che lavori in ottica integrata per fidelizzare i turisti, oggi ancora troppo attratti dalla consuetudine di un ‘mordi e fuggi’ che non porta indotto e non crea posti di lavoro, e per restituire al nostro territorio quella specificità e peculiarità che lo rende inimitabile nel panorama italiano”. 

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