Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Camminate piacentine

Camminate Piacentine: Marzonago, Sevizzano e Monte Lazzaro foto

Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il secondo volume, pubblicato da Edizioni Codex10

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Ritornano le Camminate Piacentine con una nuovo proposta della seguitissima rubrica che PiacenzaSera.it dedica agli amanti delle escursioni. Vi ricordiamo che è disponibile nelle librerie e nel negozio di Officine Gutenberg (Via Scalabrini 116/b) a Piacenza il secondo volume, pubblicato da Edizioni Codex10, che raccoglie le nuove escursioni proposte da PiacenzaSera.it.

Marzonago, Sevizzano e monte Lazzaro (SCHEDA E MAPPA a fondo pagina)

Il monte Lazzaro si eleva lungo il crinale spartiacque che divide la val Trebbia, a oriente, dalle valli del Tidone, dello Staffora e del Borbera a occidente; è quindi attraversato da uno dei più noti tracciati escursionistici della provincia, che con segnavia CAI 101 porta da Travo fino alla cima del monte, per poi proseguire oltre il Penice fino al confine regionale sul monte Carmo, laddove si incontrano Emilia, Piemonte e Liguria.

Rilievo di altezza non eccelsa, comunque di poco inferiore ai mille mt, si innalza come una groppa completamente fasciata dal bosco nel punto di incontro di tre bacini: la val Trebbia, verso il quale scende la Dorba di Bobbiano, la val Luretta e la val Tidoncello.

Quest’ultimo, affluente di destra del Tidone nel quale si immette all’altezza di Nibbiano, è formato dalla confluenza di più corsi d’acqua: dal Lazzaro scende il Tidoncello di Sevizzano che, ricevute le acque del Tidoncello di Busseto, confluisce all’altezza di Pecorara nel Merlingo, il quale a sua volta scende dalla Crocetta di Cicogni, insellatura tra i monti Mosso e Pietra di Corvo.
Il suo bacino è separato a nord-est da quello del torrente Chiarone da uno spartiacque poco elevato, che staccatosi dal monte Aldone (mt 810) raggiunge il monte Serenda (mt 759) passando per i modesti rilievi dei monti Ciarello, Poggio Uccello e Fernico.

Questo versante della valle presenta un armonioso paesaggio modellato da prati, campi coltivati, boschetti e vigneti, punteggiato di cascine isolate e piccoli villaggi.
In posizione panoramica al centro di questo disegno geometrico sta il borgo di Marzonago, nucleo di case in sasso il cui fascino è accentuato dalla bella Chiesa della Beata Vergine del Carmine, la cui semplice facciata a capanna in pietra a vista è preceduta da un breve sagrato delimitato da un muretto in sasso. L’unico portale è sormontato dal semplice rosone circolare, con cornice in cotto.

L’opposto versante ha un aspetto del tutto diverso, essendo quasi completamente ricoperto dagli alberi, che lo avvolgono dal fondovalle alla vetta; a mezza costa si adagia Sevizzano, un altro paesino fatto di abitazioni in pietra a vista, passeggiando tra le quali è possibile scoprire vicoli, aie cortili e angoli caratteristici.

La gita parte da Marzonago (Pecorara) a 550 mt slm e a circa 46 km da Piacenza.
L’itinerario ha uno sviluppo lineare di circa 10 km, di cui 0.4 km su asfalto, il resto su stradelli di campagna e sentieri, in parte contrassegnati dai segnavia CAI 215 e 101; ha un dislivello complessivo di circa 500 m, raggiungendo la quota massima sulla vetta del monte Lazzaro a m. 987 slm; può essere percorso in circa 2 ore e 45 minuti, al netto delle soste. Le quote non elevate a cui si sviluppa l’escursione e ampi tratti allo scoperto sconsigliano di effettuarla nelle ore più calde delle giornate estive.
Il tracciato proposto è privo di tratti pericolosi o esposti e, nonostante il discreto dislivello, può essere percorso agevolmente con i bambini, a patto di affrontare con calma la salita da Sevizzano al monte Lazzaro.

DESCRIZIONE

Dal borgo di Marzonago si seguono i segnavia imboccando lo stradello sterrato che scende attraverso i campi verso il fondovalle, per immettersi sulla carrozzabile che porta alla frazione di Case Marconi.
Qui si prende il sentiero segnato che sale nel bosco, a tratti ripidamente, per raggiungere l’abitato di Sevizzano.

Attraversato il borgo ci si immette su una carrabile che sale decisa, con pochissime curve, lungo le pendici del monte Lazzaro. E’ il tratto più faticoso del percorso, che porta dai 600 mt di Sevizzano ai 976 mt della Costa della Pianazza. La prima parte è completamente immersa nel bosco, quindi ombrosa e fresca d’estate ma poco panoramica, mentre l’ultimo segmento attraversa un settore più diradato che consente di ammirare, alle proprie spalle, il panorama sulla val Chiarone fino alla pianura.
Raggiunto finalmente il crinale, si imbocca verso sinistra il percorso CAI 101 “Travo-Penice” per raggiungere in cinque minuti il punto più alto della gita presso la cima del monte Lazzaro, in pratica una piccola radura oltre la quale il sentiero inizia a scendere.

Pochi minuti di cammino portano ad un breve tratto in cui il terreno, di argilla scagliosa, non consente la crescita degli alberi, e quindi regala un bellissimo panorama sulla val Trebbia, nel tratto compreso tra Perino e Mezzano Scotti.
Si possono individuare facilmente, sul versante orografico destro della valle, il monte Armelio e, subito dietro, la dorsale che dal monte Belvedere arriva fino al monte Capra per il Concrena e il Poggio Alto; oltre il torrente Perino è riconoscibile il monte Osero e, alle sue spalle, i rilievi che separano la val Nure da quella dell’Arda.
La discesa affronta qualche tratto un po’ ripido, in cui il sentiero si infossa per diventare un canale in cui scorrono le acque piovane; a meno di mezz’ora dalla cima si lascia il segnavia, che prosegue in direzione del passo della Caldarola e della Pietra Parcellara, e si svolta a sinistra su una pista carrabile in lieve discesa, utilizzata per il trasporto del legname, che porta a raggiungere in breve la strada asfaltata che scende dal passo e che collega la val Trebbia con la val Tidone.

Da questa costa si gode di un ampio panorama: verso destra sulla val Luretta, con il monte Bogo in primo piano, e verso sinistra sulla val Tidoncello, dal monte Lazzaro al monte Aldone.
Senza percorrere la strada asfaltata si resta sullo stradello sterrato che corre parallelo a questa, se ne discosta verso sinistra e attraverso i campi raggiunge Saliceto; proseguendo sulla carraia che si snoda tra le coltivazioni si raggiunge un nuovo punto estremamente panoramico verso nord, questa volta impreziosito dalla vista della Rocca d’Olgisio, costruita a strapiombo sulla val Chiarone.
Una mezz’ora scarsa di marcia su comodi sterrati riporta a Marzonago.

Achille Menzani

NOTIZIE UTILI

Lungo il percorso non sono presenti né fontane né esercizi pubblici di alcun genere, che sono però presenti a Pecorara.

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