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Economix. Occupazione: in alcune Regioni è possibile

Per i giovani, e meno giovani, che hanno idee innovative e che si può quindi prefigurare il lavoro in ambito imprenditoriale, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ICE, hanno messo in piedi ItaliaRestart, l’evento nazionale per attrarre investitori stranieri.

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Il tasso di disoccupazione in Italia, nel giugno 2014, ha raggiunto la soglia del 12,3% secondo le rilevazioni dell’ISTAT.

Alcune regioni però, su determinate tipologie di impieghi, pare stiano registrando una “quasi significativa” controtendenza: il Centro Studi di Confartigianato, rielaborando i dati dei rapporti ISTAT ed Eurostat sul 2014, ha stilato una classifica delle regioni in cui si trova più facilmente impiego, tra le quali primeggiano quelle localizzate nelle aree del Centro Nord.

Se il tasso di disoccupazione in Italia è peggiorato di un punto percentuale, in Trentino Alto Adige c’è stato un miglioramento del +2,5%, in Valle d’Aosta del +2%, in Toscana del +1,7%, nel Lazio del +0,3% ed in Emilia Romagna e Marche del +0,1%.

Per quanto riguarda i settori economici, l’informatica (produzione di software e consulenze) continua a fare la parte del leone, che grazie alla diffusione di Internet e del commercio elettronico registra un aumento di +10,4% dell’offerta di lavoro. I servizi di assistenza sociale residenziale con un +8,4% occupano il secondo posto in classifica, seguiti dai servizi di assistenza non residenziale (+7,6%) e la ristorazione (+5,6%), settore che in generale risente meno della crisi grazie ad una significativa vocazione turistica del nostro Paese. Stupisce trovare in quinta posizione gli studi professionali di architetti e ingegneri (+5,5%); posizione giustificata in gran parte dagli eventi catastrofici (terremoti ed inondazioni) degli ultimi anni che hanno interessato vaste aree del Paese.

Seguono quindi i settori tipici delle nostre industrie manifatturiere:  metalmeccanica (produzione di macchinari), dove l’occupazione sale del +5% e in cui il 43,7% dell’occupazione è in piccole imprese; confezione di articoli di abbigliamento (+4,9%), con un peso dell’occupazione delle piccole imprese pari al 70%.

Per quanto riguarda le tipologie di lavoratori l’offerta è orientata in particolare alla fascia d’età poco superiore ai 35 anni di età ed ai lavoratori autonomi in calo solo del -0,2% contro una perdita 367.000 posti di lavoro per i dipendenti e un calo annuo del -1,2%. Per gli over-fifty (lavoratori con età superiore ai cinquant’anni) non sono tempi felici. La perdita del lavoro per tale tipologia di lavoratore significa, in molti casi, l’esclusione dal mercato del lavoro, con conseguenze drammatiche. Per questo motivo l’INPS ha previsto delle agevolazioni alle imprese che assumono lavoratori con più di cinquant’anni d’età.

In generale, comunque, le professionalità più richieste dalle imprese, sono quelle che tendono ad un miglioramento competitivo delle imprese: tecnici ed operai specializzati, conduttori di impianti, addetti alle vendite.

Per i giovani, e meno giovani, che hanno idee innovative e che si può quindi prefigurare il lavoro in ambito imprenditoriale, il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ICE, hanno messo in piedi ItaliaRestart, l’evento nazionale per attrarre investitori stranieri. Le startup intenzionate a partecipare hanno tempo fino al 15 settembre per inviare il formulario di adesione.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

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