Quantcast

Fondazione: a casa Cda e presidente. Rinviata nuova elezione foto

Il giorno più lungo della Fondazione di Piacenza e Vigevano non ha mancato di riservare colpi di scena. E’ iniziato dopo le 9 e 30 in via S. Eufemia il consiglio generale, ovvero il parlamentino dell’ente 

Più informazioni su

Il giorno più lungo della Fondazione di Piacenza e Vigevano non ha mancato di riservare nuovi colpi di scena. 

E’ iniziato dopo le 9 e 30 in via S. Eufemia il consiglio generale, ovvero il parlamentino dell’ente dove siedono i 25 rappresentanti del territorio piacentino, chiamati a decidere il futuro dell’ente dopo la paralisi seguita allo scontro tra presidente e consiglio di amministrazione. Assente il vicepresidente vicario Beniamino Anselmi, mentre altri consiglieri di amministrazione erano presenti. Nelle foto l’arrivo dei consiglieri davanti alla sede. 

La seduta è iniziata regolarmente, una volta verificato il numero legale. Dopo un confronto a tratti teso, ma sfociato in un clima “costruttivo”, sono arrivate le dimissioni contestuali del presidente Francesco Scaravaggi e del consiglio di amministrazione (per il quale non è stato pertanto necessario votare la revoca), anche se non è mancata, da parte dei consiglieri di Vigevano, una decisa difesa del proprio rappresentante, Renzo De Candia.

Ma le dimissioni alla fine sono arrivate, da parte di tutto il Cda. Il primo a comunicare le proprie dimissioni Stefano Pareti e, dopo un paio d’ore, tramite la comunicazione dei sindaci, anche gli altri cinque consiglieri, compreso il vice Anselmi. Una svolta alla situazione è stata impressa dai mutati rapporti di forza all’interno del consiglio generale: la richiesta di revoca del Cda, alla prova del voto, avrebbe infatti raggiunto i 13 voti necessari.

Come è stato sottolineato da alcuni consiglieri, la soluzione meno traumatica, una sorta di armistizio seguito alla guerra senza esclusione di colpi delle settimane passate e alle inchieste dedicate dai media nazionali alle vicende del patrimonio, che si è assottigliato dopo una serie di operazioni finanziarie oggetto di approfondimento dal Ministero del Tesoro. Scaravaggi ha riscosso un lungo applauso dopo il suo intervento, l’ultimo da presidente.

Rinviata invece a settembre l’elezione del nuovo presidente (candidato unico il presidente del collegio dei notai Massimo Toscani) e quindi anche quella del nuovo Cda. Il presidente Scaravaggi, seppur dimissionario, resterà in regime di prorogatio, fino alla nuova seduta del consiglio generale che eleggerà il nuovo presidente, con ogni probabilità ai primi di settembre.

SCARAVAGGI COMMOSSO: PROROGATIO FINO A SETTEMBRE – “La seduta si è svolta in un clima di serenità – ha parlato senza riuscire a frenare la commozione Scaravaggi a fine seduta – e le tensioni si sono subito sfumate perchè tutti abbiamo cercato di mettere davanti il bene della Fondazione, perchè sappiamo che dev’essere al servizio di tutti i cittadini e del territorio e non di noi stessi. Il Cda ha dato le dimissioni in blocco e il presidente ha dato le sue dimissioni, mentre non è stato trattato nell’ordine del giorno la nuova nomina del presidente in quanto abbiamo pensato insieme di dare più tempo per le candidature. Una scelta dettata anche dal fatto che la Fondazione tra poco chiude e riaprirà ai primi di settembre, sarà allora che come presidente in prorogatio, insieme al consigliere più anziano del consiglio generale, il dottor Battaglia, convocheremo il consiglio per l’elezione del nuovo presidente. Siamo stati così nel solco delle norme e delle indicazioni arrivate dal Ministero”.  

“E’ stata un’esperienza difficile – ha aggiunto Scaravaggi – ma non si finisce mai di conoscere le persone, per cui nei miei ringraziamenti ho ringraziato anche quelli che mi hanno ’tirato liso’ in piacentino, non pensavo che le amicizie potessero arrivare a questo punto. Personalmente l’esperienza della Fondazione è stata complessivamente bella, anche con questo ultimo periodo contrastato, perchè ho sempre rintenuto che la Fondazione, che è un ente fliantropico, possa fare moltissimo per le persone che hanno bisogni.

E dovrebbe essere un campione di accoglienza delle persone e non di chiusura, dovrebbe essere un insieme di rapporti interpersonali completamente diversi. Casa di vetro va benissimo, ma prima ancora accogliente nelle relazioni. Sulla situazione del patrimonio non sono così drastico come certi titoli dei giornali. Sulla base delle mie conoscenze, che non sono totali sulla Fondazione, non c’è il disastro apparso, ma certamente occorre ripartire perchè ci sono numeri da guardare.

Il patrimonio, in quasi un anno e mezzo che sono rimasto qui, non l’ho mai conosciuto fino in fondo. Il nuovo presidente dovrà fare questa operazione e avrò piacere a parlargli chiunque sarà. Ho cercato di tenere la guardia alta nella conduzione della Fondazione, altrimenti si sarebbe sgretolato questo edificio. Ho visto incrinature, sono un ingegnere e quando vedo una crepa cerco di di capire se la casa può sostenerla o meno e così è stato negli ultimi avvenimenti. Se ho tenuto duro, avevo i motivi, perchè questa casa potesse restare solida e andare avanti”.   

GIGLIO: “CLIMA POSITIVO PER RICOSTRUIRE UNITA’– “Si è creato un clima che potrebbe consentire – ha affermato all’uscita il consigliere Sergio Giglio – di ricostruire quell’unità per ripartire dai problemi che ci sono. Il fatto che il consiglio generale ormai si sia espresso in maniera molto ampia sul presidente Toscani è propedeutico, oggi non abbiamo potuto votarlo per un problema procedurale, per rispettare l’indicazione del Ministero, però si è resserenato molto il clima anche con Vigevano e quindi il notaio Toscani avrà una larga maggioranza. Se ci saranno altre candidature, vedremo, l’ipotesi che non mi è mai piaciuta è quella del commissariamento, perchè non ci sono Fondazioni commissariate, nemmeno la Mps: se una comunità non riesce a gestire i propri risparmi allora dobbiamo pensare che abbiamo problemi di carattere strutturale, non solo come Fondazione.

La richiesta di chiarimenti arrivata dal Ministero verrà assolta dal nuovo presidente che legittimamente avrà l’incarico per poter rispondere in tutti i punti. Oggi il Cda non era presente, però mi ha fatto molto piacere il senso di responsabilità del Cda che si sia dimesso senza arrivare alla revoca e soprattutto che si sia compattato per nominare il nuovo presidente. Se ci sono candidature a mio avviso è molto importante che si presentino, perchè no? Non ci sono motivi per non accoglierle, nei prossimi anni chissà avremo statuti con regole ancora più ampie per presentare candidature, è ora di aprirla questa casa”. 

“Alla fine si è arrivati alle dimissioni di tutto il Cda – ha commentato Giorgio Milani, uno dei componenti del consiglio generale – quindi prima ha rassegnato le dimissioni Stefano Pareti, poi sono seguiti altri cinque componenti e anche l’esponente di Vigevano. Quindi non c’è stato bisogno di votare la revoca, era una delle soluzioni auspicate fin dall’inizio, la meno traumatica. E’ una soluzione che è andata bene a tutti.

I prossimi passaggi sono la convocazione di un consiglio per la nomina del nuovo presidente in rispetto alle richieste del Ministero del Tesoro. Per chiarezza occorre dire che il Ministero ha dato ragione a Scaravaggi, sostenendo che era ancora presidente finchè non avesse dato le dimissioni scritte e per questo motivo, perchè oggi Scaravaggi ha dato le dimissioni, da oggi devono trascorrere 10 giorni per la nomina del nuovo presidente. Il Ministero ha dato ragione a Scaravaggi non ai sindaci del collegio”. 

Milena Tibaldi Montenz ha spiegato come il clima sia migliorato durante la seduta. “Non è mai stato così sereno e costruttivo, ci sono stati un paio di attimi di tensione ma era fisiologico. Ho ammirato il nostro presidente Scaravaggi perchè è stato straordinario, ha fatto il presidente come avrebbe potuto farlo anche prima. I media vanno sul sensazionalismo, ma per quanto riguarda il discorso investimenti e bilanci, io non ho votato l’ultimo bilancio e quindi qualche perplessità ce l’ho, e in parte ne ho già dato motivazione.

Non siamo una banca e non siamo una multinazionale e gli investimenti devono essere funzionali alle erogazioni, senza dubbio. Alcune cose sono state travisate e semplificate, mi è spiaciuto che non sia mai risaltato quello che è il vero ruolo della Fondazione e che nonostante i difetti che ci sono stati, non è stato disatteso. Si sono fatte cose che si dovevano fare, la funzione della Fondazione non deve essere messa in discussione, il resto sono gli esseri umani. Scaravaggi ha riscosso 10 minuti di applausi, ha portato alcune note positive, lui non è certo l’uomo dei numeri, ma di certo l’uomo del cuore e dell’umanità e i problemi del sociale e del welfare gli ha molto presenti. A me dispiace molto che non sia più presidente”.

LA POSIZIONE DI VIGEVANO –  Interviene anche Pietro Giorgis, uno dei consiglieri in quota Vigevano. “Vigevano sta alla finestra, sono problemi di Piacenza – dice -. Tutto quello che è venuto fuori ad adesso riguarda Piacenza. Forse Vigevano è sempre stata un’isola felice, anche se è stata determinante. Non vogliamo più essere determinanti, vogliamo che sia Piacenza a decidere, anche per quanto riguarda il nuovo presidente. Il nostro candidato per il consiglio di amministrazione è Renzo De Candia (vice presidente uscente, ndr), nei suoi confronti nessuno ha mosso appunti e si è sempre mosso per il bene della Fondazione. Fa onore a tutti i membri del consiglio di amministrazione aver fatto questo passaggio (le dimissioni, ndr). Scaravaggi ha voluto fare così, aveva tante soluzioni forse per rimanere presidente, è andata così. Adesso vediamo cosa accadrà a settembre con il nuovo presidente, spero espressione di Piacenza a tutti gli effetti”. 

—-

Ricordiamo che all’ordine del giorno della convocazione odierna c’erano l’approvazione dei verbali, la revoca del consiglio di amministrazione in carica, la ratifica delle dimissioni del presidente Francesco Scaravaggi, e la nomina del nuovo presidente (con la candidatura unica “di garanzia” individuata dalle istituzioni locali di Massimo Toscani, presidente del collegio notarile). 

Ma sulla riunione hanno pesato anche le comunicazioni arrivate nei giorni scorsi dal Ministero dell’Economia che vuole vederci chiaro sulla situazione patrimoniale della Fondazione di Piacenza e Vigevano e pone alcune questioni procedurali relative alla convocazione odierna del consiglio generale.  

Il Ministero ha scritto in via S. Eufemia anche per chiedere una serie di informazioni e chiarimenti su tutta una serie di operazioni finanziarie realizzate dall’ente negli anni passati: sono quelle operazioni di cui parlano le cronache nazionali del Corriere e L’Espresso e che hanno comportato l’acquisto di titoli strutturati e derivati, ora “in pancia” all’ente.

Il Ministero e la sua autorità di vigilanza vogliono in particolare approfondire se tali operazioni rispondano ai criteri prudenziali iscritti nello statuto della Fondazione e alla sua natura senza fini di lucro. 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.