Mcl e Acli, il 15 agosto preghiera per i cristiani perseguitati

Il movimento cristiano lavoratori di Piacenza aderisce all’ iniziativa della Cei che ha promosso per il 15 agosto nella solennità della Beata Vergine Maria una giornata di preghiera per i cristiani perseguitati nel mondo.

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Il movimento cristiano lavoratori di Piacenza aderisce all’ iniziativa della Cei che ha promosso per il 15 agosto nella solennità della Beata Vergine Maria una giornata di preghiera per i cristiani perseguitati nel mondo. 

“In Iraq, Nigeria, Pakistan, Siria e Eritrea i cristiani sono perseguitati, cacciati dalle loro case, emarginati e uccisi; le loro chiese sono profanate e distrutte da gruppi terroristici integralisti – scrive una nota della sezione piacentina di Mcl -. Come movimento di testimonianza evangelica non possiamo girarci dall’altra parte mentre vengono distrutti valori che hanno forgiato tutto l’occidente. I governanti europei non possono navigare nell’ indifferenza e nella paura: un’Europa indifferente, le cui fonti spirituali si vanno inaridendo, non è l’Europa voluta sia dai suoi padri fondatori sia dal nostro movimento”.

Ancora: “Sognamo un’Europa che riprenda coraggio verso la difesa e le radici cristiane, che non sia concentrata a pensare solo a rigore e flessibilità”.

“A fronte di tutto ciò – chiosa – invitiamo i nostri iscritti e simpatizzanti a raccogliersi in preghiera, il 15 agosto nel corso delle varie celebrazioni eucaristiche, per tutti i cristiani perseguitati nel mondo”. 

Acli: “Le attuali persecuzioni dei cristiani frutto delle guerre sbagliate in Medio Oriente”

Le Acli aderiscono alla giornata di preghiera indetta dalla Presidenza della Conferenza episcopale italiana il 15 agosto prossimo, solennità dell’Assunzione, per i cristiani perseguitati e sostengono l’invito contenuto nel messaggio della Presidenza Cei “Noi non possiamo tacere”, a infrangere il muro dell’indifferenza sui gravissimi avvenimenti in corso in Medio Oriente ed in Africa.

Come Associazione di laici cristiani le Acli si sentono coinvolte a confrontarsi con la comprensione dei complessi processi in corso. Per questo condividiamo i toni molto duri dell’appello che il messaggio della Presidenza Cei rivolge all’Europa; “distratta ed indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani”.

“L’Occidente non può continuare a volgere lo sguardo altrove”, chiede opportunamente il messaggio della presidenza Cei. Nello stesso tempo crediamo vada ricordato che se oggi assistiamo ad un autentico Calvario che accomuna i battezzati in Paesi come l’Iraq, ma senza dimenticare la Libia, la Nigeria e le zone della Siria non controllate dal governo di Damasco, questo succede perché l’Occidente si è occupato male di questi Paesi, finendo per favorire nei fatti la disgregazione della statualità e la strategia del caos.

Dobbiamo anche fare autocritica per come i cristiani impegnati in politica abbiano sottovalutato tali, prevedibilissimi esiti, e se lo scorso anno la posizione dell’Italia è risultata determinante nello scongiurare l’attacco alla Siria, ci si deve chiedere se si è fatto abbastanza in questi anni per impedire che la rimozione dei tiranni, a Tripoli come a Baghdad avvenisse con le bombe e l’uccisione di molti civili anziché con mezzi di persuasione politica.

L’attuale persecuzione dei cristiani nelle suddette aree di crisi appare come un tassello di una strategia più ampia che segna il graduale passaggio dalle guerre combattute dagli eserciti degli stati alle guerre non convenzionali condotte da milizie armate irregolari, capaci dei crimini più atroci, finanziate da centri di potere esterni, di cui è un terribile esempio in Iraq la forza, acquisita quasi all’improvviso dall’Isis che ha proclamato un improbabile Califfato, potenzialmente in grado di aumentare la tensione in tutta l’Asia e l’Africa, nei Paesi con una significativa componente musulmana, di scatenare nuove persecuzioni sui cristiani, e di ridare fiato ai fautori dello scontro di civiltà.

Impedire la realizzazione di un simile progetto è la sfida politica che fa oggi da presupposto all’attenuazione ed alla cessazione delle persecuzioni del cristiani del mondo. Vale anche per l’Occidente l’auspicio formulato da papa Francesco all’Angelus del 27 luglio scorso, che “non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso”.

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