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Morbillo, più colpita la fascia 25-39 anni. Dieci casi a Piacenza nel 2014

Continua la battaglia per l’eliminazione del morbillo in Emilia-Romagna: i dati relativi ai primi cinque mesi del 2014 spingono infatti la Regione a insistere sulla "necessità di rafforzare la prevenzione"

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La battaglia per l’eliminazione del morbillo in Emilia-Romagna è ancora lontana dall’essere vinta: i dati relativi ai primi cinque mesi del 2014 spingono infatti la Regione a insistere sulla “necessità di rafforzare l’impegno di prevenzione nei confronti di questa malattia”. Oltre ai casi censiti ci sono stati anche 40 ricoveri, due persone con problemi visivi permanenti, 21 focolai epidemici di cui cinque in ospedale (uno perfino in un reparto di oncoematologia pediatrica). Fatto sta che anche il 2014, come 2010, 2011 e il 2013 si delinea come anno di ondata epidemica per questa malattia.

Nei primi cinque mesi del 2014 è soprattutto su Bologna che si concentra la presenza di morbillo con il 63% dei casi (confermati, probabili e possibili) e una incidenza di 10,1 casi ogni 100.000 abitanti. In dettaglio, si tratta di 98 segnalazioni, 74 confermate, tre probabili e 11 possibili. Nelle altre province, Piacenza conta 10 segnalazioni tutte confermate; Parma quattro e due conferme; un caso possibile a Reggio Emilia; a Modena sette segnalazioni, due confermate, tre probabili e due possibili. Imola e Cesena risultano `immuni´ mentre a Ferrara ci sono due segnalazioni e una conferma, a Ravenna sette (tre confermate e quattro possibili); a Forli’ un solo caso confermato. Infine, Rimini: 27 segnalazioni, 21 conferme, due casi probabili. L’andamento temporale dei casi in Emilia-Romagna a partire dal 2008 evidenzia poi una maggiore concentrazione nei primi mesi dell’anno, con un picco a primavera e un calo estivo.

Da gennaio a maggio si sono contati 157 casi sospetti di morbillo, 114 (72,6%) confermati, otto probabili, 18 possibili per un totale di 140 (17 sono stati `scartati´). Il che vuol dire che il tasso di incidenza di morbillo, nei primi cinque mesi del 2014, è di 3,1 casi per 100.000 abitanti e «supera il valore soglia definito per l’eliminazione del morbillo di 0,1 casi l’anno per 100.000 abitanti e dimostra dunque la necessità di rafforzare l’impegno di prevenzione nei confronti di questa malattia», si legge nella relazione della Regione. Negli anni la diffusione della vaccinazione ha «ridotto drasticamente i casi di morbillo» e nel biennio 2004-2005 il tasso di incidenza era sceso sotto lo 0,1 per 100.000 abitanti «facendo sperare in una possibile eliminazione del morbillo, ma- avverte ancora la Regione- negli anni successivi si è assistito ad un nuovo incremento del numero di casi con un picco nel corso del 2008, ad una notevole flessione dei casi nel 2009 e a nuove ondate epidemiche nel 2010, 2011, 2013 e nell’anno in corso».

Ma chi `prende´ il morbillo oggi? Il 42,9% dei casi (60) riguarda la fascia 25-39 anni, un quarto (35) i giovani under 25, «mentre pochi sono i casi tra i bambini (11 con meno di quattro anni, e cinque sotto l’anno) e gli adulti over 40. Il 51,4% dei casi riguarda le donne. Ma soprattutto: il 94,3% dei casi (confermati, probabili e possibili) non risulta vaccinato. Il rapporto della Regione segnala poi 40 casi, tutti confermati, di ricoveri in malattie infettive, pediatria, medicina generale e pneumologia, 16 pazienti con complicanze e quattro con «quadri clinici particolarmente complessi».

Sono guariti tutti tranne due uomini di 25 e 31 anni che, in seguito a cherato-congiuntivite, hanno riportato problemi visivi permanenti. Gli accessi al Pronto soccorso sono stati 65. Lo studio evidenzia anche che dei 140 casi, l’86,4% riguarda residenti in Emilia-Romagna, gli altri arrivano da Sicilia, Campania, Puglia e Marche. «Non vi sono persone immigrate da altri Paesi». E solo un caso è «importato»: un morbillo contratto molto probabilmente in un viaggio in Etiopia. (fonte: Dire)

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