Omicidio di Milano, brutale accanimento sulla vittima. Dalle Novate: “Innocenti” foto

I due piacentini si trovano al carcere delle Novate. Mentre uno avrebbe scelto la via del silenzio l’altro avrebbe rigettato le accuse chiamando in causa un terzo uomo quale autore materiale dell’omicidio

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Aggiornamento 10 agosto. Sono sempre più agghiaccianti i dettagli che emergono dalle indagini sull’omicidio di Adriano Manesco.

Lunedì il medico legale, incaricato dalle procure di Milano e Piacenza, effettuerà un esame approfondito sui resti dell’uomo. Secondo una nota Ansa pare che il trattamento al corpo dell’ex docente sia stato quanto mai brutale: per renderlo difficilmente identificabile, nascondendo le impronte digitali, pare che gli siano stati abrasi i polpastrelli. Testa e mani decapitate ed anche visceri estratti: questo l’accanimento per farlo entrare nella valigia.

Paolo Grassi, 30 anni, nato a Codogno e residente nel quartiere Besurica di Piacenza, e di Gianluca Civardi, 31 anni, di Fiorenzuola D’Arda, sono ora in carcere alle Novate. Martedì si terrà l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip Elena Stoppini.

Mentre Grassi avrebbe scelto la via del silenzio, Civardi avrebbe rigettato le accuse chiamando in causa un terzo uomo quale autore materiale dell’omicidio. Omicidio che sarebbe, comunque, avvenuto mentre erano a casa del docente a parlare di affari, in specifico dell’apertura di una loro attività commerciale in Thailandia. I due, secondo il racconto, sarebbero stati costretti dall’uomo, di carnagione scura, ad aiutarlo a portare, in taxi, la valigia a Lodi; quest’ultimo li avrebbe seguiti, a distanza, con la sua autovettura.

“Ci era stato offerto un the – spiegava Civardi, nell’interrogatorio, ripercorrendo i drammatici attimi di quella sera – faceva caldo e ci siamo tolti le camicie, a quel punto non ho capito più nulla, forse il the era stato drogato”. “Per paura, o forse per colpa di quel the – ha spiegato agli investigatori sul perchè abbiano obbedito all’uomo da lui indicato come l’assassino – non capivo più niente”.

Tante le lacune nel racconto. Tanta i dettagli confusi. Molte domande attendono ancora una spiegazione: dalla “casa del mistero” che il docente aveva preso in affitto al Capitolo a quelle di natura economica. Sembra, infatti, che un ingente flusso di denaro sia passato dal conto di Manesco a quello dei due giovani.

Aggiornamento 9 agosto.
Iniziano ad emergere nuovi particolari sull’omicidio dell’ex professore universitario di Milano, che ha una drammatica pagina piacentina. Presso la Questura di Piacenza sono stati infatti interrogati i due trentenni accusati di essere i responsabili del tragico delitto.

Il Tg3 della Rai delle ore 14 ha comunicato l’identità dei due, si tratta di Paolo Grassi, 30 anni, nato a Codogno e residente nel quartiere Besurica di Piacenza, e di Gianluca Civardi, 31 anni, di Fiorenzuola D’Arda.

La coppia è stata fermata in via Nasalli Rocca nella notte tra giovedì e venerdì, dopo una denuncia partita da un cittadino che li aveva notati cambiarsi in strada e gettare in un cassonetto gli abiti sporchi di sangue. Sull’auto sarebbero stati ritrovati una pistola giocattolo, uno storditore elettrico, i passamontagna e il computer portatile del professore.

Il professore, secondo fonti investigative della Questura di Milano, è stato assassinato e fatto a pezzi nella sua abitazione di via Settembrini 41 a Milano. L’appartamento è stato ritrovato, però, relativamente pulito, con poche macchie di sangue, tanto che l’ipotesi è che gli assassini l’abbiano ripulito prima di trafugare ciò che rimaneva del cadavere.

I due piacentini, che hanno indicato alle forze dell’ordine dove rinvenire il trolley, si trovano in stato di fermo. L’udienza di convalida è prevista martedì. Lunedì sui resti del corpo del professor Manesco è prevista l’autopsia. A curarla sarà il medico legale Luisa Andrello, coadiuvata dai tecnici Carlo Torregiani e Viola Lamberti.

Gli inquirenti sono al lavoro per cercare di stabilire il movente dell’omicidio: sembra, infatti, che i due giovani ed il docente si conoscessero da qualche tempo.


La notizia di venerdì 8 agosto. Un cadavere fatto a pezzi ed occultato in una valigia. Questo il macabro ritrovamento fatto oggi dalla polizia scientifica in un cassonetto di via Gandini, a pochi metri dalla stazione di Lodi.

Gli uomini della polizia hanno lavorato incessantemente oggi pomeriggio per verificare quanto emerso in un interrogatorio avvenuto nella questura di Piacenza. Sembra infatti che, nella notte tra giovedì e venerdì, due trentenni piacentini siano stati sorpresi nella nostra città mentre si liberavano, in un cassonetto di via Nasalli Rocca, di indumenti macchiati di sangue. I due in auto avevano anche un telo di plastica, dei coltelli, uno storditore elettrico, dei passamontagna, una pistola giocattolo ed il computer portatile dell’uomo trovato morto (che gli inquirenti stanno analizzando).

Portati in Questura, hanno consentito alla polizia di trovare il cadavere. La vittima è il milanese Adriano Manesco, 77 anni, ex professore universitario di Estetica a Verona e di Geografia alla Statale di Milano, sulla cui scomparsa era stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Milano.

“Adriano Manesco – scrive il sito dell’Ansa – era un compagno di classe di Silvio Berlusconi al liceo classico dei salesiani di via Copernico, a Milano. Lo raccontano i vicini di casa dell’uomo. Manesco era l’unico della classe a non partecipare ai ritrovi organizzati tra gli ex liceali giunti alla maturità nel 1955”.

“Riservato, e molto educato” – continua Ansa – Così i vicini di casa, in via Settembrini, a Milano, a ridosso della stazione ferroviaria, descrivono l’uomo ucciso. “Abitava qui da 50 anni – racconta un vicino che vive al terzo piano mentre la vittima viveva al quarto, in un appartamento ampio, come sono le case milanesi di tanto tempo fa -. Raramente vedevo qualcuno che veniva a trovarlo”, prosegue l’uomo. Manesco, che di solito vestiva in modo casual, camicia e jeans, aveva sempre con sé il suo zainetto quando usciva, ed era molto metodico tanto è vero che, puntualmente, ogni sabato pranzava in un vicino ristorante cino-giapponese”.

L’omicidio sembra sia avvenuto proprio a Milano e solo in un secondo tempo il corpo sarebbe stato spostato a Lodi. Sul posto del macabro ritrovamento gli agenti della polizia scientifica, gli agenti della questura di Lodi insieme ai colleghi delle squadre mobili di Piacenza e Milano, il pm Antonio Colonna della procura di Piacenza.

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