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As.so.fa in ritiro alla Bellotta con due operatori del Sermig

Come ogni settembre la grande famiglia As.So.Fa. di Piacenza si è ritrovata per due giorni di ritiro. Tra il 6 e il 7 del mese volontari, famigliari e operatori si sono dati appuntamento alla Bellotta

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Come ogni settembre la grande famiglia As.So.Fa. di Piacenza si è ritrovata per due giorni di ritiro. Tra il 6 e il 7 del mese volontari, famigliari e operatori si sono dati appuntamento alla Bellotta insieme a ospiti speciali, due membri della Fraternità della Speranza del Ser.Mi.G. (Servizio Missionario Giovani) di Torino, il movimento fondato negli anni ’60 da Ernesto Olivero.

Spiega Silvia Casaroli musicarterapeuta, da anni in servizio all’As.So.Fa:” Ci siamo incontrati in questi due giorni alla Bellotta perchè vogliamo continuare a camminare insieme nella stessa direzione per mano ai nostri amici con handicap e alle loro famiglie. E’ un’esperienza impegnativa, una due giorni intensa perchè gli argomenti toccati e le testimonianze sono davvero forti e ci interrogano da vicino.”

La testimonianza di Claudio ha descritto come una grande storia possa nascere e svilupparsi da persone semplici, grazie alla preghiera e alla meditazione della Parola.
Il Ser.Mi.G. è un frutto del Concilio Vaticano II. La Chiesa italiana stava riscoprendo la bellezza della Parola di Dio e il laicato iniziava ad avere un ruolo attivo nella vita a religiosa. A Torino un gruppo di giovani si dava da fare per sconfiggere la fame del mondo.

Dopo cinquant’anni il gruppetto di giovani senza nemmeno una sede fissa o una parrocchia di riferimento ha restaurato il vecchio Regio Arsenale di Torino facendone un luogo di pace e un punto di riferimento per senzatetto, migranti e giovani, e aperto un Arsenale dell’Incontro a Madaba in Giordania, un Arsenale della Speranza a San Paolo in Brasile. Le famiglie sono aumentate e sono state affiancate da monaci e monache consacrati.

Alice Faimali giovane volontaria è rimasta molto colpita dall’incontro: “E’ molto bello come sono riusciti a realizzare un progetto così grande… partendo da un concetto così piccolo”.
La storia del Ser.Mi.G. è stata uno stimolo per riflettere sulla storia dell’As.So.Fa, sul ruolo delle famiglie e l’importanza del volontariato. Dall’esperienza del Ser.Mi.G. sono nate tante esperienze pionieristiche come le prime cooperative di reinserimento dei detenuti, gli esperimenti d’integrazione dei bambini dei quartieri periferici di Torino, gli asili multietnici, questo unendo la capacità creativa di sperimentazione del volontariato con la stabilità del lavoro dipendente.

Dopo i primi incerti anni come volontari capirono, infatti, che per alcuni di loro l’impegno sociale doveva diventare una scelta di vita e furono quindi assunti nelle realtà che germogliavano dal Ser.Mi.G. come cooperative sociali, fondazioni ma anche SPA.

Questo è un aspetto che tocca l’As.So.Fa. da vicino. Anche l’As.So.Fa. è partita come gruppo laico di famiglie e volontari senza una sede fissa con il solo obiettivo di occupare il tempo libero dei ragazzi disabili. Ora comprende una casa famiglia, la Scuola dell’Autonomia, il Centro Socio Occupazionale, le attività sportive, la Messa animata, momenti di festa e vacanza e ora anche un progetto sperimentale di orchestra integrata. Tutto questo vive grazie alla sinergia di volontari, famigliari e operatori.

Silvia Casaroli sintetizza così l’incontro con il Ser.Mi.G.: “La testimonianza del Ser.Mi.G. secondo me è riassunta dalla frase che è nel cortile del loro arsenale della pace: “La bontà è disarmante”. Siamo tornati a casa cambiati, disarmati dalla bontà? Speriamo di si e speriamo soprattutto di continuare a testimoniare la ricchezza nella diversità!”

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