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Azzardo online, Bper blocca 480mila carte. A Piacenza 141 in cura 

Da segnalare l’iniziativa della Bper, la banca popolare dell’Emilia Romagna, che ha deciso di dare un “segnale educativo” bloccando le 480.000 carte di credito del gruppo dalle operazioni di pagamento presso esercizi o siti internet 

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L’aumento della diffusione in Emilia Romagna e a Piacenza della dipendenza patologica da gioco d’azzardo è stato spesso al centro delle cronache giornalistiche. Secondo i dati regionali i giocatori in carico ai servizi dipendenze patologiche in Emilia-Romagna sono passati dal 2010 al 2013 da 354 a 785, registrando una variazione percentuale del 121,8%.

A Piacenza si è passati da 56 a ben 141 casi in cura, a Modena da 61 a 128, Reggio Emilia, la città che per prima si è attrezzata per la cura delle dipendenze patologiche e dove si trova tra l’altro “Pluto” la prima comunità di recupero specifica per questo tipo di problema, ha registrato dal 2010 al 2013 un salto da 11 giocatori in carico a 64; a Parma da 47 a 101, Bologna da 27 a 85 (cui si somma però nella stessa provincia Imola da 20 a 39); Ferrara da 44 a 81; Ravenna da 10 a 31; Forlì da 20 a 28; Cesena da 18 a 43; Rimini da 40 a 44.

In questo quadro non certo confortante, da segnalare l’iniziativa della Bper, la banca popolare dell’Emilia Romagna, che ha deciso di dare un “segnale educativo” bloccando le 480.000 carte di credito del gruppo dalle operazioni di pagamento presso esercizi o siti internet classificati nella categoria commerciale gambling (gioco d’azzardo), con l’eccezione di alcune decine di carte di credito black (riservate a clienti facoltosi).

Secondo Andrea Cavazzoli, responsabile della responsabilità sociale d’impresa di Banca Popolare dell’Emilia-romagna, “Qualsiasi azienda ha interesse a operare in una comunità sana e non in una dominata da degrado e illegalità rispetto al gioco d’azzardo non abbiamo adottato un atteggiamento di condanna verso i giocatori o verso chi opera nel settore, ma di contrasto della sua patologia perchè può avere conseguenze gravi per il giocatore e per chi gli vive accanto”. 

Ha spiegato così la scelta di interessarsi di gioco d’azzardo, un settore che in italia ha un peso rilevante: è il primo paese al mondo per numero di slot machine (una ogni 150 abitanti).

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