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Biciclettata di Legambiente a Gossolengo “Limitare i danni del progetto del Consorzio” foto

Tanti i Piacentini alla biciclettata organizzata da Legambiente Piacenza , in soli tre giorni, per mostrare ai cittadini interessati, la parte dei lavori già svolti dal Consorzio di Bonifica Piacenza 
sul Rio Comune e per richiamare l’attenzione dell’Amministrazione di Gossolengo su ciò che è ancora possibile fare per impedire gli impatti più gravi del progetto che cementificherà una parte del Canale e taglierà tutta la bellissima siepe che lo scherma.

Sos Rio Comune a Gossolengo: salvate gli alberi! Comunicato stampa di Legambiente Piacenza
 
Tanti i Piacentini alla biciclettata organizzata da Legambiente Piacenza , in soli tre giorni, per mostrare ai cittadini interessati, la parte dei lavori già svolti dal Consorzio di Bonifica Piacenza sul Rio Comune e per richiamare l’attenzione dell’Amministrazione di Gossolengo su ciò che è ancora possibile fare per impedire gli impatti più gravi del progetto che cementificherà una parte del Canale e taglierà tutta la bellissima siepe che lo scherma.
 
Domenica mattina tantissime biciclette hanno percorso dalla Besurica la pista ciclabile fino a Gossolengo ed al Mulino Tre Ruote , con varie soste fatte per spiegare il progetto e mostrare le 
varie criticità sia all’interno del paese sia all’esterno.
 
In Paese , vicino alla nuova lottizzazione che confina con la tangenziale, i partecipanti hanno potuto osservare il tratto del rio Comune che verrà a breve sbancato dalle ditte incaricate dal Consorzio di Bonifica per procedere alla completa cementificazione, con grave danno per la vegetazione esistente – che verrà completamente rimossa – e per l’habitat naturale che nel corso del tempo si è formato.
 
La biciclettata è terminata nei pressi del Mulino Tre Ruote dove è stato possibile osservare il lungo tratto del Canale già cementificato e privato di tutta la vegetazione nella primavera scorsa, con incomprensibili pareti alte più di 2 metri per canali che contengono un livello di acqua di circa 80 centimetri, nelle fasi di maggiore afflusso, e che possono tra l’altro rappresentare un serio pericolo per chi inavvertitamente dovesse cadervi dentro.

E’ stato soprattutto mostrato il filare lungo alcune centinaia di metri, che verrà totalmente tagliato dal Consorzio nei prossimi giorni, composto da pioppi, robinie e querce, con grande sconcerto di tutti i partecipanti , dal momento che questi alberi nobili e meno nobili rappresentano una ricchezza naturale ed ambientale molto importante. E’ stato anche appeso uno striscione nero con la scritta” Canali morti per Cemento”.

 
Di fronte ad un progetto autorizzato da una vecchia conferenza dei servizi del 2004 e mai passato in valutazione di impatto ambientale , che usa 10 milioni di fondi pubblici per effettuare opere 
di grande impatto ambientale su meravigliosi canali storici, opere che avrebbero potuto essere effettuate con modalità molto diverse ed improntate all’ingegneria naturalistica, l’appello di Legambiente, a nome dei tanti partecipanti alla biciclettata e di tutti i Piacentini allarmati per questo intervento che hanno chiamato Legambiente e scritto, al Comune di Gossolengo ed al Consorzio è quello di :
 
• Salvare il maggior numero di alberi ad eccezione di quelli effettivamente pericolosi per la loro instabilità
 
• Aprire un gruppo di lavoro fra cittadini , esperti, associazioni, Comune di Gossolengo e Consorzio di bonifica per studiare azioni di compensazione, ripristinando il filare di alberi rimossi e mettendo a sistema le rive dei canali ma anche tutti i reliquati della vecchia strada provinciale nei pressi del paese.
 
• Evitare di cementificare almeno quella porzione di canali interni al paese che vanno da via 25 Aprile fino al ponticello per l’area di educazione stradale, studiando un progetto di rivalutazione della via d’acqua interna al paese .
 
Alla Regione invece l’associazione chiede di rendere prescrittive le linee guida già elaborate per la riqualificazione dei canali e – come abbiamo chiesto infinite volte – procedere ad una revisione 
della legge urbanistica imponendo delle regole stringenti per la tutela del paesaggio e della rete ecologica.
 
E’ partito il “contratto di fiume Trebbia”; questa è l’occasione di farlo funzionare.

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