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Campanella per oltre 35mila studenti piacentini. I saluti di Dosi e Trespidi foto

Addio vacanze, si torna a scuola. Da oggi in tutta la regione Emilia-Romagna  riprenderanno le lezioni per 35.233 studenti nel Piacentino: 4.578 nelle scuole d’infanzia, 11.851 alle elementari, 7.320 alle medie e 11.484 alle superiori.

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Piacenza – Addio vacanze, si torna a scuola. Da oggi in tutta la regione Emilia-Romagna  riprenderanno le lezioni per 35.233 studenti nel Piacentino: 4.578 nelle scuole d’infanzia, 11.851 alle elementari, 7.320 alle medie e 11.484 alle superiori.

Il saluto del sindaco di Piacenza Paolo Dosi per il primo giorno di scuola.

Cari ragazzi,
oggi per molti di voi è il primo giorno di scuola, per i più piccoli l’inizio di una nuova fase della vita, per gli altri la ripresa di un discorso interrotto soltanto qualche mese fa. E’ una giornata importante perché la scuola rappresenta ancora oggi, nonostante le critiche che questa istituzione subisce di giorno in giorno, un elemento fondante per la formazione dei giovani. La scuola è il luogo in cui si apprende, ci si scambiano esperienze e si socializza; all’insegna della coesione il percorso di partecipazione di tutti alla vita scolastica è un dato che dovrebbe essere scontato. Ma la scuola è soprattutto il luogo dell’apprendimento, in cui molti di voi costruiscono un pezzetto di futuro e di storia e in questo senso, parafrasando le parole di un intellettuale come Roberto Vecchioni, alla scuola chiederei innanzi tutto di insegnare che cosa è bello, di divulgare l’armonia, di spiegare il senso dei valori.

Per quanto riguarda coloro che si apprestano a intraprendere un nuovo viaggio all’interno di questo mondo, sono certo che vi sia la possibilità di crescere e di conoscere nuove storie, un nuovo modi di intendere la vita, ma anche la possibilità di avere come riferimento insegnanti che hanno scelto di essere prima di tutto educatori. Per chi invece è avanti nei corsi di studio è necessaria la giusta applicazione, il desiderio, il bisogno di far proprie nozioni e metodi che possono garantire più cultura, più responsabilità e più conoscenze. Occorre evitare che nella scuola si viva come dentro una specie di capsula senza collegamento con il tempo presente.

A proposito di conoscenze: la consapevolezza che oggi molti di voi abbiano moltissime sollecitazioni che provengono dall’esterno non significa trascurare gli insegnamenti che può e deve dare l’istituzione scolastica. E’ scritto nell’articolo 33 della Costituzione che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” e la scuola ha questo compito favorire una cultura di libertà attraverso lo studio come elemento determinante per la qualità di vita e per una crescita culturale appropriata, perché senza scuola e senza formazione non si va da nessuna parte. E’ un giorno importante per tutti questo: per gli studenti, ma anche per gli insegnanti che quotidianamente hanno il compito non facile non solo di insegnare nozioni, ma anche e soprattutto contenuti di vita ai loro studenti; per i dirigenti scolastici perché la scuola è sempre più azienda e quindi la necessità di far quadrare bilanci senza tralasciare aspetti di carattere scientifico e formativo, rappresenta una responsabilità di fronte alla quale non è più possibile tirarsi indietro.

Ma è anche una giornata importante per i genitori, perché nel corso degli studi dei loro figli abbiano a comprendere che solo una scuola sana e vissuta può racchiudere il segreto di un’educazione qualificata. Per questa ragione, sono convinto che tutti debbano fare il proprio dovere perché la comunità scolastica è espressione diretta di una comunità molto più ampia, nella quale ognuno si trova a vivere, a fare i conti con il presente e il futuro, a capire le difficoltà, i doveri e gli aspetti positivi del nostro Paese, un Paese in cui nulla è facile, è vero, ma dove la scuola non può e non deve perdere la propria centralità. L’augurio è che possiate vivere la scuola, non come obbligo, come prigione mentale, ma come anelito di libertà.

Paolo Dosi
Sindaco di Piacenza

AVVIO ANNO SCOLASTICO: IL SALUTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MASSIMO TRESPIDI

Come ogni anno, in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico che anch’io come professore mi accingo ad iniziare, vorrei rivolgere un saluto e un messaggio di auguri agli studenti, alle loro famiglie, ai docenti, ai dirigenti e a tutto il personale scolastico.

Parlare di scuola da sempre significa parlare del futuro del nostro paese: una riflessione che assume ancora maggior valenza se proiettata nel difficile periodo che l’Italia su più fronti sta attraversando.

Non è possibile né pensabile alcun tipo sviluppo senza cultura: per questo da parte di tutte le istituzioni l’attenzione e la responsabilità verso la scuola devono essere prioritarie. “L’istruzione e la formazione – diceva Nelson Mandela – sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”.

Una volontà che si scontra però quotidianamente con la scarsità di risorse a disposizione di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica; a ciò si somma, nella particolare fase politica che stiamo vivendo, il quadro di forte incertezza per il futuro a seguito dell’imminente riordino istituzionale delle Province.

Nonostante le difficoltà a cui far fronte, l’impegno da parte dell’amministrazione che presiedo a favore del sistema scolastico provinciale non è mai venuto meno: ricordo, guardando solamente agli ultimi mesi, la realizzazione a Castel San Giovanni della nuova palazzina scolastica per gli studenti del Casali, per arrivare più di recente al taglio del nastro della nuova palestra al polo scolastico Mattei di Fiorenzuola, opera importante e attesa da tempo ora a disposizione degli studenti e delle società sportive locali, fino alla prossima inaugurazione della sede che ospiterà presidenza e servizi amministrativi del Centro Provinciale Istruzione Adulti di Piacenza.

Oggi più che mai la nostra società ha necessità di giovani preparati che contribuiscano alla crescita del nostro paese: “Quando avete buttato nel mondo di oggi un ragazzo senza istruzione – ammoniva don Milani – avete buttato in cielo un passerotto senz’ali”.

Per questo motivo dalla scuola, vera e propria comunità educante, devono arrivare l’entusiasmo e la speranza necessari ad affrontare le molteplici sfide che ci attendono e a trasformare le evidenti difficoltà in un momento di crescita e di superamento.

L’alternativa a una scuola noiosa non è una scuola divertente, senza fatica. La vera alternativa è una scuola interessante, cioè una scuola in cui insegnanti e studenti coinvolgano tutto di se stessi in un dialogo e in un confronto educativo dove il docente appassiona i suoi studenti perchè lui per primo vive questa passione educativa per sé e per gli altri.

Per fare questo occorre il contributo di tutti: dal corpo docente, a cui in primo luogo si deve tutto ciò che di buono e positivo si realizza nella scuola, perchè oltre a fornire un solido bagaglio culturale possa aiutare i ragazzi a sviluppare la propria personalità valorizzando il talento di ciascuno, alle istituzioni, senza dimenticare il ruolo delle famiglie: “Non basta mandare i figli a scuola – ricordava Giovanni Leone – bisogna accompagnarli sulla via degli studi, bisogna costruire giorno per giorno in essi la consapevolezza che a scuola si va non per imparare un titolo, ma per prepararsi alla vita”.

Lascio per ultimi gli studenti, a cui va il mio augurio per un anno gioioso e ricco di risultati da raggiungere. Andare a scuola deve avere per voi un valore enorme: penso ai 30 milioni di bambini per i quali, a causa di guerre e crisi umanitarie, non ci sarà nessun “primo giorno” di scuola.

Per questo vi esorto: sappiate sacrificarvi, non smettete mai di nutrire il piacere di scoprire le cose. Non perdete la fiducia, anche in questo momento storico così complicato, di realizzare i vostri desideri e le vostre aspirazioni trasformandoli in progetti concreti; non lasciate che il pessimismo prenda il sopravvento; non pensate che impegnarsi o non impegnarsi sia la stessa cosa. Il primo passo per reagire di fronte alla crisi è fare, sempre con maggior impegno, ciascuno il proprio dovere: da chi ha il compito e la responsabilità di guidare le istituzioni, a chi ogni giorno si reca sul posto di lavoro, a voi nelle aule e sui banchi di scuola.

Buon anno scolastico.

Gli auguri del direttore scolastico regionale dell’Emilia Romagna Stefano Versari

Messaggio di saluto per l’inizio del nuovo anno scolastico 2014/15 agli studenti delle scuole dell’Emilia-Romagna, ai loro genitori, ai docenti, al personale della scuola, ai dirigenti scolastici, 
al personale dell’Ufficio Scolastico Regionale 
 
.. a volte, il futuro cambia rapidamente e totalmente. E non ci resta altro da fare se non scegliere la nostra prossima mossa. 

Possiamo scegliere di avere paura, di restare fermi a tremare, senza muoverci e pensare alla cosa peggiore che potrebbe succedere. 

Oppure possiamo fare un passo in avanti…

Cristina Yang, in Grey’s Anatomy 
 
In inizio di questo nuovo anno scolastico provo la sensazione di essere in un tempo triplo. C’è il “tempo che ritorna”, il tempo ciclico, come quello delle stagioni, in quanto i riti 
dell’inizio di un nuovo anno scolastico sembrano sempre uguali. C’è poi la dimensione del “tempo che non ritorna” perché ogni anno, anche se sembra ripetersi uguale, è diverso: nessuno sarà più nelle condizioni in cui è oggi, questo anno non si ripeterà di nuovo uguale a se stesso. C’è infine la terza dimensione, il “tempo in nuce” cioè che accenna al suo futuro: l’oggi non si esaurisce in sé ma preannuncia e serve a gettare le basi del futuro, di quello che sarà domani e dopo. Questo è il tempo che mi interessa. 
 
E’ quest’ultimo il tempo che vorrei percepisse ognuno di voi che torna a scuola, non la routine di un altro anno che inizia (con le sue seccature, i compagni oppure i professori oppure i colleghi simpatici/antipatici, i compiti, le interrogazioni, le correzioni…). Vorrei che ciascuno varcando la porta della scuola portasse con sé la consapevolezza di essere un creatore di futuro. Creatore del proprio personale futuro e del futuro di tutti. 
 
Essere creatori di futuro non è facoltativo, è inevitabile. Dobbiamo solo decidere quale futuro creare. Anche chi non fa nulla crea un futuro. Se non ci adoperiamo, il futuro che viene è meno bello, oppure non è bello per niente. Non esiste situazione della realtà che non presenti complessità, difficoltà, limiti. Ma non ci sono problemi di cui non si possa almeno tentare una soluzione. Ricordando che talvolta i problemi che paiono insolubili sono solo problemi mal posti. 
 
Grey’s Anatomy è un medical drama, una serie televisiva statunitense prodotta dal 2005. 
 
Uno dei personaggi, Cristina Yang, in una delle puntate del serial afferma: “A volte, il futuro cambia rapidamente e totalmente. E non ci resta altro da fare se non scegliere la nostra prossima mossa. Possiamo scegliere di avere paura, di restare fermi a tremare, senza muoverci e pensare alla cosa peggiore che potrebbe succedere. Oppure possiamo fare un passo in avanti, nell’ignoto, con il solo pensiero che quello che accadrà, sarà fantastico”. 
 
L’affermazione è in “american style”, ma nella sostanza vera. Ci sono punti di forza e punti di debolezza in ciascuno di noi ed in ogni situazione. Ogni rischio porta con sé una o molte possibilità ed opportunità. Il punto è decidere di affrontare il rischio, cioè di fare il passo avanti. 
 
Per scegliere dove si vuole andare serve la convinzione che ci sia un posto dove andare e che, soprattutto, questo “posto” verso cui andare, che si chiama futuro, può essere pieno di senso per ciascuno di noi. La speranza altro non è che questo, la consapevolezza che c’è un luogo per me verso cui andare. Per questo è colposa ogni impostazione educativa che distrugga la speranza, perché alimenta lo smarrimento e la sfiducia. Come gli antichi navigatori, su fragili gusci di noce, sfidarono gli oceani pur convinti che vi abitassero mostri sconosciuti, perché avevano l’orgoglioso convincimento che, se un mostro si fosse presentato, lo avrebbero affrontato. 
 
Il mio augurio in questo anno scolastico che inizia è quindi: a ognuno di voi studenti, di vivere la vita adoperandovi per capire dalla vostra realtà attuale come si potrebbe modellare il vostro futuro; con l’esercizio della pazienza, la guida di quegli adulti che vi paiono più significativi e l’aiuto degli amici con cui meglio camminate; ad ognuno di voi docenti e personale della scuola e genitori, di essere capaci di fornire la conoscenza dei mari, dei cieli e dei venti, che sono, uscendo di metafora, i punti cardinali di ogni vita: aiutare a conoscere per riconoscere il bene e il male, il rispetto per la vita e la dignità delle persone, l’uso responsabile delle risorse. 
 
E, a proposito … non c’erano mostri al di là dei confini dei mari conosciuti, soltanto l’immensità degli oceani e il canto delle balene. 
 
Buon lavoro a tutti voi studenti e genitori, docenti, personale della scuola e Dirigenti Scolastici, personale dell’Ufficio Scolastico Regionale. 
 
Stefano Versari, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna

Gli auguri del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Piacenza agli studenti piacentini

L’inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un momento di gioia e di apprensione allo stesso tempo.
 
Di gioia, perchè ci si ritrova tutti, adulti e bambini, dopo un tempo nel quale ognuno ha vissuto esperienze estive diverse tra loro. Per molti ragazzi il primo giorno di scuola è anche l’occasione per conoscere nuovi ambienti e persone. Penso in particolare ai remigini che entrano a sei anni nella scuola primaria.
 
Il suono della prima campanella è quindi per tutti esperienza di incontro e di relazioni che si rinnovano.
 
Di apprensione, perché la frequenza scolastica richiede ad ogni studente di misurarsi con compiti e impegni che richiedono studio, applicazione e naturalmente il superamento di ostacoli. La scuola, in ogni caso, resta nel nostro Paese uno spazio nel quale tutti si incontrano, costruiscono amicizie e sperimentano i fondamentali legami di una cittadinanza democratica e aperta alle diversità culturali e personali.
 
Il 2014-2015 si preannuncia come un anno ricco di grandi cambiamenti, soprattutto per gli insegnanti e per la scuola italiana in generale. Molti docenti potranno pensare ad un futuro più sicuro e certo e le scuole avranno la possibilità di offrire un servizio in grado di andare incontro alle esigenze di ogni alunno.
 
Potrebbe essere questo un anno di passaggio verso un periodo di stabilità e consolidamento delle tante cose positive che il nostro sistema d’istruzione sta realizzando.
 
A tutti, dirigenti, docenti, personale amministrativo ed, in particolare, agli alunni e ai loro genitori  va il mio sincero “in bocca al lupo”.
 
 IL DIRIGENTE

 Luciano Rondanini

Inaugurazione nuovo anno scolastico: ?Iren presenta i progetti educativi per le scuole emiliane.

Nelle scuole dell’Emilia-Romagna si ritorna sui banchi di scuola. In occasione dell’avvio delle lezioni la Regione Emilia-Romagna e l’Ufficio Scolastico Regionale hanno organizzato a Reggio Emilia, presso l’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci”, un evento trasmesso in diretta web a tutte le suole della regione per augurare ai docenti e agli studenti un buon anno scolastico. All’incontro hanno partecipato Patrizio Bianchi, Assessore regionale alla Scuola, Stefano Versari, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, Francesco Profumo, Presidente del Gruppo Iren.

L’evento è stato anche l’occasione per richiamare l’attenzione su alcuni temi importanti per il futuro della scuola e per testimoniare come l’attenzione delle imprese del territorio verso la comunità si traduca in progetti concreti e proficui come “Edu.Iren” e “Scuole in Rete”, iniziative promosse e finanziate dal Gruppo Iren per potenziare l’offerta formativa scolastica.

“Pensiamo che la Scuola – ha sottolineato il Presidente di Iren, Francesco Profumo – debba essere aperta ad una relazione costante con il territorio. Le aziende come Iren hanno una responsabilità in questa relazione. Investire nelle infrastrutture e nei contenuti per la formazione delle nuove generazioni significa contribuire a costruire una scuola più moderna e cittadini più consapevoli”.

“Edu.Iren” è il catalogo delle proposte didattiche gratuite che il Gruppo Iren offre, da oltre 20 anni, al mondo scolastico per affermare la cultura della sostenibilità. Le tematiche su cui si concentrano le attività educative riguardano: il ciclo idrico integrato, l’energia, il ciclo integrato dei rifiuti, la sostenibilità. Le proposte educative sono tarate per i differenti target con linguaggi, personale e approcci differenti. Nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia “Edu.Iren” coinvolge ogni anno più di 35.000 studenti e 1.500 docenti.

“Scuole in rete” è il progetto che rende disponibili alle scuole Secondarie di primo grado del territorio reggiano connessioni a banda larga per utilizzare la rete come strumento didattico e per creare un network permanente che offra l’opportunità alle Scuole di dialogare, condividere e costruire un patrimonio di sapere comune.
51 sedi di Scuola Secondaria di Primo Grado sono state collegate per consentire un accesso più veloce ed adeguato alle esigenze di utilizzare la rete come strumento di formazione. Le funzioni di autenticazione alla rete sono garantite con la collaborazione di Lepida. Contestualmente Iren ha costruito un portale di contenuti formativi multimediali (www.retediscuole.it) costantemente alimentato con materiali prodotti da Iren e da tutte le scuole coinvolte nel progetto.

 
 

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