Dal festival di Venezia, “Hwajang” e “Le dernier coup de marteu”
4 settembre 2014 | 00:00
Dal Lido di Venezia, la recensione di due film in concorso scritta per noi da Barbara Belzini
Dal Lido di Venezia, la recensione di due film presentati durante la manifestazione, scritta per noi da Barbara Belzini
Hwajang (Revivre) di Im Kwon-taek
Il molto prolifico regista sud coreano, dopo “Ebbro di donne e di pittura” del 2002 e “Beyond the years” del 2007, propone un film drammatico incentrato su un dirigente d’azienda che mentre assiste la moglie affetta da una grave malattia in fase terminale si invaghisce di una giovane collaboratrice.
La struttura procede per flashback seguendo esclusivamente il protagonista in ufficio, a casa, in ospedale, nella villa in campagna, raccontando il suo dolore, il suo senso di colpa, le fantasticherie e il suo senso del dovere nei confronti del proprio lavoro. Film realistico, senza grandi colpi d’ala, ha i suoi momenti migliori nelle scene più visionarie (il funerale, il sogno) e nei momenti che illustrano il progressivo decadimento delle forze fisiche della moglie.
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte
Bellissimo film sull’adolescenza come solo i migliori francesi sanno fare da sempre, pur non essendo particolarmente originale come storia (diciamolo, é un classico film francese dove non succede quasi nulla) é in ogni caso assolutamente riuscito nel tracciare un personaggio di adolescente tra i 13 e i 14 anni e con tocco leggero raccontare passaggi difficili.
Attori perfetti, soprattutto i giovani, (il protagonista sembra un giovane River Phoenix), dialoghi scarsi e scarni, il film raggiunge pienamente il suo scopo senza mai sfociare nel drammatico, al contrario, é un ottimo lavoro di asciuttezza quello della regista.
Barbara Belzini
tw: @BarbaraBelzini

