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De Micheli: “Patto con il mondo dello sport per ridurre la burocrazia” foto

"Correre in Italia... ad ostacoli", questo il titolo dell’iniziativa organizzata al Coni di Piacenza dall’Asd Placentia Events (Associazione che organizza la Placentia Marathon e Half Marathon for Unicef) con ospite d’eccezione Paola De Micheli, non solo parlamentare, ma anche runner ed esponente della squadra di Montecitorio Running Club, che raggruppa i deputati con la passione della corsa.

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“Correre in Italia… ad ostacoli”, questo il titolo dell’iniziativa organizzata al Coni di Piacenza dall’Asd Placentia Events (Associazione che organizza la Placentia Marathon e Half Marathon for Unicef) con ospite d’eccezione Paola De Micheli, non solo parlamentare, ma anche runner ed esponente della squadra di Montecitorio Running Club, che raggruppa i deputati con la passione della corsa.
 
Presenti all’incontro, introdotto da Alessandro Confalonieri, anche Enrico Castrucci, presidente della Maratona di Roma, Daniele Menarini, condirettore di “Correre” e Claudio Bernagozzi, animatore del movimento podistico emiliano e alcuni fra i maggiori organizzatori italiani di maratone, Napoli, Venezia, Verona per dirne solo alcuni. Ha portato il suo saluto il delegato provinciale del Coni Robert Gionelli.
 
Confalonieri ha posto senza tanti giri di parole il problema della burocrazia che rischia di soffocare la partecipazione agli eventi sportivi di massa, come le corse su strada, per i quali sono richiesti certificati e adempimenti per l’iscrizione che, di fatto, impediscono spesso a Italiani, europei ed extra europei la libera partecipazione, in contrasto con quanto avviene praticamente in ogni stato dell’unione europea e del resto del mondo. Una legge che risale al 1982 e che impone regole che oggi, dove lo sport si è diffuso a livello di massa, paiono un’insopportabile oppressione. “Siamo di fronte anche all’opportunità dell’Expo e non possiamo di permetterci di sprecarla – ha aggiunto Confalonieri – mettendo ostacoli ulteriori alla libera adesione degli atleti”.
 
“Sono una sportiva – ha esordito Paola De Micheli – e l’incontro con la corsa mi ha cambiato la vita, anche nella qualità del mio lavoro. Basti pensare che per me, spesso in giro per l’Italia per lavoro, la corsa è l’occasione di visitare i centri storici delle città e di conoscere il mio paese, stare in mezzo alla gente”.
 
“Ma lo sport non è solo una passione – ha proseguito – ma anche una grande opportunità di sviluppo e di crescita sociale ed anche economica, che nella fase che stiamo attraversando non è certo un fattore trascurabile”.
 
Di fronte alle numerose e argomentate richieste e sollecitazioni degli operatori dello sport presenti, Paola De Micheli ha sottolineato che “dal basso la richiesta che arriva da tanti sportivi che si scontrano cona la burocrazie è semplicemente ’io volevo solo correre’”.

“Non deprimiamoci però – ha aggiunto – di fronte allo scenario che è stato dipinto, il nostro movimento di runner non è messo peggio rispetto ad altri settori del nostro Paese. L’eccesso di burocrazia e la riduzione della complessità è uno dei grandi temi dell’Italia. Cambiare le leggi è possibile, ma cambiare la mentalità purtroppo è assai più faticoso.

Da quando sono in Parlamento ho affrontato diversi progetti di legge legati allo sport, come il finanziamento della ristrutturazione delle palestre scolastiche, una legge che alla fine è stata bloccata dalla Corte Costituzionale e quindi i 23 milioni stanziati sono ancora fermi.

Oggi serve un patto tra il governo dello sport e quello della politica, per definire tecnicamente dove intervenire sulla legge per migliorarla e renderla più moderna, anche perchè in Parlamento la quota di deputati runner è in costante aumento. Da qui può arrivare la risposta al tema normativo e all’adeguamento delle regole, ma c’è anche un tema culturale di fondo sul quale dobbiamo agire insieme: una battaglia da fare, ad esempio io sono contraria la fatto che nel Governo non ci sia un ministro dello Sport”.

 
“Sul tema di Expo – ha fatto notare – la disponibilità di Giuseppe Sala, il comissario unico, è totale per consentire di sfruttare la grande occasione milanese per valorizzare la dimensione sportiva”.
 
“Facciamo dunque un patto – ha concluso Paola De Micheli – io mi impegno in Parlamento per una riforma della legge che risale all’82. Ma lavoriamo insieme sul Coni, che svolge un ruolo pubblico può incidere sul mondo dello sport e sulla cultura.
 
Il mondo della comunicazione può essere un grande alleato del mondo dello sport, non solo non quanto riguarda la rappresentazione della prestazione sportiva ma anche per promuovere la dimensione sociale degli eventi sportivi, per raccontare cosa ci sta dietro e affermarne il valore. A volte la politica pratica lo sport, ma non sa quanti problemi ci siano dietro una manifestazione sportiva. La giornata di oggi è stata straordinariamente utile per me”. 

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