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Delitto Manesco, Grassi e Civardi non rispondono ai Pm

Delitto Manesco, sono stati interrogati oggi 10 settembre dal pubblico ministero del tribunale di Milano i due piacentini Paolo Grassi e Gian Luca Civardi, accusati di aver ucciso il 7 agosto scorso il professor Adriano Manesco, nella sua abitazione milanese.

PIACENZA – Delitto Manesco, sono stati interrogati oggi 10 settembre dal pubblico ministero del tribunale di Milano i due giovani piacentini Paolo Grassi e Gian Luca Civardi, accusati di aver ucciso il 7 agosto scorso il professor Adriano Manesco, nella sua abitazione milanese.

Grassi, assistito dall’avvocato Alessandro Stampais, è stato interrogato dal pm titolare dell’inchiesta, Maria Teresa Latella, mentre Civardi, assistito dai legali Andrea Bazzani e Francesca Cotani, è stato interrogato dal Pm aggiunto Alberto Nobili.

L’avvocato Stampais da noi interpellato ha fatto sapere che il suo cliente si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Ma decideremo – ha detto il legale – a breve di rompere il silenzio. Al momento è ancora prematuro, c’è un aspetto di carattere umano tra questi due ragazzi che deve essere risolto”.

Anche Gian Luca Civardi si è avvalso della facoltà di non rispondere, conferma l’avvocato Bazzani. E anche in questo caso il silenzio potrebbe essere rotto a breve. “Stiamo cercando di raccogliere tutti gli elementi – dice Bazzani, che assiste Civardi insieme alla collega Francesca Cotani – e stiamo soprattutto cercando di capire quale materiale probatorio abbia in mano la Procura”. 

Civardi resterà in isolamento, non avendo chiesto che questa disposizione venisse revocata, ed è invece in attesa di sapere se sarà accolta l’istanza di poter incontrare i familiari. La pm Latella dovrebbe esaminarla in questi giorni. Richiesta analoga presentata da Grassi e a quanto pare già accolta. 

Le indagini sul delitto Manesco sono state affidate alla Procura milanese per competenze territoriali, dopo che i due giovani erano stati fermati per puro caso in via Nasalli Rocca, nella notte da il 7 e l’8 agosto. Gli abiti insanguinati e alcuni oggetti trovati in loro possesso avevano poi insospettito i poliziotti, per poi arrivare al ritrovamento del corpo del professore in un cassonetto a Lodi. LEGGI SULLA VICENDA

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