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“Estetisti e parrucchieri soli di fronte alla crisi” Libera Artigiani contro il Comune foto

Il titolo dell’invito della conferenza stampa tenutasi stamane a Liberartigiani lascia poco all’immaginazione.

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“Artigiani soli contro la crisi: la categoria delusa dall’Amministrazione comunale di Piacenza”. Il titolo dell’invito della conferenza stampa tenutasi stamane a Liberartigiani lascia poco all’immaginazione.

“Non ci rimane che rivolgerci alla stampa – ha detto Alberto Bottazzi, direttore di Libera Artigiani -. Le istituzioni, da quelle nazionali alle locali – ci parlano di una crisi in superamento, ci parlano di collaborazione quando non avviene”. “La realtà é drammatica – ha aggiunto -: quando esponiamo la realtà viene minimizzata. Rispondono: ”. Parole che risuonano come “una presa in giro”.

In specifico: “Da tempo la. Categoria benessere é attaccata in maniera sleale. Parlo dei centri benessere, privi di professionalità, e dei parrucchieri cinesi, che utilizzano tariffari che affondano gli altri esercizi”. La categoria, grazie alla sinergia con le forze dell’ordine, ha messo in campo una guerra agli abusivi.

“Il sindaco – ha evidenziato entrando nel cuore della questione – in base al regolamento comunale deve emettere, ogni anno, consultandosi con le associazioni di categoria, un’ordinanza con la quale fissa orari di apertura e chiusura dei parrucchieri e le festività. Nel 2012 non vedemmo arrivare l’ordinanza, a quel punto abbiamo mandato, in concerto con altre associazioni di categoria, mandammo orari e festività”. Nulla.

“Da due anni non abbiamo l’ordinanza che fissa le regole del gioco. Non vorremmo arrivare a tanto ma, non potendo far finta di niente, segnaleremo alla procura quello che avviene. Ora vige la regola del piú forte o del piú furbo”. In particolare Bottazzi ha fatto riferimento a chi disattende le regole riuscendo, cosí, a fare prezzi piú bassi.

Bottazzi ha lamentato che a ben “tre lettere del loro avvocato non é stata data nessuna risposta”. Un atteggiamento, a parere del direttore, inaccettabile. “La situazione é grave – ha chiosato – molti esercizi chiudono e ci sono stati dei suicidi anche a Piacenza. Dare una risposta é obbligo, anche per legge, non siamo in dittatura”.

Presente anche Umberto Ilari responsabile categoria benessere: “L’11 gennaio 2013 mandammo gli orari – ha puntualizzato – pensando ad una dimenticanza. La risposta venne il 3 giugno di quell’anno, dicendo che era stato fatto un tavolo provinciale ”. Ilari si rivolse alla Regione per un parere: “gli orari erano necessari”. Nulla, tra “funzionari che si sono fatti negare” e riunioni inutili.

Contro i cinesi altre accuse: “Devono avere le qualifiche richieste per legge – ha detto Annamaria Nernosi – le regole devono valere per tutti non solo per noi”. ” Loro mangiano in negozio, vivono lí – ha detto Lucia Fortunati, capo categoria parrucchieri – noi non possiamo competere”.  

Presenti i consiglieri del Movimento 5 stelle: “Vogliamo verificare se ci sono possibilità per convocare una commissione – ha detto Mirta Quagliaroli – per discutere questo problema, per agevolare il dialogo tra le due parti”.

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