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Fondazione, la minoranza al sindaco: “Serve un candidato diverso”

L’ente di via Sant’Eufemia è ancora un tema caldo per la politica piacentina. Durante la commissione consiliare 1, l’opposizione ha candidato alla presidente Giacomo Vaciago, Ettore Gotti Tedeschi e Corrado Sforza Fogliani

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I programmi dei due candidati alla guida della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Massimo Toscani e Giuseppino Molinari sono stati svelati. (LEGGILI QUI)

Ma l’ente di via Sant’Eufemia è ancora un tema caldo per la politica piacentina. La commissione consiliare 1, presieduta dal consigliere Pd Stefano Perrucci, si è riunita in municipio per discutere ancora in merito al futuro della Fondazione, in attesa dell’elezione del presidente, fissata per il 26 settembre. La minoranza di centrodestra ha presentato un ordine del giorno per chiedere l’audizione dei due candidati e dei revisori dei conti, alla fine respinto.

In apertura il presidente della commissione Stefano Perrucci ha spiegato che “il presidente Scaravaggi ha deciso di non partecipare alla seduta di oggi per motivi di opportunità”. “In questi mesi ho raccolto le domande che i consiglieri comunali hanno voluto porre al cda sullo stato della Fondazione, non appena sarà nominato il nuovo consiglio queste gli saranno poste. Lo stesso sindaco Dosi da me invitato, visto la delicatezza del momento ha deciso di non venire”.

Nel dibattito è intervenuto il consigliere di Piacenza Viva Marco Colosimo: “Un sindaco che decide di non partecipare per queste motivazioni dimostra di non essere adatto a governare questa città. La Fondazione può fare molto per lo sviluppo della città dal punto di vista del welfare, della cultura, dell’economia. Il sindaco anche questa volta ha sbagliato. Noi avevamo detto che il Comune doveva, anche se non è previsto, proporre un proprio candidato, perché siamo noi ad essere i più danneggiati da questa situazione. Un sindaco inesistente, messo alle corde in questa commissione, con l’approvazione di un Ordinde del giorno che impegnava il primo cittadino a fare tutto il possibile per far dimettere il cda”.

“Probabilmente vincerà il candidato – ha aggiunto – scelto al di fuori di un confronto tra le istituzioni, mentre sarà quello scelto da alcune categorie professionali e dall’università. In entrambi i programmi dei candidati non si fa parola rispetto a un’azione di responsabilità contro chi ci ha messo in questa situazione. Le uniche persone che avrebbero potuto ricoprire questo ruolo sono Giacomo Vaciago, Ettore Gotti Tedeschi, Corrado Sforza Fogliani”.

Lucia Rocchi dei Moderati ha affermato: “Questa non è un’audizione, quindi perché è stata convocata in un momento come questo, visto che è ovvio che tutti i protagonisti avrebbero giudicato inopportuno presentarsi, e che il sindaco si sarebbe nascosto dietro un dito decidendo di non venire. Poteva avere senso invitare i due candidati, chiedere a loro di presentarsi. Le domande raccolte a suo tempo vanno rifatte, perché rivolte a un cda che non c’è più”.

Stefano Perrucci ha poi precisato: “Questa non è un’audizione, e’ solo una prosecuzione dei lavori di una seduta precedente. A onor del vero ho cercato di contattare i due candidati, ma mi è stata segnalata la volontà di preferire un profilo più defilato.

Per Maria Lucia Girometta (Forza Italia) “oggi la presenza del sindaco era indispensabile, oggi e’ una perdita di tempo e di soldi. Sono delusa e amareggiata”.

Mirta Quagliaroli del Movimento 5 Stelle: “Senza nessuna audizione non ha senso questa commissione. Anche da parte dei rappresentanti del Comune, i quali hanno deciso di sostenere due candidati diversi. Manca una regia unitaria, non si capisce neppure perché si debbano designare dei componenti se poi non esprimono una posizione comune”.

Massimo Polledri (Lega Nord) ha sostenuto: “Ci eravamo detti che la commissione di oggi doveva essere il luogo della trasparenza politica sulla Fondazione. Avevamo votato all’unanimità un percorso comune che per il presidente non è stato seguito per una forma di delicatezza suggerita da ’ambienti vicini’. Questo sa di omissione e omertà. Questa situazione e’ gravissima, si è parlato di noi su tutti i giornali, facendo una figura barbina. Non si vuole disturbare il manovratore, ecco qual è il problema.

Il consigliere Colosimo ha presentati, per tutti, i nostri candidati alla presidenza: Vaciago e’ più esperto di un notaio. Il presidente Sforza Fogliani ha le capacità, l’autonomia, l’autorità morale per farlo. Gotti Tedeschi già ha fatto parte della Fondazione, a suo tempo ha segnalato alcune storture dell’ente, ha autonomia di giudizio. Dobbiamo morire in una guerra tra bande? Scegliamo un’alternativa”.

Laura Rapacioli del Pd ha affermato: “In questa sede non mi permetto di indicare dei candidati alla presidenza, perché non è mia competenza. Leggendo lo statuto si capisce chiaramente che questo compito spetta al consiglio della Fondazione. Io spero che una volta eletto presidente e cda, si potrà riprendere un percorso di confronto sull’ente”.

Paolo Garetti di “Sveglia” ha aggiunto: di fronte a una situazione così grave non si può parlare di delicatezza e opportunità. E’ l’ennesima riprova del sopravanzare di un potere ben diverso da quello della politica nella gestione della cosa pubblica. Sui rappresentanti del Comune, e sulle loro posizioni distinte di dimostra ancora una volta la volontà dell’amministrazione nel tenere il piede in due scarpe. E’ mancanza non di autorità ma di autorevolezza”.

Stefano Perrucci ha poi puntualizzato: “Ho cercato di mantenere un profilo istituzionale, mi sono anche esposto personalmente, quando mi è sembrato che alcune posizioni espresse dall’ex cda fossero lesive della dignità del nostro ruolo. Ma non possiamo assumerci compiti che non sono nostri e non possiamo decidere in casa d’altri. Ricordo inoltre che i rappresentanti del Comune non hanno vincolo di mandato”.

Marco Colosimo ha precisato: “Noi non ci saremmo mai permessi di fare nomi dei candidati, ma visto che il sindaco ci aveva sfidato, dicendo che da parte nostra non era arrivata alcuna indicazione in merito. Presentiamo un ordine del giorno per chiedere un’audizione di entrambi i candidati e dei revisori dei conti.

Ma secondo Lucia Rocchi “non ci sono i tempi. I candidati a mio avviso dovevano presentarsi già oggi”. Guglielmo Zucconi ha aggiunto: “L’opposizione deve smettere di strumentalizzare la Fondazione per attaccare il sindaco. Può trovare altri argomenti, perché questo e’ assolutamente impermeabile. La Fondazione e’ autonoma rispetto al Comune”.

L’ordine del giorno è stato votato e respinto: votano a favore la minoranza con Samuele Raggi, mentre Lucia Rocchi astenuta, contraria la maggioranza. Perrucci si è impegnato a convocare una commissione con i revisori e il nuovo presidente.

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