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Fondazione, sulla compatibilità di Molinari atteso il parere legale

Per una sorta di "campagna acquisti" Molinari in questi giorni ha scritto una lettera personale a tutti e 25 i consiglieri di via S. Eufemia, con la quale chiede un sostegno e afferma che la sua candidatura ha un profilo istituzionale

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Si avvicina la data del 26 settembre, quando si riunirà il consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano per eleggere il nuovo presidente, al posto del dimissionario Francesco Scaravaggi. 

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Se uno dei due contendenti, il presidente del collegio notarile Massimo Toscani, conta sulla carta dei 13 voti di maggioranza necessari all’elezione (ricordiamo che in consiglio ci sono 25 componenti, 20 piacentini e 5 di Vigevano), l’altro, Giuseppino Molinari, attuale presidente della “Ricci Oddi”, deve cercare in questi giorni di acquisire consensi per farcela. Dalla sua ci sono i sei consiglieri che ne hanno sottoscritto la candidatura, che se sommati ai cinque vigevanesi (qualora tutti convergessero sul suo nome) lo porterebbero a quota 11, a due voti dalla maggioranza.

Per una sorta di “campagna acquisti” e ampliare il prioprio consenso, Molinari in questi giorni ha scritto una lettera personale a tutti e 25 i consiglieri di via S. Eufemia, con la quale chiede un sostegno e afferma che la sua candidatura ha un profilo “istituzionale”, proprio come quella dell’antagonista Toscani. Di seguito un passo della lettera:  

Ci tengo inoltre a chiarire che la mia è una candidatura istituzionale, dal momento che è stata sollecitata da esponenti del Comune di Piacenza, dell’Università/Politecnico, della Curia, del Volontariato e  dei Comuni del territorio, senza dimenticare le Istituzioni di Vigevano.

Ma, oltre che essere dunque a pieno titolo una candidatura istituzionale, è importante  dire che è una candidatura della società civile, dal momento che  gli amici e sostenitori anche al di fuori del Consiglio Generale rappresentano tutte le componenti della società, che mi sembrano ben più importanti di quelle “politiche”.  

Una tesi ritenuta “curiosa” dai sostenitori di Massimo Toscani, che nelle settimane passate, aveva riscosso il consenso esplicito di Comune, con il sindaco Paolo Dosi, della Provincia, con il presidente Massimo Trespidi e della Camera di Commercio con il presidente Giuseppe Parenti. 

CONFLITTO DI INTERESSI? – Intanto sul fronte di una possibile incompatibilità di Giuseppino Molinari, a causa del suo ruolo di presidente della Galleria d’Arte Moderna “Ricci Oddi”, sovvenzionata economicamente dal Comune di Piacenza, uno degli enti che esprimono consiglieri negli organi della Fondazione, è stato richiesto un parere legale allo studio dell’avvocato Portale, quello più qualificato in materia perchè estensore dello statuto della Fondazione.

Il presidente dimissionario Francesco Scaravaggi precisa che il parere è stato richiesto per fornire ai 25 consiglieri tutti gli elementi utili per esprimere il proprio voto. Spetta a loro infatti esprimersi in ultima istanza sulla compatibilità o meno del nuovo presidente. Il parere è atteso prima della seduta del 26 settembre.

Nel caso si pronunciassero non in conformità con il parere legale richiesto, si esporrebbero a possibili ricorsi. Se il nuovo presidente si rivelasse, dopo tutte le verifiche legali del caso, incompatibile, per l’ente di via S. Eufemia potrebbero anche aprirsi le porte del commissariamento. 

Ma chi prefigura l’incompatibilità di Molinari, su quali basi normative lo fa? Oltre al già citato articolo 25 dello Statuto della Fondazione di Piacenza e Vigevano, c’è anche la Carta delle Fondazioni in vigore dal maggio del 2012, una sorta di carta con i principi fondativi di tutti gli enti come quello di via S. Eufemia, che nel capitolo relativo alla governance, paragrafo 7 sul tema di incompatibilità e ineleggibilità, afferma quanto segue: 

7. INCOMPATIBILITÀ E INELEGGIBILITÀ Al fine di salvaguardare la propria indipendenza ed evitare conflitti di interesse, la partecipazione agli organi delle Fondazioni è incompatibile con qualsiasi incarico o candidatura politica (elettiva o amministrativa). Le Fondazioni individuano le modalità ritenute più idonee per evitare l’insorgere di situazioni di conflitto di interessi, anche ulteriori rispetto alle predette fattispecie. Le Fondazioni individuano inoltre opportune misure atte a determinare una discontinuità temporale tra incarico politico svolto e nomina all’interno di uno dei loro organi. La disciplina di eventuali ipotesi di discontinuità tra cessazione dalla Fondazione e assunzione successiva di incarichi politici (elettivi o amministrativi) è rimessa alla sottoscrizione di “impegni morali” o alla stesura di un “codice etico”. Implicazioni Il principio richiede una verifica dei contenuti delle disposizioni statutarie e regolamentari concernenti le nomine dei componenti e il funzionamento degli organi. Con riferimento alle situazioni di conflitto di interesse, la verifica potrà richiedere l’introduzione nello statuto di eventuali nuove fattispecie in relazione a quelle richiamate. A titolo meramente esemplificativo si elencano di seguito alcune delle fattispecie individuate dal legislatore .

Una delle fattispecie indicate dalla Carta della Fondazioni è la seguente: 

– amministratore di enti, istituti o aziende soggetti a vigilanza da parte della regione, del comune, della provincia o dagli stessi organismi sovvenzionati in modo continuativo. 

Inutile aggiungere che la Galleria Ricci Oddi è un ente sovvenzionato in modo continuativo dal Comune di Piacenza.

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