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Giornate del Patrimonio, alla “Ricci Oddi” i capolavori nascosti

Il 20 e il 21 settembre 2014 si celebrerà la 31a edizione delle Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione ideata nel 1991 dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione Europea

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31a edizione delle Giornate Europee del Patrimonio
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza

20 e 21 settembre 2014

Il 20 e il 21 settembre 2014 si celebrerà la 31a edizione delle Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione ideata nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le Nazioni europee. Si tratta di un’occasione di straordinaria importanza per riaffermare presso l’opinione pubblica il ruolo centrale della cultura, e la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi partecipa all’iniziativa, come ormai tradizione consolidata, portando l’attenzione sul suo patrimonio nascosto. “Capolavori nascosti” è il tema scelto quest’anno dal museo, che sabato 20 e domenica 21 settembre presenta al pubblico un nuovo allestimento dello spazio espositivo situato nel Salone d’Onore esponendo alcune opere normalmente non presenti nelle sale.

Nell’attuale allestimento della collezione permanente infatti sono esposte 267 opere, fra dipinti e sculture, ma i depositi custodiscono e conservano molti altri capolavori, per la gran parte provenienti dal lascito di Giuseppe Ricci Oddi ed esposti nel 1931, quando il museo fu inaugurato, ma anche acquisiti successivamente a seguito di acquisto o donazione.

Sedici di queste opere, ritratti e paesaggi, fra i temi iconografici più cari a Ricci Oddi e meglio rappresentati nelle sale del museo, trovano ora collocazione nello spazio espositivo che occupa il Salone d’Onore della Galleria.

Il percorso si apre con la grande tela di Giacomo Grosso, Ragazza nuda coricata, che esalta la bellezza e l’eleganza del corpo femminile adagiato su un drappeggio. Segue il prezioso carboncino su carta di Odoardo Borrani, Il dispaccio del 9 gennaio 1878, in cui un soggetto storico, la lettura della notizia della morte di Vittorio Emanuele II, viene calato in un’atmosfera privata, quasi intimistica.

La finissima tavola di Tito Lessi, piccolo capolavoro dal segno minuto e sottile e dai colori grigio-viola stesi con rara maestria, ritrae una Signora in giardino nell’atto di ricamare. La galleria dei ritratti prosegue con il raffinato Ritratto della Signora Ferrari Trecate con la figlia, di Mario Ornati, e con Donna Annunziata di Francesco Paolo Michetti, pastello e tempera su carta realizzato in monocromia in cui il pittore ritrae la moglie nell’atto di voltarsi, riuscendo a renderne, come in un’istantanea fotografica, la naturalezza della posa. Di gusto salottiero invece è il Ritratto di signora di Nicolò Barabino, che raffigura un tipo femminile borghese, forse la nuora di Nino Bixio, reso ancora più elegante dall’inquadratura ovale.

Conducono alle correnti ispirate al Giappone e all’Oriente le opere di Gustavo Nacciarone, Giapponesina, dalle cromie vivide e brillanti, nitidamente stese e definite e di Domenico Morelli, Allah perdono! delicato acquerello su carta, raffigurante una pagina del Corano, le peccatrici che emergono dalle acque del Bosforo perdonate da Allah.

Fra i paesaggi i due piccoli capolavori di Giulio Aristide Sartorio, Paesaggio sul lago, pastello costruito su una felice variazione di verdi e di azzurri nella totale assenza di presenza umana, e Pesca del tonno in Sardegna, pagina di vita dedicata alla mattanza, in cui la lotta cruenta fra l’uomo e la bestia è resa con vigore nelle variazioni del colore rosso. Di singolare freschezza è la tela Uliveto, di Francesco Paolo Michetti, scorcio reso con infinite variazioni e sfumature di verdi, di grigi e di bruni, in cui la pennellata larga ed essenziale, attraverso la personalissima visione del pittore, non disegna, ma suggerisce. Pietro Fragiacomo, con Mattino d’estate sulla laguna e Alberto Pasini, con Porta d’acqua con calle a Venezia colgono con diversa efficacia espressiva il panorama lagunare: il primo rappresenta la luminosità nebbiosa e quasi accecante di una mattina estiva, il secondo un calle veneziano che si intravede fra le quinte scure delle pareti di un androne.

In entrambi è l’uso del colore la nota dominante, delicato e quasi elegiaco in Fragiacomo, dall’impasto solido e pittoresco in Pasini. Vincenzo Caprile, di scuola napoletana, allievo di Domenico Morelli e seguace di Filippo Palizzi, realizza una personale Veduta napoletana in cui la realtà non è interpretata ma resa come si presenta, con un’impostazione di stampo verista.
A chiudere la selezione sono le due grandi tele di Francesco Lojacono, tra i più importanti autori siciliani del suo secolo, Sulle rive dell’Anapo, presso Siracusa e Spiaggia di Palermo, crepuscolo, dipinti realizzati con il fare largo e sicuro proprio della maturità artistica e della padronanza dell’atto pittorico.

Sabato 20 e domenica 21 l’ingresso alla Galleria sarà gratuito.
Sabato sera inoltre la Galleria sarà eccezionalmente aperta dalle 21,00 alle 24,00, con visita guidata, pure gratuita, alle 21,30 ai “Capolavori nascosti”.
Per info: segreteria organizzativa 0523/320742, dalle 9,00 alle 12,00; info@riccioddi.it

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