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L’angolo di Nereo: Tutte le specie di gufi piacentini

Nuovo contributo di Nereo Trabacchi, scrittore e blogger. 

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Tutte le specie di gufi piacentini, nuovo contributo di Nereo Trabacchi, scrittore e blogger

Il gufo piacentino non conosce la crisi e non patisce mai la fame, perché il gufo piacentino si nutre di sfighe altrui. Molti credevano che questa razza, già conosciuta in città dal medioevo come “Pennatus Adversa Menagramorum”, fosse in via di estinzione grazie a una profonda modernizzazione e globalizzazione, ma non è così. Il più moderno “Pennatus Adversa Guforum Piacentinum” è vivo e vegeto e volteggia, rolleggia, aleggia, nel nostro cielo, nei bui vicoli del centro, e sputacchia sentenze sui social. La sua giornata inizia con i necrologi sul quotidiano locale Libertà, pregustando il ghiotto boccone, quasi fosse un vero vermicello conservato sotto la lingua, sin dalle prime pagine nella dolce attesa di giungere a quella più nefasta. E una volta arrivato lì, capisce che la sua sarà una buona giornata, trovando anche solo il volto di un lontanissimo conoscente, cugino della fruttivendola maleducata sotto la casa di sua cognata, perché lui l’aveva sempre detto e saputo, “che aveva una brutta faccia, era giallo, e non ce l’avrebbe fatta.”
 
Il gufazzo, essendo nella maggior parte dei casi in età avanzata, di fascia sociale medio alta perché nella vita non ha mai speso un soldo e il suo abito grigio odora di Bar Italia 1961, è solitamente in pensione, quindi ha molto tempo libero spesso investito in mattinate a ciondolare in centro per controllare, e godere, delle serrate commerciali. I negozi di “minchiate” e abbigliamento, sono le sue vittime più gustose, perché lui l’ha sempre detto: “non arrivano a Natale a vendere questa roba qui.” E’ proprio di questi giorni la segnalazione di un gruppetto affamato, che sorvola la zona della cavallerizza, per gettare tragiche e nefaste previsioni sulla prossima apertura di Eataly. “Che roba l’è? Fino qui a piedi? Ma chi vuoi che ci venga? Lo aprono, vendono tre croste di formaggio e tra un anno non ci sarà più nulla… E non dite che non l’avevo detto.”
 
Conosciamo meglio anche ”l’Alatus Calamitas Malum Piacentinum”, che sa di esserlo, ma vuole nasconderlo. Spesso in piazza dè Cavalli, nei giorni di mercato, si confonde tra gli acquirenti interessati alle pantofolone di lana dei cinesi, e riporta tragici e nefasti dati sulla situazione economica nazionale, dicendo che è roba certa perché glielo ha detto il suo commercialista che è abbonato al Sole 24 ore, e si sa che quella gente lì questa roba qua, la sa.
 
Poi c’è la specie dei “Rapax Amor Miseratio”, ovvero quelli che: “Quella coppia lì? Scoppia tra un mese te lo dico io. Lui è vecchio, sta finendo i soldi, e lei venerdì era a bere un robo in un Pub di Fiorenzuola con un altro. Ti dico solo questo…”  Ovviamente e puntualmente, accadrà.
 
Infatti, bisogna anche riconoscere che questi quando si impegnano qualche successo lo raccolgono; di qualche anno fa il caso di quello stormo di “Ulula Sportivorum Gridatis” che guardava le partite del Piacenza calcio, nella speranza di una sconfitta, per poi poter avere motivo di sciagurate e sinistre conversazioni di critica, dimostrandosi saccenti conoscitori del gioco ma contemporaneamente e subdolamente, anche dispiaciuti e affranti “veri” tifosi mentre dentro i loro gelidi cuori godevano come un “Gufus Trombazio.” (Il Gufo Trombazio è molto paziente; attende sorvolando la fine di una relazione amorosa per piantare gli artigli sulla femmina del rivale.)
 
Purtroppo le armi per difendersi da questi uccellacci sono pochine; un cornino rosso, e una grattatina nel posto giusto al momento giusto, e come magra consolazione ricordiamo una frase di Ernest Hemingway: “Non era che un vigliacco e quella era la maggior sfortuna che un uomo potesse avere.”

Nereo Trabacchi

info@nereotrabacchi.it

 

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