Mense, il Comune: “Frutta a merenda. Lotta agli sprechi e qualità” foto

Al posto della merenda verrà distribuita, a metà mattina, frutta in più per i bimbi che vorranno mangiarla al pomeriggio, menù che varieranno ogni 4 settimane anziché 6, e la precisa volontà di continuare a garantire la qualità del servizio

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Al posto della merenda verrà distribuita, a metà mattina, frutta in più per i bimbi che vorranno mangiarla al pomeriggio, menù che varieranno ogni 4 settimane anziché 6, e la precisa volontà di continuare a garantire la qualità del servizio. Questi i tre punti focali della conferenza stampa, tenutasi all’asilo Rodari di Piacenza, dal sindaco Paolo Dosi e dall’assessore Giulia Piroli per illustrare il nuovo piano di refezione scolastica previsto per l’anno in corso. Il piano, anticipa l’assessore Piroli, sarà illustrato nel dettaglio durante la commissione mensa in programma il 3 ottobre. 

All’incontro al Rodari erano ptresenti anche i dottori Mion e Melandri, dell’Ausl di Piacenza, i referenti Cir, la dirigente scolastica Maria Giovanna Forlani, alcune insegnanti e genitori. 

Il sindaco Paolo Dosi sottolinea che la conferenza stampa vuole “ricondurre le polemiche in un contorno corretto, per non far perdere di vista un servizio, come quello della mensa, che nel corso degli anni ha raggiunto livelli di qualità molto alta. Può essere collocato in fascia di eccellenza grazie a scelte che sono state fatte nel corso degli anni. Non è un caso che anche l’azienda Ausl abbia deciso di osservare meglio il nostro servizio mensa per migliorare il proprio. Noi ci siamo concentrati su una sezione specifica del servizio (merende, ndr) che ha mostrato delle criticità, nell’ottica di migliorare l’offerta e non di penalizzarla. Noi ascoltiamo in maniera privilegiata gli insegnanti e i genitori, mentre ci sembra che abbia prevalso la polemica fine a se stessa”.

 
L’assessore Giulia Piroli sottolinea che “il nostro bando prevede una prevalenza al 70 per cento dei prodotti con il territorio, con una attenzione al biologico. I pasti vengono preparati in giornata, non ci sono preparazioni del giorno prima. Le mense anche nelle piccole scuole sono rimaste aperte, in base alle indicazioni arrivate dalla commissione mensa del Comune di Piacenza. Non abbiamo aumentato le tariffe, siamo consapevoli delle difficoltà che stanno attraversando le famiglie. E’ stato solo applicato l’adeguamento Istat, con un incremento da uno a 4 centesimi a pasto. Gli interventi di razionalizzazione saranno ulteriormente illustrati in commissione mensa plenaria che si terrà il 3 ottobre. Ricordiamo inoltre che, nonostante nel 2013, vi sia stata una morosità del 13% da parte dei genitori (perdita pari a 400mila euro, ndr), a differenza di altre amministrazioni comunali, abbiamo deciso di non escludere i bambini dal servizio di refezione. 
 
La nostra merenda non è una merendina confezionata, ma pane e cioccolato, o olio e sale o marmellata, oppure yogurt o latte. Queste venivano distribuite verso le 15, a ridosso dell’orario di fine delle lezioni. In base all’osservazione con le maestre, e’ emerso che il 50 per cento delle merende non venivano consumate, con grande spreco di cibo.
 
Per quanto riguarda le scuole materne (le uniche per le quali si è deciso di togliere la merenda pomeridiana, ndr) Si è quindi deciso di aumentare la quantità di frutta servita a metà mattina, lasciandola nella disponibilità dei piccoli, in modo da poterla consumare come merenda al pomeriggio.
 
I menù turneranno ogni 4 settimane e non 6, per semplificare le forniture. Non viene ridotta la quantità dei cibi distribuita a pasto, togliendo però il bis, in modo da far mangiare a tutti la stessa varietà di alimenti (i bimbi che fanno il bis di pasta di solito non mangiano il secondo)”.
 
prende la parola il dottor Mion, medico dell’Asl presente insieme al collega Melandri. “La mensa scolastica non e’ solo ristorazione, ma è un momento di educazione alimentare. Purtroppo i nostri bambini mangiano male: anche a Piacenza c’è la percentuale del 30 per cento di piccoli in sovrappeso, tra i 6 e i 9 anni.

Un fenomeno, sottolinea il dottor Mion, che riguarda non solo i bambini italiani, ma anche i bambini stranieri che frequentano le nostre scuole. Dal 2010 abbiamo istituito il gruppo della alimentazione scolastica, cui partecipano pediatri, definendo un piano provinciale per uniformare su tutto il territorio un programma nutrizionale, con piani dietetici speciali per bambini con intolleranze o celiaci. Da un punto di vista nutrizionale, il menù con le variazioni adottate, per noi non vede una riduzione della qualità”.
 
Il documento del Comune di Piacenza

SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA
Le esigenze di razionalizzazione

– Le sempre minori risorse a disposizione dell’Ente impongono scelte di revisione della spesa che l’Amministrazione sta comunque cercando di affrontare senza mettere a rischio i servizi resi ai cittadini.
– Piacenza si colloca al 33esimo posto nella classifica sui tagli ai trasferimenti da parte dello Stato, diminuiti negli ultimi quattro anni del 52%, il che equivale a poco meno di 13,5 milioni di euro complessivi.
– In questo anno la spesa prevista per la ristorazione scolastica è di oltre 4 milioni e 900 mila euro, a fronte di introiti previsti per 3 milioni e 530 mila euro, pari al 71% dei costi da sostenere. La differenza tra costi e introiti è ripianata dalle risorse derivanti dalla fiscalità generale: una scelta consolidata negli anni, fondata sulla considerazione che il servizio di refezione è finalizzato a favorire la frequenza al sistema scolastico e formativo. Ma in questo momento si impone la necessità di restringere la forbice costi-introiti.
– A fronte di una crisi economica che coinvolge tante famiglie anche sul nostro territorio, l’Amministrazione ha scelto di non intervenire sulle tariffe (se non con l’adeguamento Istat che comporta incrementi variabili da 1 a 4 centesimi a pasto), ma di effettuare interventi di razionalizzazione della spesa.
– L’Amministrazione intende comunque confermare le caratteristiche distintive (di qualita del servizio): produzione dei pasti nel medesimo giorno di somministrazione, cucine all’interno dei plessi o pasto trasportato in rapidi tempi di percorrenza, ampia gamma di prodotti da agricoltura biologica, da lotta integrata e/o di produzione locale (km 0), attenzione a valori etico-sociali, con la pasta di “Libera Terra” servita due volte al mese e la somministrazione di banane da commercio equo e solidale. La pasta biologica continuerà ad essere servita perché è migliorata la qualita.
– Si mantengono i livelli occupazionali del personale esterno.

Gli interventi adottati

– Gli interventi sul menù sono stati effettuati, come sempre, in stretta sinergia con l’azienda Usl, tenendo conto delle verifiche costantemente condotte sul servizio, allo scopo di ridurre gli sprechi e rispettare al meglio le indicazioni nutrizionali del Ministero della Salute.

*La cessata somministrazione della merenda nella scuole d’infanzia è dovuta al fatto che l’orario di distribuzione (ore 15) si colloca necessariamente a ridosso del risveglio dal sonnellino pomeridiano e dell’orario di uscita da scuola, che inizia alle 15.30. Ne consegue una limitata propensione al consumo da parte dei bambini, con un conseguente, considerevole spreco di alimenti: circa il 50% del servito.

L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di rendere le mense ancor più salutari, proponendo una soluzione alternativa avanzata da alcune insegnanti, senza aggravio di costi. In accordo con la Ditta appaltatrice, il Comune provvederà ad aumentare la quantità di frutta servita al mattino, lasciandola poi a disposizione delle scuole perché la consegnino ai bambini al momento dell’uscita.

*La rotazione dei menù invernale ed estivo passa da sei a quattro settimane per semplificare la gestione delle forniture, rendendola temporalmente omogenea a quella della ristorazione Ausl.

*La somministrazione del bis viene eliminata e la quantita di alimenti (grammatura) prevista dalle tabelle dietetiche viene servita immediatamente per intero: questo allo scopo di impedire che ci siano alunni che eccedono in una sola portata (in genere il primo piatto) rischiando squilibri nutrizionali, che sono fattori favorenti l’obesità.

– Nei primi giorni di ottobre verrà convocata la plenaria delle commissioni mense.
In collaborazione con le scuole e con le associazioni, verranno potenziate le iniziative di sensibilizzazione all’educazione alimentare al fine di diffondere modelli di sani stili di vita e della riduzione degli sprechi.

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