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Opera laboratorio, al via ai Teatini il progetto della Fondazione Teatri

Nella suggestiva sede della Sala dei Teatini ha preso avvio martedì pomeriggio “Opera Laboratorio 2014”, il progetto formativo promosso dalla Fondazione Teatri di Piacenza

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Nella suggestiva sede della Sala dei Teatini ha preso avvio martedì pomeriggio “Opera Laboratorio 2014”, il progetto formativo promosso dalla Fondazione Teatri di Piacenza con la collaborazione del celebre baritono Leo Nucci, finalizzato alla messa in scena de L’Elisir d ’Amore l’opera di Gaetano Donizetti che inaugurerà il prossimo 11 ottobre la Stagione Lirica 2014-2015 del Teatro Municipale.

Ai cantanti selezionati per partecipare ad “Opera Laboratorio”, che si terrà fino al 12 ottobre 2014 – data dell’ultima recita de L’Elisir d’amore – viene quindi offerta un’importante possibilità di realizzazione professionale. Non solo, infatti, debutteranno come protagonisti di un’opera lirica, ma avranno l’opportunità di apprendere dal Maestro Nucci – che de L’Elisir d’Amore curerà anche la regia – le tecniche di canto e di interpretazione di un dramma lirico. Il progetto, infatti, prevede lo studio dello spartito, della drammaturgia musicale, dell’interpretazione musicale e delle tecniche di dizione, pronuncia ed espressione mediante la “parola scenica”.

Un primo assaggio delle doti artistiche e canore dei giovani ammessi ad “Opera laboratorio” si potrà avere domenica prossima 14 settembre alle 17, presso la sede della Tampa lirica di Piacenza, in via San Siro 13, dove si terrà un incontro concerto che li vedrà protagonisti. Un’iniziativa che come ha spiegato il presidente di Tampa Lirica Carlo Loranzi “vuole essere un’occasione per incontrare e coinvolgere questi ragazzi nell’ambiente musicale piacentino”.

Ricordiamo che L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti andrà in scena al Teatro Municipale il 9 ottobre in anteprima per il giovane pubblico delle scuole, con recite l’11 e il 12 ottobre.
Definita in partitura «melodramma giocoso», L’Elisir d’amore rientra a pieno titolo nella tradizione dell’opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l’elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, «Una furtiva lagrima», brano entrato – come del resto l’intera opera – nel più conosciuto repertorio. L’opera andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano, che l’aveva commissionata in sostituzione di un lavoro che non era stato preparato per tempo da un altro autore. Donizetti ebbe a disposizione solo quattordici giorni, ma nonostante la gravosissima pressione riuscì a confezionare quello che sarebbe stato – insieme al Don Pasquale e alla triade rossiniana formata da L’Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia e La cenerentola – uno degli esempi più alti dell’opera comica ottocentesca. Messa in scena al Teatro Municipale per la prima volta nel 1833, l’opera donizettiana viene ora proposta in un nuovo allestimento coprodotto da Fondazione Teatri di Piacenza e Teatro Alighieri di Ravenna, con la partecipazione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Stefano Ranzani e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati.

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