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Profughi a Pontedellolio, “Integrazione, non assistenza”

 Davide Tacchini, della cooperativa L’Ippogrifo che si è aggiudicata la gestione del centro di prima accoglienza di Piacenza, interviene sulla polemica scatenata dall’arrivo, nel Comune di Pontedellolio, di 15 profughi di nazionalità nigeriana. Dopo il sit in di protesta promosso ieri dalla Lega Nord, i profughi sono arrivati a destinazione, senza incontrare alcun ulteriore "comitato di accoglienza" ad attenderli.

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“Ai profughi non garantiremo solo vitto e alloggio, ma lavoreremo per aiutarli verso un’integrazione autentica. Li aiuteremo organizzando un corso di italiano e assistendoli nel rilascio dei documenti necessari per la loro condizione di richiedenti asilo. Non sono clandestini”. Davide Tacchini, della cooperativa L’Ippogrifo che si è aggiudicata la gestione del centro di prima accoglienza di Piacenza, interviene sulla polemica scatenata dall’arrivo, nel Comune di Pontedellolio, di 15 profughi di nazionalità nigeriana. Dopo il sit in di protesta promosso ieri dalla Lega Nord, i profughi sono arrivati a destinazione, senza incontrare alcun ulteriore “comitato di accoglienza” ad attenderli.

“La villetta in cui risiederanno è stata affittata da noi – puntualizza Tacchini – tramite agenzia. E’ stata la nostra cooperativa a decidere di ospitarli fuori Piacenza, in un contesto che ci permettesse di poter realizzare al meglio il nostro progetto educativo. Sappiamo che i grandi centri di accoglienza non possono rappresentare il futuro dell’integrazione, e per questo abbiamo anche rifiutato la richiesta di ospitare altri profughi a Pontedellolio, perché vogliamo evitare i grandi assembramenti e far sì che gli ospiti stiano bene”. 

“Abbiamo deciso di partecipare nei mesi scorsi alla gara di appalto indetta dalla Prefettura per dare un messaggio nuovo, per garantire ai profughi non solo vitto e alloggio, e lavorare insieme a loro, non in una logica meramente assistenziale ma di integrazione vera. Alla gara hanno partecipato anche albergatori e gestori di ostello, ma la Prefettura ha deciso di assegnare a noi il bando. In tutto questo – continua Tacchini – noi non guadagneremo nulla, arriveremo a coprire le spese, in coerenza con il nostro essere una cooperativa sociale”. 

“Da parte nostra garantiremo una custodia di questi 15 profughi 24 ore su 24, grazie anche alla presenza di un educatore e di un mediatore culturale – continua – dalla prossima settimana inizierà per loro anche un corso di italiano, che si terrà a Piacenza, perché abbiamo verificato che le loro conoscenze della lingua sono molto scarse. A ciascuno di loro è stato poi assegnato un poket money di 2 euro e 50 centesimi al giorno, per le piccole spese. Il nostro legale inoltre li seguirà nella loro domanda di richiedenti asilo. Ed è stata questa la prima domanda che ci hanno fatto: per loro i documenti sono fondamentali, perché possono decidere di raggiungere famigliari o amici residenti anche in altri Paesi e non rimanere in Italia”. 

“Riguardo alle proteste dei residenti, che sono in parte anche comprensibili, posso dire che sono rimasto a parlare con loro fino all’una di notte, chiarendo la gestione è stata affidata a personale qualificato e che gli ospiti non saranno abbandonati a loro stessi ma dovranno seguire regole precise”. 

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