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Regione, Andrea Defranceschi (M5s) non indagato

La Corte dei Conti ha approvato il ricorso del capogruppo del Movimento cinque stelle Andrea Defranceschi, annullando la delibera che lo imputava di irregolarità.

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Non tutti i capigruppo in Regione risultano ad oggi indagati. La Corte dei Conti ha, infatti, approvato il ricorso del capogruppo del Movimento cinque stelle Andrea Defranceschi, annullando la delibera che lo imputava di irregolarità.

LA DICHIARAZIONE DI DEFRANCESCHI (M5S):

“La Corte di Conti (Sezioni riunite in sede giurisdizionale, convocata ieri a Roma) alla quale ho fatto ricorso, ha annullato con sentenza resa nota oggi, la delibera che mi imputava l’irregolarità del pagamento anticipato dei due contratti di lavoro, ritenendo che non ci siano i presupposti. Decadono dunque tutte le contestazioni mosse dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, compresa la richiesta di restituzione delle cifre.

Questa vittoria non è solo mia, ma di tutto il Movimento, che da’ prova di essere di una pasta diversa; che dimostra che amministrare con responsabilità, e cura, e soprattutto con onestà, si può.

Siamo in grado di costruire un paese migliore, e questa vicenda lo testimonia. Quando gli si imputa di aver commesso un’irregolarità, un rappresentante a 5 Stelle chiede spiegazioni, si sottopone a controlli, ci mette la faccia e se sbaglia, come ero pronto a fare, paga in prima persona.

Sicuro come sono sempre stato non solo della mia buona fede, e del lavoro più che corretto e professionale svolto dai miei collaboratori, ma soprattutto dell’attenzione e della cura che riserverei ai miei figli con la quale ho gestito e continuo a gestire il patrimonio pubblico, spero che la mia vicenda possa servire da esempio per tutti i nuovi amministratori a 5 stelle, che incorreranno loro malgrado, difficoltà e tranelli burocratici apparentemente superiori alle loro forze.

I miei colleghi regionali dalla Sicilia alla Lombardia, sanno di cosa parlo. Ancor più, lo sanno i ragazzi in Parlamento e i consiglieri comunali, che sono spesso soli nelle loro battaglie contro i titani.

Non vi nascondo il senso di ingiustizia provato da me e dai miei collaboratori, nel vedere il lavoro di 4 anni fatto sacrificando sempre tutto al criterio della responsabilità pubblica, messo a rischio a causa non solo di incoerenze nelle maglie dei regolamenti, ma anche di un’informazione fatta male, avvilente per il giornalismo e per chi dovrebbe essere informato. Spero sia una lezione anche in questo senso.

Ora si ricomincia, con tutto il Movimento che, nel momento del dubbio, si è dimostrato forte e compatto a sostenermi, dai comuni, alle altre Regioni a Roma. Cosa di cui ringrazio come persona e come amministratore. Anche perché, sono due cose che considero inscindibili”.

Andrea Defranceschi, consigliere regionale Regione Emilia-Romagna

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