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Strategie per nuovi mercati. Artigiani e imprenditori a lezione in Cna

Competere con la concorrenza ed imporsi all’attenzione di potenziali nuovi clienti in un mercato sempre più globale. Un problema che, in tempi di crisi economica, tocca da vicino non soltanto le grandi aziende ma anche artigiani e piccoli e medi imprenditori. 

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Competere con la concorrenza ed imporsi all’attenzione di potenziali nuovi clienti in un mercato sempre più globale. Un problema che, in tempi di crisi economica, tocca da vicino non soltanto le grandi aziende ma anche artigiani e piccoli e medi imprenditori.

Proprio per questo CNA Piacenza, in collaborazione con il consorzio di formazione Ecipar, ha organizzato un seminario intitolato “Laboratorio di pianificazione commerciale in un mercato che cambia: vendite, strategie, web”. Dopo l’introduzione di Natalia Tacchini di Ecipar, è toccato a Stefano Torreggiani, consulente di strategie aziendali, indicare ai numerosi imprenditori presenti la strada da seguire per far breccia su nuovi mercati.

“Se non riusciamo a vendere – ha detto Torreggiani iniziando la sua lezione – la colpa è solo nostra. Per approcciare un nuovo mercato è necessario studiarne il contesto e capire preliminarmente le esigenze del settore specifico in cui ci proponiamo con i nostri prodotti. Le aziende piccole vendono il 70% dei propri prodotti attraverso il passaparola basato su feedback positivi; sono molto poche quelle che, soprattutto per aggredire un nuovo mercato estero, predispongono preliminarmente un piano commerciale”. Comunicazione, utilizzo continuo degli strumenti web, visibilità ma anche qualità del prodotto sono i punti di forza su cui Torreggiani ha incentrato la propria lezione.

“Può essere utile una valutazione complessiva basata sui principi della Matrice Swot, uno strumento di pianificazione strategica usato per calcolare i punti di forza e di debolezza ma anche le opportunità e le minacce del nostro progetto commerciale. Il web rappresenta una chiave d’accesso formidabile verso i nuovi mercati, ma in Italia è usato molto meno che in quasi tutto il resto del mondo. Se vendiamo bene i nostri prodotti in Italia non è detto che sia lo stesso in America o in Giappone; per questo bisogna essere in grado di riposizionare, cioè saper collocare lo stesso prodotto in modo diverso a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del Paese in cui ci proponiamo”. Dalla teoria alla pratica. La seconda parte dello seminario, infatti, è stata dedicata allo sviluppo di un piano commerciale realizzato attraverso le migliori proposte contenute nei progetti predisposti dai corsisti. Un ottimo punto di partenza che gli imprenditori presenti al seminario potranno tentare di tradurre in pratica nell’ambito delle loro aziende.         

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