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Bandi Provincia, assunti 71 giovani. Ma Il 15% non studia e non lavora foto

350mila euro di contributi alle aziende intenzionate ad assumere a tempo indeterminato giovani tra i 29 e i 34 anni, un’opportunità colta da 63 imprese e di cui hanno quindi beneficiato 71 lavoratori (19 in stato di disoccupazione e 52 con situazioni lavorative precarie). 

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Un milione e 250mila euro investiti in politiche di sostegno al lavoro. Queste le risorse messe in campo dalla Provincia di Piacenza. Il presidente Massimo Trespidi ha presentato l’esito di 3 dei 5 bandi attivati negli ultimi mesi. Il primo ha consentito di distribuire 350mila euro di contributi alle aziende intenzionate ad assumere a tempo indeterminato giovani tra i 29 e i 34 anni, un’opportunità colta da 63 imprese e di cui hanno quindi beneficiato 71 lavoratori (19 in stato di disoccupazione e 52 con situazioni lavorative precarie). 

Inoltre degli altri 2 bandi, riservati questa volta a Comuni, con uno stanziamento di 30mila euro ciascuno per voucher e attività di lavoro socialmente utile. In questo caso sono stati 14 i Comuni del Piacentino che hanno chiesto di poter accedere ai contributi previsti, per fornire quindi una forma di reddito ai soggetti svantaggiati e in difficili situazioni economiche presenti sui loro territori. 

I beneficiari dei provvedimenti

ALCUNI DATI SULL’OCCUPAZIONE GIOVANILE A PIACENZA: I giovani costituiscono una delle categorie di lavoratori più colpite dagli effetti della crisi: in un periodo di forte contrazione della domanda di lavoro delle imprese, le occasioni lavorative per i giovani in ingresso nel mercato del lavoro si riducono drasticamente. La maggiore flessibilità che caratterizza gli impieghi dei giovani, occupati frequentemente in forme contrattuali a termine, può inoltre comportare nel periodo di crisi una maggiore difficoltà anche nella permanenza nel mercato del lavoro.

La crisi ha agito in maniera diversificata sulle diverse componenti della popolazione e del mercato del lavoro, ed ha colpito duramente le generazioni più giovani, approfondendo una già netta segmentazione del mercato del lavoro. Gli ultimi dati Istat disponibili, relativi al 2013, confermano come la fase di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani sia caratterizzato da forti difficoltà: in provincia di Piacenza la disoccupazione si attesta al 30% tra i 15-24enni e al 9% tra i giovani di età 25-34 anni.

La conferma delle maggiori difficoltà incontrate dalla componente giovanile della forza lavoro si riscontra confrontando gli indicatori specifici giovanili con quelli complessivi: tra le persone di età adulta (35 anni e oltre), il tasso di disoccupazione risulta più contenuto (6%). Il calo delle opportunità occupazionali si riflette anche nella contrazione dei tassi di occupazione: dal 2008 al 2013 il tasso di occupazione degli under 25 ha registrato una discesa pressochè inarrestabile, passando dal 29% al 19%. La classe di età 25-34 anni ha subìto nell’ultimo anno un forte calo del tasso di occupazione, che si attesta al 74%, il livello più basso osservato dall’inizio della crisi.

Il peggioramento delle prospettive occupazionali e la crescita delle difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro spesso generano nei giovani un senso di sfiducia e di scoraggiamento, che possono portare a rinunciare a lavorare, a cercare attivamente un impiego e anche ad investire nella propria formazione. Un tema importante legato alla condizione giovanile è quello dei ragazzi che non hanno un’occupazione e al tempo stesso non seguono un percorso scolastico o formativo, i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training). La popolazione giovanile italiana presenta una delle quote più alte in Europa di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano (perché disoccupati o inattivi) né studiano: nel 2013 sono oltre 2 milioni 400mila, il 26% dei giovani di questo gruppo di età. In Emilia-Romagna nel 2013 la quota di giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni in condizione di NEET si attesta al 19%, mentre si stima che a livello provinciale la quota di giovani di età 15-29 anni in questa condizione si attesti al 15%.

CATEGORIE DI LAVORATORI INTERESSATI DAI VOUCHER E LSU Nel 1° semestre 2014 il ricorso agli ammortizzatori sociali da parte delle aziende localizzate in provincia di Piacenza è ancora significativo. Le ore di cassa integrazione autorizzate sono risultate oltre 2,7 milioni (-22% rispetto al I semestre 2013), così ripartite in base alla tipologia: circa 800mila sono le ore concesse per interventi ordinari, 1,3 milioni quelle concesse per interventi straordinari, mentre le ore autorizzate per la cassa integrazione in deroga sono risultate 664mila. Gli accordi sindacali per accedere alla CIG straordinaria in essere nel I semestre sono 37, e complessivamente i lavoratori interessati sono 804, mentre i lavoratori coinvolti in interventi di cassa integrazione in deroga nel I semestre 2014 sono stati 171. Le iscrizioni nelle liste provinciali di mobilità in seguito a licenziamenti in base alla Legge 223/91 sono state 240 (in diminuzione del 30% rispetto al I semestre del 2013). Le domande di Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASPI) presentate all’INPS nel I semestre dell’anno sono state 2.535 (nello stesso periodo del 2013 erano state 1.677).

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