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Cgil, un milione in piazza. Zilocchi: “Un segnale importante” LE FOTO foto

Sono circa di cinquecento i piacentini che, sabato 25 ottobre, hanno raggiunto la capitale per partecipare alla mobilitazione straordinaria contro il Jobs Act del Governo Renzi. 

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Un milione di lavoratori in piazza per la manifestazione indetta a Roma dalla Cgil per protestare contro il Jobs Act del governo. “Una giornata di grande partecipazione, era dal 2002 che non si vedeva un clima così, sarà difficile per il governo non ascoltare le voci di tanti lavoratori”. 

E’ il commento del segretario provinciale della Cgil di Piacenza, Gianluca Zilocchi che ha partecipato al grande corteo di sabato 25 ottobre che si è concluso con il comizio di Susanna Camusso in piazza San Giovanni. Circa 500 i piacentini che hanno raggiunto la capitale.

Nel fotoservizio a cura di Bruno Cravedi e ufficio stampa Cgil i momenti della giornata.

“Abbiamo visto tanti giovani e un clima positivo, non di rabbia ma di proposta e di speranza in un cambiamento. Una giornata che fa ben sperare, questi lavoratori riusciranno ad incidere. Difficile non tenere conto della loro voce, credo che sia stato inviato un segnale importante indirizzato al governo”.

E ancora: “Naturalmente in piazza è stato evocato anche lo sciopero generale, la nostra mobilitazione non finisce oggi ma proseguirà per cercare di cambiare le scelte dell’esecutivo. A partire dalla legge di stabilità che contiene misure inaccettabili. Ad esempio il taglio del 35 % dei fondi ai patronati, a tutti non solo quelli dei sindacati. Si tratta di enti che erogano un servizio fondamentale per i cittadini, per questo non escludiamo di prendere iniziative importanti, anche con il blocco dei servizi, per far capire l’importanza del loro lavoro”.

Alla partenza dei pullman piacentini della Cgil hanno portato il loro saluto i candidati del Pd alle regionali Paola Gazzolo e Alessandro Ghisoni. 

IL COMUNICATO DELLA CGIL REGIONALE

Dopo l’importante sciopero generale regionale del 16 ottobre con i cortei che hanno attraversato Bologna e riempito piazza Maggiore e piazza del Nettuno, e la mobilitazione straordinaria contro il Jobs Act indetta dalla Cgil ER l’8 ottobre, il sindacato emiliano-romagnolo di via Marconi si prepara a prendere parte alla manifestazione del 25 ottobre a Roma con una grande partecipazione di lavoratori e lavoratrici di tutti i settori, di pensionati, giovani e studenti.

Le parole d’ordine al centro della giornata di sabato prossimo – “Lavoro, dignità, uguaglianza, democrazia per cambiare l’Italia”– sono le stesse risuonate, in queste settimane, nelle tantissime iniziative, assemblee, mobilitazioni tenute dalla Cgil in tutta la regione e culminate nello sciopero regionale del 16 ottobre.

Per la Cgil la vera emergenza del paese è il lavoro da difendere e da creare. Per fare tutto ciò è necessario un deciso cambio della politica economica, l’attuazione di interventi pubblici e privati, l’estensione dei diritti, meno forme contrattuali e più stabilità, allargando le tutele universali e estendendo i contratti di solidarietà: questi alcuni dei punti della piattaforma che il più grande sindacato italiano porta in piazza il 25 ottobre a Roma.

Ricordiamo che sabato a Roma sono previsti due cortei; uno da piazza della Repubblica e l’altro da piazzale dei partigiani (concentramento ore 9 e partenza ore 9,30). In questo secondo corteo, la delegazione della Cgil ER è stata chiamata ad aprire il corteo.

Dalla nostra regione partiranno oltre 20mila persone, più di 300 pullman, tre treni speciali (uno da Modena e due da Bologna). Inoltre, sono stati prenotati 500 posti nei treni ordinari e segnalati molti mezzi propri.

Nel corso di queste settimane si sono tenute alcune migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro di tutte le categorie di attivi e nelle leghe dei pensionati, oltre alla diffusione di materiali nei luoghi pubblici. Nei territori, le Camere del lavoro hanno tenuto incontri con i parlamentari locali. Non vanno dimenticate poi le decine di migliaia di sms inviate a chi si è rivolto ai nostri servizi e le e-mail indirizzate agli iscritti alla Cgil in Emilia Romagna.

Vincenzo Colla, segretario generale Cgil Er, dichiara: “Bisogna proseguire la mobilitazione anche con lo sciopero generale, sull’esempio riuscito dell’Emilia Romagna” per cambiare la legge delega sul lavoro e la legge di stabilità.

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