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Confagri, azione legale contro il decreto “Spalma incentivi”

Confagricoltura ha deciso di passare ai fatti e la settimana scorsa ha tenuto una riunione a Milano presso lo studio legale incaricato di dare seguito all’azione legale promossa per l’annullamento della cosiddetta norma “spalma incentivi”

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CONFAGRICOLTURA PROMUOVE L’AZIONE LEGALE CONTRO IL D.L. “SPALMA INCENTIVI”
Chiesa: tuteliamo le aziende contro una modifica retroattiva e unilaterale di contratti sottoscritti

Confagricoltura ha deciso di passare ai fatti e la settimana scorsa ha tenuto una riunione a Milano presso lo studio legale incaricato di dare seguito all’azione legale promossa per l’annullamento della cosiddetta norma “spalma incentivi”. “Il ricorso che si vuole portare avanti mira ad impugnare le disposizioni introdotte dall’art. 26 del d.l. 91/14 ed a contestarne il profilo di costituzionalità” – spiega Luigi Sidoli, direttore di Confagricoltura Piacenza.

Diverse le aziende piacentine presenti all’incontro insieme al tecnico referente per il settore fotovoltaico dell’associazione, Roberta Bettuzzi, “L’appuntamento – spiega Bettuzzi – è stato importante per condividere l’azione che verrà portata avanti, nel più breve tempo possibile, tenendo conto anche della scadenza del 30 novembre, data entro cui i produttori di energia fotovoltaica, soggetti alle disposizioni della norma spalma incentivi, dovranno comunicare al GSE una delle tre opzioni di rimodulazione previste dalla norma.

Il provvedimento in questione – prosegue Bettuzzi – stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2015, sugli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kW, venga operata dal GSE la riduzione delle tariffe incentivanti precedentemente riconosciute, nella misura e secondo una delle tre opzioni di rimodulazione previste. Inoltre, a partire dal secondo semestre del 2014, le tariffe incentivanti relative a tutti gli impianti fotovoltaici, saranno erogate dal GSE con rate mensili costanti, in misura pari al 90 per cento della producibilità media annua stimata di ciascun impianto, nell’anno solare di produzione. Entro il 30 giugno dell’anno successivo, il GSE è poi tenuto ad effettuare il conguaglio in relazione alla produzione effettiva”.

“L’azione legale – spiega Sidoli – è diretta sia all’Autorità giudiziaria ordinaria (Tribunale civile) che amministrativa (TAR). Intendiamo muoverci per chiedere il riconoscimento dell’incostituzionalità della norma. E’ un atto dovuto per tutelare le imprese che rappresentiamo e che seguiremo lungo tutto l’iter, supportandole, facendoci parte attiva e coordinando l’azione”. “Sono già una decina le aziende piacentine che hanno aderito – precisa Bettuzzi – per una potenza complessiva di 9,7 MWh, ma sarà importante, ai fini dell’efficacia dell’azione, raccogliere ulteriori adesioni da parte di tutti gli associati su cui la norma impatta”.

“Le rinnovabili – spiega Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza -rappresentano per il mondo agricolo un’opportunità per la diversificazione del reddito. Per portare avanti questa opportunità le aziende agricole hanno lottato contro l’opinione pubblica che le voleva legate al concetto tradizionale di agricoltura, alla burocrazia e al sistema creditizio.

Tutti questi sforzi non devono ora edere vanificati da un Governo che sta cercando di monetizzare il più possibile, cambiando le regole del gioco a partita in corso, addirittura con effetto retroattivo. Tutte le aziende si basano su pianificazione e programmazione. La nostra iniziativa – conclude Chiesa – è volta a tutelare l’interesse di un comparto che ha raccolto una sfida importante per il proprio futuro e ora paga gli errori di una programmazione sbagliata da parte di altri. La situazione è gravissima perché a venire compromesse non sono solo le attività di produzione energetica, ma viene messa a rischio anche l’impresa agricola o zootecnica da cui sono originate”.

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