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Immigrati, Piacenza prima in Italia per minori iscritti a scuola (20 %)

La stima è del Dossier statistico immigrazione, presentato oggi 29 ottobre. La presenza straniera, secondo il rapporto, è diminuita nel nord mentre è aumentata al centro e al sud. In crescita le acquisizioni di cittadinanza

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Sono 5.364.000 gli immigrati presenti in modo regolare sul territorio italiano all’inizio del 2014: la stima è del Dossier statistico immigrazione, presentato oggi. Una cifra più alta rispetto alle rilevazioni ufficiali sugli stranieri residenti (4.922.085).

La presenza straniera, secondo il rapporto, è diminuita nel nord mentre è aumentata al centro e al sud. In crescita le acquisizioni di cittadinanza: da 65mila (2012) a più di centomila (2013). In calo i permessi di soggiorno scaduti e non rinnovati (145.670 nel 2013).

Le donne sono il 52,7% del totale degli stranieri regolari, i minori oltre 1 milione e 802.785 gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2013-2014 (il 9,0% di tutti gli iscritti, ma ben il 20% a Piacenza e a Prato).

L’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione totale ha raggiunto l’8,1% e in 27 province supera il 10%, con punte massime in alcuni piccoli comuni, tra i quali spicca Baranzate in provincia di Milano (31%).

Il Dossier – curato dal centro studi Idos per conto dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio – sottolinea che rispetto al periodo pre-crisi, i flussi d’ingresso di nuovi lavoratori sono molto diminuiti: nel 2013 i visti rilasciati per soggiorni superiori a 90 giorni sono stati 169.055, di cui solo 25.683 per lavoro subordinato e 1.810 per lavoro autonomo. Attualmente a far crescere la popolazione immigrata sono soprattutto gli ingressi per ricongiungimento familiare (76.164) e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi).

Il dossier registra poi un calo delle persone non autorizzate all’ingresso nel nostro Paese che sono state intercettate alle frontiere italiane (7.713), degli stranieri rimpatriati (8.769) e di quelli intimati di espulsione ma che non hanno ottemperato (13.529), per un totale di circa 30 mila individui, in costante diminuzione dal 2006. Un ruolo positivo viene svolto dagli immigrati sul piano previdenziale, grazie alla loro più giovane età (in media 31,1 anni contro i 44,2 degli italiani), che ne fa dei fruitori marginali del sistema pensionistico.

Nel 2012 sono stati versati circa 8,9 miliardi di euro di contributi da lavoratori stranieri e in futuro, secondo le stime di Idos, l’incidenza degli stranieri tra quanti raggiungeranno l’età pensionabile sarà del 2,6% nel 2016, del 4,3% nel 2020 e del 6,0% nel 2025, quando tra i residenti stranieri i pensionati saranno all’incirca 1 ogni 25 (oggi tra gli italiani sono 1 ogni 3). In questa edizione del Dossier un’attenzione specifica è stata dedicata alla rilevazione di situazioni di discriminazione degli immigrati. I casi segnalati all’Unar nel 2013 sono stati 1.142, dei quali 784 su base etnico-razziale. (Ansa)

I DATI REGIONALI

Dossier statistico immigrazione 2014 “Dalle discriminazioni ai diritti – Rapporto Unar”: in Emilia-Romagna il fenomeno è consolidato, in aumento le acquisizioni di cittadinanza (+62,3%) e i soggiornanti di lungo periodo. La regione si conferma al primo posto per incidenza di alunni stranieri (15,3% del totale). Su ogni quattro nati, uno ha entrambi i genitori stranieri

Cresce il numero di persone che hanno ottenuto la cittadinanza italiana (+62,3% rispetto all’anno precedente). E cresce il numero degli studenti, delle imprese individuali con titolare straniero, e l’incidenza percentuale dei nuovi nati e dei lavoratori occupati. E’ un quadro all’insegna del consolidamento e della stabilità quello dell’immigrazione in Emilia-Romagna. La stima del Rapporto Unar 2014 – presentato oggi – indica circa 582mila cittadini stranieri regolarmente soggiornanti (dato al 31/12/2013); si tratta del 13% della popolazione complessiva residente. Dall’indagine a cura dell’Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione, risultano 536.022 gli stranieri residenti (all’1/01/2014), pari al 12,0% del totale. Dato, questo, che pone l’Emilia-Romagna al primo posto fra le regioni italiane per tasso di incidenza (il dato medio nazionale è dell’8,1%), nonostante un lieve decremento rispetto all’anno precedente (547.552). I minori stranieri rappresentano una quota significativa della popolazione: sono 123.704 e costituiscono il 17,4% del totale dei minori residenti e il 23,1% del totale degli stranieri residenti.

La stabilità del fenomeno migratorio in Emilia-Romagna è evidente anche da una maggiore presenza di persone titolari di permessi di soggiorno CE di lungo periodo: passano dalle 217.495 (all’1/01/2011) alle 281.361 (1/01/2014). L’incremento riguarda anche l’incidenza dei soggiornanti di lungo periodo sul totale dei permessi concessi, che passano dal 49,0% al 59,9%. Significativo è anche l’aumento del numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Nel 2013 i nuovi cittadini sono 14.193, con un incremento rispetto all’anno precedente del +62,3%. Cresce anche l’incidenza dei nuovi nati con entrambi i genitori stranieri sul totale dei nati (24,6% nel 2013 rispetto al 24,4% del 2012). Il fenomeno di crescita, va però inquadrato in un contesto complessivo di calo delle nascite che ha riguardato sia i nati italiani, sia quelli con entrambi i genitori stranieri (per gli stranieri si passa dai 9.587 nati nel 2012 ai 9.370 del 2013).

I comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 165 del 2013 sui complessivi 340, con Galeata (Fc) al 23,1%, Luzzara (Re) e Castel San Giovanni (Pc) al 21,2% e altri 34 comuni con valori percentuali compresi fra il 15 e il 20%. I principali Paesi di provenienza degli stranieri residenti sono, nell’ordine, la Romania (14,7%, in aumento rispetto al 14,3% dell’anno precedente), il Marocco (13,1%, negli ultimi anni in leggero calo), l’Albania al 11,7% pressoché stabile.

La scuola

Nell’anno scolastico 2013/2014 l’Emilia-Romagna ha accolto 93.434 studenti stranieri. Si conferma così al primo posto fra le regioni italiane per incidenza di alunni stranieri (15,3% del totale, a fronte di una media nazionale del 9%). Un dato cresciuto ulteriormente rispetto al 15% dell’anno scolastico 2012/2013; si consideri che nell’anno scolastico 2008/2009 il valore percentuale era inferiore al 13%. In particolare, rispetto a questo dato medio, si evidenziano valori più elevati nella scuola primaria (16,5%), in quella dell’infanzia (16,4%) e anche nella secondaria di primo grado (15,9%). Un indicatore di consistente radicamento nel territorio è rappresentato dai nati in Italia, sono quasi 51.000 pari al 54,5% degli alunni stranieri iscritti alle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di un dato in marcato incremento rispetto al 50,2% dell’anno scolastico precedente.

Il lavoro

Nel corso del 2013 la banca-dati Inail ha registrato 343.987 lavoratori dipendenti stranieri occupati in Emilia-Romagna, che significa il 19,4% dei lavoratori complessivi. Il valore assoluto è in lieve flessione rispetto a quello registrato lo scorso anno: il calo dell’occupazione ha colpito anche la forza lavoro straniera. Malgrado ciò l’incidenza dei lavoratori stranieri è lievemente aumentata (+0,3%), continuando così una tendenza degli ultimi anni. Oltre la metà (52,2%) degli occupati stranieri lavora nel macro-settore dei servizi (valore percentuale in linea con quello del 2012). Seguono l’industria (32,7, in flessione di oltre due punti percentuali rispetto all’anno precedente) e, in lieve crescita, l’agricoltura (10,2%).

Secondo i dati del Registro delle imprese – Infocamere, al 31/12/2013 le imprese individuali con titolare straniero sono oltre 35.700 e costituiscono l’8,5% del totale delle imprese attive in regione. Questo dato è in crescita rispetto a quello degli anni precedenti: 8,3% nel 2012 e 7,9% nel 2011. I principali settori economici sono le costruzioni (44,0% del totale delle imprese con titolare straniero), il commercio (25,1%), le attività manifatturiere (11,0%) e i servizi di alloggi e la ristorazione (5,7%).

L’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia socio-sanitaria regionale i lavoratori stranieri percepiscono un reddito medio di 1.019 euro netti al mese con una differenza di 318 euro medi in meno rispetto ai lavoratori italiani (-23,7%). L’ammontare economico contributivo generato dal lavoro degli stranieri risulta di oltre 900 milioni di euro, mentre il gettito fiscale complessivo dei lavoratori stranieri si può valutare in oltre 500 milioni di euro, per un totale di oltre 1 miliardo e 400 milioni di entrate.

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