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“Inalterati i parcheggi per i pendolari”. L’associazione interviene su Borgofaxhall

Pubblichiamo il comunicato stampa dell'Associazione Pendolari Piacenza sul tema del nuovo assetto dell'area "Borgofaxhall-Via Dei Pisoni"

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Pubblichiamo il comunicato inviato dall’Associazione Pendolari Piacenza relativa al progetto del nuovo assetto dell’area “Borgofaxhall-Via Dei Pisoni”. “L’Associazione Pendolari Piacenza – si legge – presa visione del progetto di massima, così come definito dall’Amministrazione Comunale nell’incontro di presentazione del 23 settembre u.s., per la definizione del nuovo assetto dell’area ” Borgofaxhall – Via Dei Pisoni ” esprime forte scetticismo sul progetto stesso. Innanzitutto per le tempistiche stringenti che vengono stabilite, e che prevedono in un solo mese di tempo, dei passaggi in Giunta, Commissione Consiliare e Consiglio Comunale, dato che per almeno dieci anni, nonostante le nostre ripetute richieste di chiarimenti pubblici, indirizzati ai precedenti Sindaci, mai vi sia stato un benchè minimo riscontro sul tema”.

Ancora: “Non sono stati forniti numeri precisi sugli stalli di sosta futuri per i parcheggi delle autovetture,  che allo stato attuale contano di 295 spazi delimitati gratuiti (a striscie bianche) e 40 posti auto a pagamento (striscie blu) in uso alla cooperativa che gestisce il capannone deposito biciclette. Qualsiasi sia lo sviluppo futuro, i succitati numeri, che devono diventare TUTTI gratuiti, come lo erano in precedenza, devono rimanere inalterati nell’area in cui si trovano attualmente . Men che meno si ipotizza che posti possano essere riservati, e quindi esclusi all’utilizzo comune, ad autovetture private di dipendenti comunali ivi trasferiti, così cose si è già udito ventilare come ipotesi”.

IL COMUNICATO

L’Associazione Pendolari Piacenza, presa visione del progetto di massima, così come definito dall’Amministrazione Comunale nell’incontro di presentazione del 23 settembre, per la definizione del nuovo assetto dell’area ” Borgofaxhall – Via Dei Pisoni ” esprime forte scetticismo sul progetto stesso. Innanzitutto per le tempistiche stringenti che vengono stabilite, e che prevedono in un solo mese di tempo, dei passaggi in Giunta, Commissione Consiliare e Consiglio Comunale, dato che per almeno dieci anni, nonostante le nostre ripetute richieste di chiarimenti pubblici, indirizzati ai precedenti Sindaci, mai vi sia stato un benchè minimo riscontro sul tema.

Si ritiene che un progetto di tale portata, atteso ormai da un ventennio, e che tenta di risolvere una situazione urbanistica già irrimediabilmente compromessa da interventi che hanno fatto scempio di una delle aree logisticamente e viabilisticamente più importanti della città, non possa trovare soluzione dettata dalla fretta, ma meriti un concorso di idee delle migliori intelligenze architettoniche ed urbanistiche della nostra città, che possano, insieme ai portatori di interesse sulle aree stesse, garantire un progetto serio e proiettato al futuro.

A fronte degli sbagli commessi, che da decenni pesano sull’area, è fondamentale che il nuovo assetto sia il domani della città nei prossimi 30 anni, e non costituisca la classica ” toppa peggiore del buco “: non è consentito sbagliare ancora. Su quell’area dovevano sorgere l’autostazione delle corriere, un parco che doveva essere la continuazione al parco delle mura, ed il parcheggio dei pendolari (multipiano). Ad oggi abbiamo un mostro architettonico (edificio Borgofaxhall) due edifici disabitati da 10 anni e parcheggi a raso per i pendolari che la nostra associazione, con una strenua battaglia, è riuscita a conservare.

L’autostazione delle corriere non è mai stata costruita, ma spostata ” provvisoriamente ” da 20 anni (in Italia non esiste nulla di più definitivo del temporaneo) in piazza Cittadella. Il progetto, così come presentato, prevede di nuovo che l’autostazione venga realizzata in zona, ma non dove era originariamente prevista, ovvero nel vallo, ma mediante la costruzione di una colata di cemento ” solettone ” con 22 stalli di sosta per gli autobus extraurbani. Inoltre si prevede uno scambio tra concessioni ad edificare per aree con migliaia di metri quadri di uffici vuoti da affittare in Borgofaxhall in cui dovrebbero essere spostati dipendenti comunali, attualmente allocati in edifici di pregio di proprietà comunale in via Verdi e via Scalabrini. Il tutto perchè con questi soldi si possano fare i lavori.

Prescindendo da costi di recupero degli stessi, differenze di valore immobiliare e della svendita di patrimonio pubblico, consumi energetici, ma soprattutto dimenticandosi della assolute inadempienze della proprietà attuale (definita ancor ieri una scatola vuota inattaccabile legalmente) che nulla ha fatto rispetto agli obblighi contrattuali presi, in primis la costruzione dell’autostazione ed il pagamento di 11 miliardi di vecchie lire di oneri di urbanizzazione. Ovvero siamo arrivati al punto che il pubblico deve sborsare soldi della collettività per adempiere a quanto il privato inadempiente non ha fatto. 

Non troviamo traccia, a fronte delle mutate esigenze e situazioni viabilistiche rispetto a 20 anni fa, di uno studio che certifichi ed indichi in maniera puntuale i carichi di traffico attuali, nonchè una analisi accurata dei rischi ambientali derivanti da un congestionamento dell’area quale quello che si verificherebbe dal posizionamento della stazione degli autobus. Non è stato inoltre prodotto alcun documento sulle reali esigenze, flussi di traffico e frequenze del servizio extraurbano gestito da Seta, e quali osservazioni siano state fatte rispetto ai percorsi di entrata e di uscita degli autobus, che si scontrano con un assetto viario fondamentale per la città ma assai complicato come è l’asse Via Colombo-via la Primogenita-Piazzale Marconi, di recente realizzazione.

Non sono stati forniti numeri precisi sugli stalli di sosta futuri per i parcheggi delle autovetture,  che allo stato attuale contano di 295 spazi delimitati gratuiti (a striscie bianche) e 40 posti auto a pagamento (striscie blu) in uso alla cooperativa che gestisce il capannone deposito biciclette. Qualsiasi sia lo sviluppo futuro, i succitati numeri, che devono diventare TUTTI gratuiti, come lo erano in precedenza, devono rimanere inalterati nell’area in cui si trovano attualmente . Men che meno si ipotizza che posti possano essere riservati, e quindi esclusi all’utilizzo comune, ad autovetture private di dipendenti comunali ivi trasferiti, così cose si è già udito ventilare come ipotesi.

Il progetto inoltre non può non prescindere da un incremento della mobilità sostenibile di cui non troviamo traccia in quanto non si intravedono, alla lettura della planimetria, continuità ed integrazione/raccordo con le altre piste ciclabili in zona, ovviamente su sede protetta e senza contatto alcuno con il traffico veicolare. Il tal senso è per la nostra Associazione fondamentale una revisione complessiva del capannone deposito biciclette, in termine di dotazioni di stalli, pulizia e tempi d’uso, che permetta una fruibilità gratuita e complessiva senza vincoli di orari o giorni, dotandosi di strumenti tecnologici quali il controllo elettronico degli accessi che permettano/garantiscano la sicurezza h/24. 

Relativamente ad ulteriori aree di prossimità coinvolte ed ad esse aderenti (piano caricatore ed ex mercato ortofrutticolo) riteniamo  che il progetto debba procedere per gradi su aree e disponibiltà economiche certe, senza effettuare alcuna svendita di beni comunali : solo in questo modo sarà possibile pianificare in libertà e senza vincoli. E quando ci riferiamo ai vincoli, intendiamo anche edificio Berzolla e vincoli costruttivi di rispetto delle mura farnesiane. Imprescindibile inoltre che l’area venga dotata di servizio di videosorveglianza controllato da opportuna sede e presidio fisso della Polizia Municipale in loco: nel progetto non ve ne è traccia. Da ultimo, questa Associazione ribadisce di non avere gradito affatto la percezione instillata nei commercianti di Borgo Faxhall per la quale senza la realizzazione del progetto, così come presentato, cui si legherebbe un conseguente e presunto volume di traffico ” commerciale “, ci sarebbe la ” morte ” degli esercizi.

Ovvero realizzare alla svelta senza ” se ” e senza ” ma ” Esercizio di conseguenza causale non corretto,  per il quale ci permettiamo di constatare che nei decenni di immobilismo e silenzio totale sull’area, è arrivata una crisi economica internazionale di portata immane, impermeabile a quanto sopra, ma che soprattutto le amministrazioni comunali che si sono succeduto hanno ben pensato ad altro, dedicandosi anima e corpo ad altre attività che hanno portato alla realizzazioni di mega centri commerciali quali Ipercoop, Galassia e Porta San Lazzaro. Ovvero agguerrita concorrenza. Su questo dovrebbero meditare. Ringraziando per l’attenzione, distintamente salutiamo. Associazione Pendolari Piacenza Il Presidente Ettore Fittavolini

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