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La commissione Ue propone un taglio alla Pac 2015

Confagricoltura: serve più consapevolezza del valore economico dell’agroalimentare

La Commissione europea ha approvato una lettera rettificativa al bilancio Ue 2015 in cui chiede al Consiglio e al Parlamento europeo di stralciare 448,5 milioni di euro dal bilancio agricolo per la gestione della Pac 2015, per ridare ossigeno ad altre politiche europee che mancano di finanziamenti. Nello stesso documento si specifica come i soldi necessari a coprire le misure in risposta alla crisi dovuta all’embargo russo (344 milioni di euro) debbano essere attinti dalla riserva di crisi. Contro la volontà maggioritaria della Commissione, nulla ha potuto il Commissario Ciolos, per il quale “non è il momento per togliere soldi al bilancio agricolo”.

“Condividiamo la considerazione del Commissario Ciolos – sottolinea Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenza –. Confagricoltura non può che invitare il Parlamento e gli Stati membri ad opporsi a questo provvedimento”. Il budget 2015 è di 43.900 milioni di euro ed il taglio di poco meno di mezzo miliardo va a sommarsi con il prelievo degli aiuti per l’embargo russo dalla riserva di crisi autifinanziata  e con la mancanza di 1 miliardo di euro necessario a far fronte ai pagamenti dei fondi strutturali per lo sviluppo rurale.

“Quello agricolo è un settore che sta pagando una crisi di mercato provocata da decisioni politiche di cui non è responsabile. In caso di ulteriori crisi di mercato – prosegue Chiesa –  i produttori rischiano di trovarsi senza sostegno e saranno costretti a subire ulteriori tagli sul loro reddito”.

Va detto che la Pac è l’unica politica Ue che può beneficiare di ulteriori margini finanziari, oltre a quelli stanziati dall’Ue, in quanto le casse agricole incamerano le multe sui surplus delle quote latte, e le sanzioni a carico degli Stati membri che non hanno gestito in modo efficace i fondi agricoli. Per il 2015 si stima che queste somme ammonteranno a 465 milioni di euro, ed é da questo surplus che la Commissione europea vorrebbe sottrarre 448,5 milioni di euro, lasciando al bilancio agricolo solo 17 milioni di fondi freschi. La decisione dalla Commissione rappresenta però un precedente pericoloso. Nel 2015, infatti, la Pac ha già ipotecato 344 milioni di euro del proprio bilancio per far fronte alle misure d’urgenza conseguenti l’embargo russo.

Si tratta del primo e secondo programma in favore dell’ortofrutta, del sostegno alle pesce e nettarine, dello stoccaggio della produzione lattiero-casearia, dell’aumento dei fondi alla promozione alimentare. A questo si aggiungeranno gli aiuti ai Paesi Baltici e la Finlandia. Per far fronte a queste spese sarà quindi inevitabile per gli amministratori europei fare ricorso ai fondi della riserva di crisi della Pac: si tratta di 433 milioni di euro provenienti dai pagamenti diretti che l’Ue versa agli agricoltori.

Dai tagli comunque, verranno esentati i primi 2 mila euro. Per l’Italia questo significa che oltre 890 mila agricoltori potranno beneficiare integralmente di quella franchigia rispetto a 1,2 milioni che rappresentano l’agricoltura italiana. “Al di là delle cifre, comunque non trascurabili – conclude Chiesa – ciò che stigmatizziamo è l’atteggiamento, purtroppo registrato frequentemente ed a più livelli, di considerare il comparto agricolo, a parole, come volano per rilanciare l’economia e poi, nei fatti,  come ambito privilegiato su cui scaricare le tensioni della perdurante crisi. L’augurio è che la nuova Commissione sia maggiormente consapevole del ruolo economico dell’agroalimentare europeo e che il nuovo commissario Hogan difenda le sue prerogative nel bilancio Pac”.

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