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L’Appennino Festival fa tappa a Pecorara

Giunge ormai alla conclusione l'Appennino Festival, la rassegna di valorizzazione del repertorio musicale e culturale delle Quattro Province che il 19 ottobre approderà a Pecorara. Lo farà, come è ormai tradizione, in occasione della Festa del tartufo e dei prodotti della montagna che, a partire dalle 15, prevede anche una interessante animazione musicale: a finire sotto i riflettori infatti saranno due gruppi particolarmente noti a pubblico dell'Appennino Festival, ossia il Duo Pastis e i Gataspus. 

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Giunge ormai alla conclusione l’Appennino Festival, la rassegna di valorizzazione del repertorio musicale e culturale delle Quattro Province che il 19 ottobre approderà a Pecorara. Lo farà, come è ormai tradizione, in occasione della Festa del tartufo e dei prodotti della montagna che, a partire dalle 15, prevede anche una interessante animazione musicale: a finire sotto i riflettori infatti saranno due gruppi particolarmente noti a pubblico dell’Appennino Festival, ossia il Duo Pastis e i Gataspus.

Entrambi infatti si sono esibiti in più di un’occasione nell’ambito della manifestazione e lo faranno ancora, proponendo una silloge interessante di danze popolari italiane ed europee. Nello specifico il Duo Pastis nasce nel 2011 dall’incontro tra Fabio Colussi e Pierpaolo Berta, rispettivamente chitarrista ed organettista, che partendo dalla comune passione per il balfolk hanno deciso di dar vita ad un progetto artistico nuovo, all’insegna di composizioni originali che in qualche modo coniugassero le loro diverse anime artistiche con la ricerca sulle fonti e le forme coreutiche tradizionali.

Dopo aver rodato il loro connubio dal vivo, sono giunti al debutto con “Anice Stellato”, disco che segna anche l’esordio della giovane casa discografica Rox Records e che attraverso dodici tracce propone di regalare all’ascoltatore un “infuso di brani spontanei”. Per quanto riguarda invece i Gataspus, con chitarra, fisarmonica e voce il gruppo propone un viaggio musicale in Francia, dal Mediterraneo all’Oceano, passando per i vivaci territori della Guascogna e della Provenza sino alla magica Bretagna, alla riscoperta di brani musicali e canti del repertorio folk francese-bretone e occitano.

Il trio ha elaborato interpretazioni e arrangiamenti personali, integrandoli nelle melodie della tradizione musicale popolare francese: i brani proposti sono sia d’ascolto che correlati al repertorio di danze della tradizione del cosiddetto “bal folk” francese, che contempla una varietà di balli di coppia e di gruppo.

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